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1 aprile 2012

Con 100mila imprese gli stranieri producono il 6,4% del Pil Nordest

Gli stranieri rappresentano una risorsa per il territorio del Nord-Est: le quasi 100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil del territorio, specie nel settore delle costruzioni dove il peso dell'attività immigrata è del 18,4%. Nel Nord-Est si contano complessivamente 581mila occupati (l'11,6% del totale degli occupati) e 70mila disoccupati (il 28,1% del totale dei disoccupati), evidenziando tassi di disoccupazione del 10,7%, più elevati in Friuli Venezia Giulia (13,7%) e in Emilia Romagna (11,2%). I dipendenti stranieri hanno una retribuzione mensile inferiore di 255 euro rispetto ai colleghi italiani e oltre il 40% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà.
Questi alcuni dei risultati raccolti nel rapporto annuale sull'Economia dell'immigrazione realizzato dalla fondazione Leone Moressa e patrocinato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dal ministero degli Affari esteri.
"Il rapporto - ha spiegato José Angel Oropeza, direttore dell'Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell'Oim - accende i riflettori su quella maggioranza silenziosa di immigrati che contribuisce in modo rilevante al buon funzionamento del paese, della sua economia e dei suoi servizi. Senza di loro l'intero sistema economico italiano andrebbe incontro a gravi difficoltà: una realtà frequentemente trascurata dai mezzi di informazione, e di conseguenza spesso anche ignorata da parte dell'opinione pubblica. Una realtà - ha ribadito - ancora più presente nel Nord-Est, dove la presenza di immigrati lavoratori è particolarmente alta e dove i livelli di integrazione sono tra i più elevati del paese".
Nel Nord-Est le quasi 100mila imprese condotte da imprenditori stranieri concorrono quindi alla produzione del 6,4% del Pil complessivo dell’area, per un ammontare di 19 miliardi di euro. In Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto, la percentuale si stabilizza, rispettivamente, attorno al 6,7%, 6,6% e 6,4%, mentre per il Trentino Alto Adige la cifra di riduce al 5%. Il maggior contributo alla formazione del valore aggiunto è ascrivibile alle imprese che operano nel comparto delle costruzioni, dove le imprese straniere producono il 18,4% della produzione totale del settore, seguito dal commercio (9,6%), dalla manifattura e dai servizi alle persone (7,4%).
L'edilizia rimane il comparto prevalente per tutte le regioni nel Nord-Est, sebbene si osservi un contributo straniero del 21,1% in Emilia Romagna e appena dell’11,8% in Trentino Alto Adige.
Il Nord-Est annovera complessivamente 93.402 imprenditori di origine straniera (il 9,6% del totale) e 99.545 imprese per le quali la partecipazione e la proprietà è detenuta in prevalenza da soggetti stranieri (l'8,3% del totale). In questo Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia mostrano incidenze più elevate delle altre regioni dell’area nordestina, anche se il Veneto registra valori comunque superiori alla media nazionale.
Dal 2008 al 2011, si è assistito nel Nord-Est a un aumento del tasso di disoccupazione straniero di 2,5 punti percentuali passando dall'8,5% al 10,7% e raggiungendo 70mila immigrati senza lavoro. Questo significa che nel triennio considerato un nuovo disoccupato su quattro a Nord-Est ha origini straniere. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna, si osservano tassi di disoccupazione straniera più elevati (rispettivamente 13,7% e 11,2%) rispetto a Veneto e Trentino Alto Adige (rispettivamente 9,9% e 9,3%). Dal punto di vista dell'occupazione si contano comunque quasi 600mila lavoratori di origine straniera, pari all’11,6% del totale: in questo caso l’Emilia Romagna e il Veneto mostrano incidenze superiori (12,6% e 11,8%).
Un dipendente straniero che lavora nel Nord-Est guadagna al mese una cifra netta di poco superiore ai 1.000 euro, 255 euro in meno rispetto ai colleghi italiani. Retribuzioni superiori si percepiscono in Friuli Venezia Giulia dove i differenziali salariali con gli italiani si fanno più contenuti. Al fisco nel 2009 i contribuenti nati all’estero hanno dichiarato una cifra di oltre 4,6 miliardi di euro in Veneto e di 4,2miliardi di euro in Emilia Romagna con redditi procapite che in queste due regioni ammontano, rispettivamente, a 12.881 euro e 12.162 euro. Di Irpef gli stranieri pagano a testa tra i 2.330 euro dell'Emilia Romagna a 2.970 euro del Friuli Venezia Giulia.
Il 42,2% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà contro il 12,6% delle famiglie italiane. Il reddito percepito permette di risparmiare una cifra molto bassa che supera di poco i 600 euro annui. Le entrate provengono per l'84,3% da lavoro dipendente e di queste oltre un quarto viene destinato al pagamento dell'affitto, dal momento che appena il 13,8% delle famiglie è proprietaria dell'abitazione di residenza.

10 febbraio 2012

Immigrati: Cgil-Cisl-Uil, rivedere tassa su permesso di soggiorno

Cgil, Cisl e UIL, chiedono ''una decisa revisione della soprattassa sul permesso di soggiorno e della sua finalizzazione e chiedono al Governo di avviare da subito un confronto serio con le Parti Sociali per trovare soluzioni condivise, ragionevoli, equilibrate ed eque al fenomeno dell'immigrazione, per evitare cosi' situazioni di disagio diffuso a quanti, lavoratori e famiglie, presenti onestamente sul nostro territorio, contribuiscono al benessere economico e sociale del Paese''.
Secondo i sindacati ''con l'introduzione della soprattassa si richiede alle famiglie immigrate un sforzo economico oneroso e insostenibile. La soprattassa, non tiene conto delle difficolta' di coloro che hanno perso il lavoro o che sono in cerca di occupazione cosi' come non tiene in considerazione la composizione ed il reddito del nucleo familiare degli immigrati. E' inoltre iniquo che gli immigrati debbano pagare di piu' un servizio che lo Stato non riesce a fornire nei tempi di legge previsti''.
Per questo Cgil, Cisl e Uil, ''sono in mobilitazione oggi e nei prossimi giorni, per dare voce a chi e' chiamato a pagare un costo sociale iniquo e per ribadire la necessita' di affrontare attraverso strumenti organici, l'implementazione di politiche di integrazione degli immigrati e delle loro famiglie che sono presenti sul nostro territorio e che come tutti i cittadini, hanno dei doveri, ma anche dei diritti che vanno rispettati''.

20 dicembre 2011

Immigrati, appello Pd-Udc-Fli per tavolo comune su 'ius soli': ''Legge entro giugno''

Un tavolo comune che porti all'approvazione di una legge che riconosca la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Superare così le tante proposte di legge sul cosiddetto 'ius soli' impantanate in Parlamento sulla questione rilanciata con forza nei mesi scorsi dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. A lanciare l'idea, per ripartire da zero ma arrivare a una legge in questa legislatura, è l'esponente del Pd Livia Turco, nel corso dell'incontro oggi alla Camera dei deputati 'Figli d'Italia. Italiani che devono 'chiedere permesso''.
Una proposta, quella di Turco, che piace e incassa il via libera degli esponenti di Fli e Udc presenti all'incontro. "Siamo qui - dice l'ex ministro della Salute - ma in assenza di una parte fondamentale del Parlamento. Nessuna delle proposte di legge depositate possono costituire un punto di partenza per cambiare le cose. Scriviamo insieme un articolo - propone Turco - ma facciamolo insieme, non c'è altra strada che costruire un tavolo comune".
"Isoliamo il punto - le fa eco Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli a Montecitorio - su cui è possibile trovare un accordo immediato, visto che una riforma complessiva della materia sarebbe più complicata". L'obiettivo da centrare a breve è la cittadinanza per le cosiddette 'seconde generazioni', "visto che è difficile avere un'opinione diversa sulla questione dei nati in Italia: questo è un pezzo importante per l'energia e il futuro del Paese".
"Approfittiamo - invita Roberto Rao, deputato Udc - del clima di apparente distensione per scendere dalle barricate ideologiche e trovare un accordo. Poniamoci giugno dell'anno prossimo come obiettivo per arrivare a una legge che cambi le cose, appellandoci al senso di responsabilità di ciascuno. Il tavolo non deve essere di questa o di quell'altra forza politica, deve essere aperto a chiunque voglia dare il proprio contributo".
"Il lavoro sporco di parlare con il Pdl lo faccio io - afferma con un sorriso Andrea Sarubbi, esponente del Pd firmatario di una proposta di legge per introdurre lo ius soli temperato - mi sono messo anche la cravatta verde per agevolare le cose, visto che ero certo che oggi ne avremmo sentito la mancanza", aggiunge ironizzando sugli uomini del Carroccio.
"Quel che è certo - dice Jean-Leonard Touadi, del Pd - è che è arrivato il momento di dare un volto alla nuova Italia" e la partita dello ius soli "non deve essere vista come una concessione, ma piuttosto come un elemento di democrazia, come un passo importante per rendere la democrazia italiana più compiuta. Penso alle parole del capo dello Stato, che ha posto la questione come un'opportunità per l'Italia. Parole, quelle di Napolitano, che arrivano da una persona anziana ma che guarda lontano e vede il futuro".
Presente all'incontro anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che sottolinea: "Ci tenevo a dirvi andiamo avanti" sullo ius soli. I figli di immigrati nati in Italia possono ambire alla cittadinanza solo al compimento del 18esimo anno di età e dopo un iter burocratico lungo e complesso. La possibilità di arrivare a una legge che cambi le cose in questa legislatura "dipende - spiega Fini a margine dell'incontro a Montecitori - dalla decisione delle singole forze parlamentari e, all'interno di queste, dai singoli deputati, ma me lo auguro. E' un tema che, dopo le parole del capo dello Stato, deve essere affrontato con una nuova legge".
Contrario all'ipotesi di passare dallo ius sanguinis allo ius soli il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri che scrive su Twitter: ''E' una follia giuridica. Il rischio? Incoraggiare esodo clandestini. Integrazione uguale legge e ordine", aggiunge.

1 dicembre 2011

SOLIDARIETÀ RICONOSCENZA RISPETTO PER I PENSIONATI: IL 10 DICEMBRE LA IV GIORNATA DI MOBILITAZIONE DEI PATRONATI

Con un appuntamento che è diventato tradizione, il prossimo 10 dicembre, per il quarto anno consecutivo, i pensionati italiani nel mondo tornano a far sentire la loro voce per denunciare le condizioni in cui versano le aree più fragili e anziane della nostra emigrazione, i loro bisogni di assistenza sociale e sanitaria, l’urgenza di risposte e attenzione da parte del Governo del loro Paese di origine.
Nel quadro delle iniziative che li vedranno impegnati in assemblee, nelle sedi Consolari e nei luoghi della nostra emigrazione, sarà consegnata loro una lettera che i Segretari generali di Spi-Cgil Fnp-Cisl Uilp-Uil e i presidenti dei Patronati Inca Inas Ital hanno loro inviato assicurando tutto il sostegno nella tutela, anche all’estero, dei diritti maturati con il lavoro e nella fornitura dei servizi di assistenza.
"In questi ultimi anni – ricordano i sindacati – sono state molte le aspettative deluse di intere generazioni che all’estero si son viste togliere, con i fondi di assistenza per i più anziani e in difficoltà, servizi, scuole, consolati, fino agli spazi di democrazia e partecipazione venuti meno con il mancato rinnovo degli organismi di rappresentanza. Oggi l’Italia ha un nuovo Governo, ma resta il contesto di una crisi internazionale pesantissima che il nostro Paese deve affrontare in condizioni di difficoltà estrema, con scelte importanti da fare, traguardando innanzitutto all’equità e alla giustizia sociale, in grado di dare risposte anche a tutti coloro che i sacrifici li fanno da sempre, come tante persone pensionate e anziane residenti all’estero".
"Una nuova politica per i pensionati italiani nel mondo" lo slogan alla base della Giornata del 10 dicembre, una data che non è stata scelta a caso.
"Il 10 dicembre del 1948, all’indomani della seconda guerra mondiale, venne scritta la Carta Universale dei Diritti dell’Uomo", si legge nella lettera inviata ai pensionati italiani all’estero da Carla Cantone (Spi-Cgil), Ermenegildo Bonfanti (Fnp-Cisl), Romano Bellissima (Uilp-Uil), Morena Piccinini (Inca), Antonino Sorgi (Inas), Gilberto De Santis (Ital). "In questa data che ci è cara e che da anni onoriamo anche con il nostro impegno nella tutela delle persone pensionate e anziane, ovunque si trovino, siamo certi di poter continuare a contare sul vostro impegno e sulla vostra passione civile per dare identità e rispetto a questo nostro Paese e ai suoi cittadini, in tutto il mondo". (

9 ottobre 2011

IMMIGRATI: TURCO(PD), BENE BERSANI SU VOTO A NUOVI CITTADINI

''E' con grande soddisfazione che leggiamo le parole del segretario Bersani che oggi, in un messaggio al presidente di Equality Italia, cita tra i principali punti del programma del Pd, l'estensione del voto agli immigrati residenti in Italia e la difesa dei diritti delle fasce considerate piu' a rischio''.
Lo dichiara Livia Turco, che proprio oggi e' impegnata alla sede nazionale del Pd in un incontro con le comunita' straniere, gli amministratori locali e le principali forze implicate nel mondo dell'immigrazione per rilanciare le proposte alternative del Pd nella gestione dei problemi legati ai fenomeni migratori.
''E' una ulteriore conferma a sostegno delle giuste lotte che stiamo portando avanti e che continueremo a fare per promuovere e difendere i diritti di uguaglianza. Siamo infatti certi -dice la Turco- che la prima riunione del consiglio dei ministri del governo Bersani approvera' la legge che dice: 'Chi nasce e cresce in Italia e' italiano'''

11 settembre 2011

Coldiretti,immigrati salvano vendemmia

La vendemmia 2011 in Italia e' salva grazie all'impegno di 30.000 lavoratori stranieri che garantiscono la raccolta delle uve destinate ai piu' pregiati vini di qualità del nostro Paese, dal Brunello di Montalcino al Barbaresco fino al Prosecco nel cui distretto lavorano addirittura immigrati di ben 53 differenti nazionalità. E' quanto fa sapere la Coldiretti precisando che e' straniero il 15% dei lavoratori del settore (210.000).

La Uim raccoglie il monito del direttore di “Avvenire”: sull’emigrazione cambiare passo e registro

Sull’Avvenire di ieri il direttore Marco Tarquinio ha evidenziato ancora una volta il tema dell’emigrazione all’estero dei nostri giovani.
Ha scritto Tarquinio “Ogni lettera di giovane che arriva ad Avvenire per annunciare l’acquisto di solo andata per un qualche altro Paese accresce il senso di inadeguatezza e rafforza una ultimativa sensazione di urgenza. Dobbiamo cambiare registro e passo”.
“Tutti gli addetti ai lavori per gli italiani all’estero devono accogliere il monito di Tarquinio – ha commentato il Presidente della UIM Alberto Sera – perché è tempo di scelte nuove e diverse per un mondo che è già nuovo e diverso”.

16 giugno 2011

Immigrati, sì al dl per rimpatri immediati. Maroni: ''Nei Cie da 6 a 18 mesi''

''Abbiamo approvato con Maroni un decreto in materia di immigrazione che ci consentirà le procedure di espulsione coattiva immediata per immigrati clandestini e per i comunitari che commettono violazioni''. E' quanto afferma il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Cdm.

Inoltre, annuncia, ''venerdì firmeremo un'intesa con la Libia per riportare gli immigrati che sono da noi. In questo modo faremo rimpatriare gli extracomunitari clandestini che sono in Italia''.
Da parte sua, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ribadisce che il Consiglio dei ministri ha approvato ''nuovi criteri che ci consentono di ripristinare le procedure di esplusione coattiva immediata dei clandestini''. E ''con un decreto approvato oggi - rimarca il titolare del Viminale - prolunghiamo il tempo di trattenimento nei Cie da 6 a 18 mesi, attraverso una procedura di garanzia che passa dal giudice di pace''.
''Introduciamo per la prima volta - aggiunge Maroni - l'espulsione anche per i cittadini comunitari. Anche questa norma è coerente con la direttiva europea, la 38 del 2004, che prevede questa possibilità nel caso il cittadino comunitario non rispetti gli obblighi previsti dalla stessa direttiva''.
Tra le prime reazioni all'intesa con la Libia per gli immigrati, quella del ministro Roberto Calderoli. ''Evviva, arrivano le prime risposte concrete ai problemi che abbiamo posto" afferma, sottolineando: "Guarderemo al futuro con maggiore serenità rispetto a questo grave problema".
''Avevo chiesto al presidente del Consiglio di attivarsi personalmente con il governo provvisorio della Libia perché, a fronte del loro riconoscimento e delle garanzie economiche da loro richieste al nostro Paese, vi fosse da parte loro l'impegno al riaccoglimento dei loro profughi che sono arrivati o che arriveranno sulle nostre coste" aggiunge il ministro della Semplificazione.
"A seguito della nostra richiesta domani mattina il ministro degli Esteri Frattini firmerà un accordo in questo senso con i nuovi governanti libici, un accordo che prevede, tra l'altro, anche la realizzazione di un centro di accoglienza per i profughi direttamente a Bengasi".

5 giugno 2011

Maroni: "Meno immigrati grazie ai rimpatri". E poi attacca Malta...

In Italia "si sono interrotti i flussi massicci" di sbarchi di immigrati dal Nord-Africa "e questo dimostra che la politica dei rimpatri e dei pattugliamenti funziona". E' quanto dice il ministro all'Interno, Roberto Maroni, durante un'audizione davanti al Comitato parlamentare Schengen.
Quindi da' i numeri degli ultimi arrivi: "Dall'inizio dell'anno sono oltre 42 mila gli immigrati sbarcati sulle nostre coste, di provenienza soprattutto libica". Attraverso la Libia, aggiunge, "ad oggi sono 18.364 gli arrivi di cittadini in prevalenza subsahariani, eritrei e somali". L'accordo con la Tunisia, invece, "funziona" e dal 5 aprile "sono 908 gli sbarchi da quel Paese". Chi non ha i requisiti per l'asilo politico, continua il ministro "viene identificato e rimpatriato". Per tutti gli altri "e' stato predisposto un piano di accoglienza con le Regioni, escluso l'Abruzzo, che pero' potrebbe essere ripensato su richiesta di alcuni governatori". Il Veneto, ad esempio, "preferirebbe l'individuazione sul loro territorio di centri di accoglienza, i Cara, piuttosto che luoghi" individuati di volta in volta "dove accogliere poche decine di rifugiati".
Nei prossimi giorni, annuncia, ci sara' una riunione a Palazzo Chigi con la Protezione civile e le Regioni per rivedere il piano, che consente l'accoglienza di 50 mila persone. Ad oggi, conclude, "sono stati accolti in 18 mila e quindi c'e' ancora un margine di accoglienza, anche se l'unico modo per far si' che i flussi cessino e che si ponga fine alla guerra in Libia e si passi a una soluzione diplomatica".
Tra l'altro, il capo del Viminale, teme "una nuova ondata di sbarchi tra settembre e ottobre dalla Tunisia se la stagione turistica andra' male, visto che l'economia di Tunisi si regge sul Turismo".
LA GUERRA CON MALTA - Si profila un nuovo scontro Italia-Malta sul tema immigrati. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, durante un'audizione al Comitato parlamentare Schengen, dice di essersi rivolto alla commissaria europea commissario Ue Cecilia Malstrom per denunciare "l'ennesimo episodio" da parte delle autorita' de La Valletta di non soccorso a un barcone di immigrati provenienti dal nord-Africa.
Il maxisbarco di oltre 900 profughi, spiega il titolare del Viminale e' avvenuto nel ragusano, nel porto di Pozzallo, nella notte. Ma l'accoglienza, aggiunge, sarebbe stata di competenza di Malta. "Ancora una volta le autorita' maltesi- dice Maroni- hanno applicato in modo singolare le norme di diritto internazionale che disciplinano il soccorso in mare omettendo di intervenire in soccorso dei migranti in un contesto ad alto rischio. Le unita' navali de La Valletta, pur presenti in mare, si son limitate ad 'ombreggiare' le imbarcazioni fino al momento del suo ingresso nelle acque Sar italiane a sud di Capo Passera, limitandosi solo allora ad avvisare il comando generale delle capitanerie di porto". Il ministro informa il Comitato presieduto da Margherita Boniver (Pdl) che "tale comportamento delle autorita' marittime maltesi e' stato aspramente stigmatizzato con i dati di fatto e di diritto da parte delle nostre autorita'". E continua: "Quest'ennesimo brutto episodio e' stato segnalato alla Commissaria europea perche' io credo che l'Italia stia facendo di piu' di quanto sia tenuta a fare per salvare vite umane. La Commissione Ue deve intervenire perche' non e' accettabile che alcuni Paesi dell'Unione non applichino le norme internazionali che sono tenute a rispettare".
Maroni sottolinea che "quando si tratta di tratta di vite umane in pericolo" l'Italia "interviene sempre". E ricorda l'unico episodio di non intervento italiano, dopo un rifiuto di soccorso da parte di Malta "un anno fa con il caso della nave Pina. "In quel caso, che provoco' uno stallo, non c'era pericolo di vita".

28 maggio 2011

IMMIGRATI: GABRIELLI, DAL 1* GENNAIO ARRIVATI IN 39 MILA E AUMENTERANNO

''Dal 1* gennaio gli arrivi dal nord Africa si attestano ormai a 39 mila unita' ed e' una cifra che non e' destinata a chiudersi ma ad aumentare''. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli in un'intervista a Skytg24.''Abbiamo un compito - ha spiegato Gabrielli - che ha tre grandi pilastri: il primo che l'accoglienza deve essere distribuita in maniera equa su tutto il territorio, il secondo che della distribuzione e accoglienza degli immigrati si deve far carico il sistema di Protezione Civile nazionale e l'ultimo che gli oneri derivanti dall'emergenza sono a carico dello Stato attraverso il fondo nazionale della Protezione Civile''.Il capo della Protezione civile ha poi manifestato preoccupazione sulla qualita' dell'accoglienza degli immigrati, perche' ''gran parte della buona riuscita dell'operazione che stiamo cercando di gestire sara' quella della qualita'. Queste persone vedono nel nostro Paese un obiettivo del proprio percorso migratorio, dunque, non bastera' un'accoglienza modello 'vitto-alloggio' ma bisogna attuare un altro tipo di accoglienza: dalla mediazione culturale all'assistenza sanitaria fino al percorso integrativo''.

Infine Gabrielli commenta l'operato dell'Europa sul fronte immigrazione: ''Il mio interlocutore e' il governo italiano, non ho bisogno del conforto di Bruxelles o dell'intervento di qualche burocrate di Strasburgo ma come cittadino sono colpito dalle tempestiche di reazione dell'Europa''.

10 maggio 2011

Immigrati, è tutta una questione europea. E la Commissione Ue traccia la rotta

Iniziative per "una strategia globale piu' strutturata e in grado di garantire una risposta rapida dell'Ue alle sfide e alle opportunita' derivanti dalla migrazione, non da ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso nell'area del Mediterraneo". E' il documento presentato dalla Commissione europea, in merito a vari aspetti della questione migrazione.

Questi i punti principali contenuti nel testo:
- completamento del sistema europeo comune di asilo entro il 2012, in linea con i valori fondamentali e gli obblighi internazionali dell'Unione;- controlli rafforzati alle frontiere e governance Schengen per affrontare l'immigrazione irregolare, garantire che ciascuno Stato membro controlli efficacemente la propria parte delle frontiere esterne dell'Unione in linea con il disposto e lo spirito delle norme dell'Ue, ed aumentare la fiducia nell'efficacia del sistema Ue di gestione della migrazione;- un'immigrazione legale piu' mirata nell'Ue, volta a facilitare l'arrivo di persone dotate delle competenze necessarie per contribuire a colmare le previste carenze di manodopera e di personale qualificato nell'Ue e ad ovviare al previsto declino demografico della popolazione attiva.- condivisione delle migliori pratiche nelle strategie adottate dagli Stati membri per l'integrazione degli immigranti legali nell'Ue, in modo tale da garantire la massimizzazione dei vantaggi economici dell'immigrazione e assicurare l'armonia sociale nell'Unione;- un approccio strategico ai rapporti con i paesi terzi sulle questioni relative alla migrazione, allo scopo di facilitare il movimento delle persone grazie a migliori possibilita' di migrazione legale, unitamente a misure volte a prevenire la migrazione irregolare.
Per quanto riguarda le prossime tappe, la comunicazione della Commissione servira' come base per il dibattito che avra' luogo in occasione del Consiglio straordinario Giustizia e Affari interni convocato per il 12 maggio, dibattito a cui seguiranno le discussioni in materia di migrazione nell'ambito del Consiglio europeo del 24 giugno. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, poi, seguiranno misure di accompagnamento, in particolare un "pacchetto migrazione" da presentare per l'adozione da parte del Collegio dei Commissari il 24 maggio.

1 maggio 2011

Immigrati, l'Europa boccia la Bossi-Fini: "La clandestinità non è reato"

La Corte di giustizia Ue ha 'bocciato' il reato di clandestinita' introdotto dall'Italia. La direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari dell'Unione europea osta infatti 'ad una normativa nazionale che punisce con la reclusione il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato ad un ordine di lasciare il territorio nazionale'.
Quindi, si legge in una nota 'una sanzione penale quale quella prevista dalla legislazione italiana puo' compromettere la realizzazione dell'obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali. Il giudice nazionale, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell'Unione e di assicurarne la piena efficacia, dovra' quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria al risultato della direttiva (segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni) e tenere conto del principio dell'applicazione retroattiva della pena piu' mite, il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri'.




La Corte di giustizia riporta il caso del signor 'El Dridi, cittadino di un paese terzo', che è 'entrato illegalmente in Italia'. Nei suoi confronti è stato emanato, nel 2004, 'un decreto di espulsione, sul cui fondamento è stato spiccato, nel 2010, un ordine di lasciare il territorio nazionale entro cinque giorni. Quest’ultimo provvedimento era motivato dalla mancanza di documenti di identificazione, dall’indisponibilità di un mezzo di trasporto nonché dall’impossibilità - per mancanza di posti - di ospitarlo in un centro di permanenza temporanea. Non essendosi conformato a tale ordine, il sig. El Dridi è stato condannato dal Tribunale di Trento ad un anno di reclusione'.
Così la Corte d'appello di Trento 'dinanzi alla quale egli ha impugnato detta sentenza, chiede alla Corte di giustizia se la direttiva sul rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare (direttiva rimpatri) osti ad una normativa di uno Stato membro che preveda l’irrogazione della pena della reclusione al cittadino di un paese terzo il cui soggiorno sia irregolare per la sola ragione che questi, in violazione di un ordine di lasciare entro un determinato termine il territorio nazionale, permane in detto territorio senza giustificato motivo'. Quindi la Corte 'ha accolto la domanda del giudice remittente di sottoporre il rinvio pregiudiziale al procedimento d'urgenza, in quanto il sig. El Dridi è in stato di detenzione'.
Essa rileva, anzitutto, 'che la direttiva rimpatri stabilisce le norme e procedure comuni con le quali s'intende attuare un'efficace politica di allontanamento e di rimpatrio delle persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali e della loro dignità. Gli Stati membri non possono derogare a tali norme e procedure applicando regole più severe. Detta direttiva definisce con precisione la procedura da applicare al rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare e fissa la successione delle diverse fasi di tale procedura.
La prima fase consiste nell’adozione di una decisione di rimpatrio'. Nell’ambito di tale fase va accordata priorità, spiega ancora la Corte, 'ad una possibile partenza volontaria, per la quale all’interessato è di regola impartito un termine compreso tra sette e trenta giorni'. Quindi 'nel caso in cui la partenza volontaria non sia avvenuta entro detto termine, la direttiva impone allora allo Stato membro di procedere all’allontanamento coattivo, prendendo le misure meno coercitive possibili'. E soprattutto solo nel caso di un determinato comportamento dell'interessato può, lo Stato, procedere al fermo: 'Qualora l’allontanamento rischi di essere compromesso dal comportamento dell’interessato, lo Stato membro può procedere al suo trattenimento. Conformemente alla direttiva rimpatri, il trattenimento deve avere durata quanto più breve possibile ed essere riesaminato ad intervalli ragionevoli; esso deve cessare appena risulti che non esiste più una prospettiva ragionevole di allontanamento e la sua durata non può oltrepassare i 18 mesi. Inoltre gli interessati devono essere collocati in un centro apposito e, in ogni caso, separati dai detenuti di diritto comune'.
La direttiva comporta pertanto 'una gradazione delle misure da prendere per dare esecuzione alla decisione di rimpatrio nonché l’obbligo di osservare il principio di proporzionalità in tutte le fasi della procedura. Tale gradazione va dalla misura meno restrittiva per la libertà dell’interessato, ossia la concessione di un termine per la sua partenza volontaria, alla misura che maggiormente limita la sua libertà nell’ambito di un procedimento di allontanamento coattivo, vale a dire il trattenimento in un apposito centro. La direttiva persegue dunque l’obiettivo di limitare la durata massima della privazione della libertà nell’ambito della procedura di rimpatrio e di assicurare così il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dei paesi terzi in soggiorno irregolare'.
In proposito la Corte tiene conto, in particolare, 'della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. La Corte rileva, poi, che la direttiva rimpatri non è stata trasposta nell’ordinamento giuridico italiano e ricorda che, in questi casi, i singoli sono legittimati ad invocare, contro lo Stato membro inadempiente, le disposizioni di una direttiva che appaiano, dal punto di vista sostanziale, incondizionate e sufficientemente precise. È il caso, nella fattispecie, degli artt. 15 e 16 della direttiva rimpatri. Al riguardo la Corte considera che la procedura di allontanamento italiana differisce notevolmente da quella stabilita da detta direttiva'.
La Corte ricorda pure che, se è vero che la legislazione penale rientra in linea di principio nella competenza degli Stati membri e che la direttiva rimpatri lascia questi ultimi liberi di adottare misure anche penali nel caso in cui le misure coercitive non abbiano consentito l’allontanamento, 'gli Stati membri devono comunque fare in modo che la propria legislazione rispetti il diritto dell’Unione. Pertanto essi non possono applicare una normativa, sia pure di diritto penale, tale da compromettere la realizzazione degli obiettivi perseguiti da una direttiva e da privare quest’ultima del suo effetto utile'.
In sostanza 'la Corte considera dunque che gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione nel procedimento principale, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio'. Per la Corte Ue 'gli Stati membri devono continuare ad adoperarsi per dare esecuzione alla decisione di rimpatrio, che continua a produrre i suoi effetti. Una tale pena detentiva, infatti, segnatamente in ragione delle sue condizioni e modalità di applicazione, rischia di compromettere la realizzazione dell’obiettivo perseguito dalla direttiva, ossia l’instaurazione di una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno sia irregolare nel rispetto dei loro diritti fondamentali'.
Il giudice del rinvio, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell’Unione e di assicurarne la piena efficacia, dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria al risultato della direttiva (segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni) e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri'.
In conclusione l'ultima precisazione della Corte: 'Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell'ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile'.
IL PD: "ORA LIBERO CHI E' SOLO IRREGOLARE" - "La sentenza con cui la Corte di giustizia europea boccia il reato di immigrazione irregolare e invita il sistema giudiziario italiano a non applicarlo e' una bella notizia". Lo dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante."Ci auguriamo che da oggi in avanti nessun cittadino straniero venga piu' perseguito per questo reato del tutto illegittimo e che i detenuti condannati per il solo reato di immigrazione cosiddetta clandestina vengano rimessi immediatamente in liberta'- aggiungono i senatori Pd- l'immigrazione e' un fenomeno epocale, che certo puo' creare disagi nei paesi di accoglienza e che per questo va governato, ma considerare chi viene in occidente spinto dalla miseria e dalla speranza come un delinquente e' semplicemente una bestemmia"

11 aprile 2011

Immigrati, Maroni: l'Italia è sola. Non so se ha senso stare nell'Ue. Bruxelles: nessuno vuole che esca

Aquí escribes la parte del post a mostrar.Italia e Unione Europea ad un passo da una crisi senza precedenti a causa dell'emergenza migranti e della soluzione del permesso temporaneo scelta dal governo. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni rispolvera il detto "meglio soli che male accompagnati" e incassa, in una telefonata con il premier Silvio Berlusconi, la condivisione della linea espressa a Lussemburgo durante il Consiglio Ue degli Affari interni."Mi chiedo se davvero abbia un senso continuare a far parte dell'Unione europea", dopo che questa ha lasciato da sola l'Italia a gestire l'emergenza immigrati'', ha affermato il titolare del Viminale. L'Ue, ha accusato Maroni, è diventata un'istituzione che "si attiva subito solo per salvare le banche e dichiarare guerra, ma quando le si chiede solidarietà concreta per salvare un Paese in difficoltà come l'Italia si nasconde". "Quando l'Italia chiede aiuti a gestire i rimpatri, bloccare gli sbarchi e investire in Tunisia e le viene risposto 'devi pensarci tu perché ci sei vicina', allora mi pare che qualcosa non funzioni", ha continuato. Dato l'atteggiamento degli altri Stati membri, l'Italia ha approvato le conclusioni del Consiglio Ue sull'immigrazione con riserve. Il documento, ha detto Maroni, "non prevede nessuna misura concreta". Il ministro dell'interno ha comunque "chiesto l'intervento della Commissione europea", tanto che domani lo stesso presidente dell'esecutivo Ue si recherà di persona in Tunisia.

"L'unica nota positiva" della giornata, per Maroni è stato constatare, "come era nostra convinzione", che "nessuno ha eccepito che sono contrari alle normative europee" i permessi di soggiorno rilasciati dall'Italia, anzi, "nessuno ha detto che sono contrari a Schengen". Dopo il colloquio con Maroni, Berlusconi ha telefonato al presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Nel corso della conversazione, lunga e molto cordiale, i due presidenti hanno ribadito il punto di vista comune sulla necessità di un approccio europeo all'emergenza migratoria. Dall'Ue la commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstroem ha replicato così alle dichiarazioni del titolare del Viminale: ''Mi dispiace se il ministro Maroni è rimasto deluso, nessuno vuole che l'Italia abbandoni l'Ue. L'Italia è un patrimonio per l'Europa", ha sottolinato la commissaria ricordando però che la Commissione ha "già fatto molto per aiutarla". E ha confermato che "il decreto italiano per quel che noi abbiamo visto rispetta Schengen". In precedenza la Malmststroem aveva definito "prematura" l'attivazione del meccanismo Ue di protezione temporanea per i rifugiati ma, aveva sottolineato, ''non spetta alla Commissione europea fornire consigli all'Italia" sul cosa fare con gli immigrati tunisini sbarcati a Lampedusa. Il ministro dell'Interno tedesco Hans Pieter Friedich da parte sua ha accusato l'Italia di violare ''lo spirito delle regole di Schengen" con l'assegnazione dei permessi di soggiorno. Mentre Parigi, tramite il ministro dell'interno francese Claude Gueant, ha assicurato che farà "controlli frequenti e severi" in un "raggio di venti chilometri dalle frontiere". Dall'Italia il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli sottolinea: "Dopo l'egoistica e anticomunitaria posizione assunta oggi dall'Europa nei confronti di uno Stato membro diventa obbligatorio e urgente predisporre un blocco navale assoluto a difesa delle nostre acque e dei nostri confini". Per il segretario del Pd Pierluigi Bersani, invece, "se siamo finiti in questa situazione è perché gli apprendisti stregoni della propaganda sono finiti vittime della propaganda stessa". In Europa, ha dichiarato, "governano le destre proprio come in Italia, e il risultato è questo: propaganda su propaganda, soluzioni zero. Adesso sento che la destra vuole portarci fuori dall'Europa, vuole per caso portarci nell'Unione africana?". E mentre si discuteva a Lussemburgo, sulla questione immigrazione è intervenuto anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Il mio animo è per un impegno forte dell'Italia in Europa, affinché il nostro Paese continui tenacemente a perseguire una visione comune ed elementi di politica comune anche sul tema dell'immigrazione", ha detto. "Tutto questo - ha aggiunto il presidente della Repubblica - senza nemmeno prendere in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura - ha concluso - ipotesi di separazione".

10 aprile 2011

Ue: migranti problema comune. Frattini: serve un'azione politica

Bruxelles ribadisce che l'immigrazione è un problema comune europeo, anche se non vuole commentare le ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi.Non commentiamo le parole del premier italiano - ha detto un portavoce della Commissione europea Cezary Lewanowicz - ma ribadiamo fortemente che i flussi migratori provenienti dal Nordafrica sono comune responsabilità dell'Europa, non solo dei Paesi del Mediterraneo, ma di tutti quanti". Per questa ragione, secondo il portavoce, "serve che l'Europa parli con una sola voce" sulla questione.

Comunque, secondo il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, le parole di ieri del premier (''l'Europa o è qualcosa di vero e di concreto, oppure non è. E allora meglio ritornare a dividerci e ciascuno a inseguire le proprie paure e i propri egoismi'', ha detto il premier da Lampedusa) sono "un messaggio non contro l'Europa ma contro gli egoismi degli Stati". ''Serve una maggiore solidarietà da parte dei Paesi membri", ha detto Tajani all'Adnkronos sottolineando anche la necessità di "una strategia complessiva per l'Africa".

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini si rivolge all'Europa per dire che ''non bastano contributi economici. Occorre un'azione politica''. ''Siamo anche convinti - ha detto il ministro intervistato da SkyTg24- che ogni Paese, in particolare l'Italia, interpreta ed applica le sue leggi conformemente all'Europa ma nessuno può interpretare le nostre leggi in nome o sulla base di principi diversi. Abbiamo stabilito, ad esempio, quali sono i requisiti sulla cui base riconosciamo lo status di permesso temporaneo. Sono requisiti stabiliti dalla legge italiana e a questi requisiti ci atteniamo''. La questione immigrazione continua a far discutere anche all'interno dei confini nazionali. Secondo il presidente della Camera Gianfranco Fini, "c'è sempre una ragione se si è poco credibili nei momenti importanti e difficili. E l'Italia ha dimostrato in questo momento difficile di essere poco credibile agli occhi dei maggiori partner europei". Inoltre occorre "smetterla con certe improvvisazioni che abbiamo verificato anche qualche giorno fa e continuiamo a verificare in ordine alla sfida enorme derivante dai flussi migratori". Sulle tensioni tra il governo Berlusconi e l'Ue interviene Massimo D'Alema. "Io penso che se se ne andasse lui non sarebbe rimpianto da nessuno... Il livello di discredito di cui gode il nostro Paese a causa sua è veramente impressionante", ha detto il presidente del Copasir. Per il leader dell'Udc Pier Ferdindando Casini, ''siamo isolati in Europa''. ''Le isterie della Lega non hanno certo risolto i problemi, anzi li hanno accentuati", ha detto a SkyTg24.

8 aprile 2011

Maroni: azione comune tra Italia e Francia per bloccare i clandestini


"Abbiamo concordato la necessità di sviluppare un'azione comune fra Italia e Francia, un gruppo di lavoro congiunto per prendere iniziative per bloccare le partenze dei clandestini dalla Tunisia". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine dell'incontro con l'omologo francese Claude Gueant.L'accordo con la Francia, ha continuato Maroni, prevede che le iniziative rientrino negli "accordi fra Italia e Tunisia che prevedono il pattugliamento congiunto delle coste sia aereo che navale". "Siamo d'accordo - ha detto Gueant - sul rispetto stretto delle norme. Gli immigrati con un permesso di soggiorno temporaneo avranno la possibilità di circolare nel rispetto degli accordi di Schengen, che prevedono anche documenti di circolazione e risorse economiche. Dipenderà dai singoli Paesi - ha aggiunto il ministro degli Interni francese - verificare queste condizioni". "Sulle questioni che hanno determinato polemiche tra Italia e Francia - ha spiegato anche Maroni - sulla libera circolazione per chi ha un permesso di soggiorno temporaneo si applicano le regole di Schengen e gli accordi bilaterali fra Italia e Francia secondo le regole esistenti". Maroni ha sottolineato che "le autorità francesi sono libere di verificare" i presupposti per il rispetto delle norme di Schengen. "In un rapporto di leale collaborazione tutte le questioni potranno essere risolte", ha osservato il ministro.


L'accordo siglato prevede inoltre uno studio congiunto per un programma di rimpatrio volontario per gli immigrati con un permesso di soggiorno temporaneo. Maroni si è definito "soddisfatto" dell'incontro con il suo omologo francese "da una crisi - ha continuato - può nascere un'iniziativa forte, congiunta e compatta per dare una risposta concreta ai problemi che Italia e Francia stanno fronteggiando". Soddisfatto anche il ministro degli Interni francese. "Abbiamo lavorato bene", ha commentato Gueant. Secondo un portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ''i colloqui di oggi sono molto importanti per chiarire" le rispettive posizioni e per "permettere di avanzare verso una soluzione europea" in vista della riunione dei ministri degli Interni dei 27 che si terrà lunedì a Lussemburgo. Intanto, arrivano all'Italia accuse dalle autorità maltesi. Il ministro dell'Interno di Malta, Carm Mifsud Bonnici, ha accusato le autorità italiane di essere "irresponsabili" per essersi rifiutate di accogliere 171 migranti soccorsi in mare da una motovedetta maltese. Secondo il ministro, le autorità italiane hanno negato il permesso per il trasporto dei migranti a Lampedusa che dista circa 13 miglia nautiche dal punto del soccorso in mare e quindi molto più vicina di Malta.

4 aprile 2011

Rimpatri, premier tratta 'C'e' volonta' di accordo '

'C'e' volonta' di accordo' - 'Stiamo lavorando per una possibilità di rimpatrio, c'è la volontà del governo di Tunisi e nostra per farlo in modo civile'. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi al termine dell'incontro con il premier tunisino Beji Kaid Essebsi nel palazzo del governo a Tunisi. Si tratta del primo vertice ufficiale dopo la rivoluzione dei gelsomini e la deposizione di Ben Ali. 'Il ministro dell'interno Maroni lascia qui una commissione di tecnici al lavoro e tornerà per verificare il lavoro fatto e sottoscrivere un accordo. A Lampedusa ci sono stati 800 nuovi arrivi nella notte, dobbiamo cercare una soluzione' ha detto il premier che ha annunciato un summit con la Francia.

Intanto l'Ue ha fatto sapere che l'eventuale rilascio di documenti per consentire il soggiorno temporaneo di migranti sul territorio europeo rientra nelle facolta' delle autorita' nazionali.


DA LEGA OK A PERMESSO TEMPORANEO - Al vertice di palazzo Grazioli, secondo quanto si apprende, sarebbe arrivato il via libera della Lega alla concessione del permesso di soggiorno temporaneo per i migranti. Il documento consentirà agli stranieri la libera circolazione nell'area Schengen e dunque la possibilità di lasciare l'Italia per altri Paesi europei. La riunione tra il premier Silvio Berlusconi ed i vertici della Lega sull'immigrazione è stata molto tranquilla e si è conclusa con una "concordanza di vedute" sul da farsi. E' quanto riferiscono fonti del Pdl in merito all'esito dell'incontro a Palazzo Grazioli. Berlusconi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni hanno illustrato a tutti i presenti i termini della missione a Tunisi anche in vista della nuova visita del ministro per trovare un accordo. UE: ASILO TEMPORANEO SE AUMENTANO FLUSSI - Se il flusso di sfollati dalla Libia aumentera', la Commissione europea pensa di attivare la direttiva 55 del 2001 che permette di concedere asilo per almeno un anno ''nel territorio degli stati membri''. Lo ha detto la Commissaria europea, Cecilia Malmstrom, nel suo intervento sul caso Lampedusa davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. NAVE 'SUPERBA' ATTRACCA A LIVORNO - La nave "La Superba", che trasporta i circa 300 migranti che saranno da stasera ospitati in Toscana, ha attraccato al porto di Livorno. Nessuno, tranne i membri dell'equipaggio, è stato sui ponti esterni durante l'attracco: appena il portellone del garage della nave si è aperto i pullman che porteranno i nordafricani a destinazione sono entrati nella 'pancia' del traghetto dove sono in corso le operazioni di imbarco sui mezzi. A bordo della "Superba", infatti, i migranti sono già stati divisi in gruppi in base alla struttura in cui saranno ospitati e si stanno sistemando sui veicoli. I primi a salire a bordo della nave sono stati però i sanitari per verificare se qualcuno avesse bisogno del loro aiuto. Sul molo si trovano soltanto le forze dell'ordine ed i volontari delle associazioni di assistenza: l'accesso alla calata Sgarallino è infatti filtrato e possono entrare soltanto polizia, carabinieri, volontari, operatori portuali e giornalisti mentre ai moli vicini non è in corso alcuna operazione di imbarco o di sbarco. BARCA CON 210 A LAMPEDUSA, SETTE A PANTELLERIA - Un altro sbarco si è verificato la scorsa notte poco dopo le 2 a Lampedusa: una motovedetta della guardia costiera ha condotto in porto 210 migranti e altri sette sono stati intercettati dalla guardia costiera al largo di Pantelleria. In nottata erano partite le due navi La Superba e la Clodia con 1.344 migranti, lasciando nell'isola poco meno di 1.000 extracomunitari. Un aereo pattugliatore della capitaneria si è da poco sollevato in volo per perlustrare il Canale di Sicilia, e si spingerà fino a circa 80 miglia. Le condizioni del mare sono perfette per la navigazione e non è escluso che anche oggi possano verificarsi altri sbarchi. Con le stesse condizioni meteo ieri, infatti, sono arrivati a Lampedusa circa dieci imbarcazioni con oltre 600 migranti. A CATANIA NAVE EXCELSIOR, SBARCATI 500 MIGRANTI - E' arrivata nel porto di Catania la nave Excelsior, la nave salpata ieri da Lampedusa con a bordo 1.731 migranti. Circa 500 gli extracomunitari che saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Caltanissetta con degli autobus. Gli altri migranti che resteranno sulla nave saranno successivamente trasferiti a Trapani e a Napoli. A NAPOLI LA 'SAN MARCO' CON PROFUGHI LAMPEDUSA - La nave da sbarco 'San Marco' della Marina Militare italiana, con a bordo i profughi nordafricani prelevati nella notte di sabato scorso a Lampedusa, è attraccata nel porto di Napoli. Ultimate le operazioni di ormeggio, inizierà il trasferimento dei 471 profughi - tra i quali non figurerebbero minori - che, su una dozzina di pullman, raggiungeranno la tendopoli allestita nella caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Ad attendere i profughi, sul molo 44, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e numerose ambulanze della Croce Rossa Italiana. Il personale della Cri accoglierà gli immigrati per dare loro una prima assistenza prima del trasferimento a bordo dei bus che li porteranno nel Casertano. LA NAVE CLODIA VERSO A TARANTO - La nave traghetto Clodia, della Grimaldi lines, partita ieri sera da Lampedusa, arrivera' alla base navale di Mar Grande a Taranto della Marina militare. A bordo ci sono 1040 immigrati tunisini. Non si conosce ancora la tendopoli di destinazione degli immigrati, ma potrebbe essere quella di Manduria che ha attualmente la disponibilita' di circa 1500 posti. LAMPEDUSA SI SVUOTA, VIA ALTRI 700 SU NAVE - A Lampedusa altri 700 migranti stanno per essere imbarcati sulla nave 'Catania'. Si aggiungono agli oltre 3.600 portati via ieri. L'esodo è quasi completato: stamane, infatti, gli extracomunitari presenti a Lampedusa erano circa 1.400, cifra che comprende i 921 arrivati da ieri in 11 sbarchi e i circa 250 minori ospitati nella base Loran e che oggi saranno tutti identificati. I migranti partiti ieri con tre navi hanno come destinazione Trapani, Catania, Napoli e Taranto. Oltre alla nave 'Catania' nell'isola è ferma in rada anche la 'Flaminia', pronta a portare via il resto degli stranieri. Stamane per le strade di Lampedusa non c'era un solo migrante, mentre al porto commerciale sono in corso lavori di pulizia. L'aereo della Guardia costiera, il Piaggio T 166, che sta compiendo una ricognizione nel Canale di Sicilia, per il momento non ha avvistato altri barconi. Le condizioni meteo sono buone e nel Canale di Sicilia il mare è Forza 3. Intanto è stato rettificato il dato sugli immigrati arrivati da ieri nell'isola: non sono 921, come detto in precedenza, ma 705. Sono proseguiti anche ieri da Lampedusa i trasferimenti dei migranti per altre aree del paese e a fine giornata erano meno di mille presenze sull'isola. Seicento di questi sono arrivati in giornata. La contabilita' dei trasferimenti parla di oltre 3.600 migranti portati via in meno di 24 ore. Nell'isola la contabilita' e' una partita doppia, partenze e arrivi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva detto che ''la situazione resta difficile'' e alla vigilia del viaggio a Tunisi, dove cerchera' di chiudere un accordo con le autorita' del Paese nordafricano, aveva anche spiegato che ''l'opposizione e' interessata ai profughi ma per attaccarci''. Intanto, nell'isola la disputa non ha nulla di politico: e' una battaglia tra chi non vede l'ora di partire e chi deve organizzare i trasferimenti. Ieri, quando la tensione vissuta nei giorni scorsi sembrava placata, i 36 minori ricoverati in un locale della parrocchia hanno dato fuoco alla struttura, bruciando materassi, frantumando i vetri delle finestre e scardinando porte. Il locale ha subito danni considerevoli, qualcuno dei ragazzi si e' fatto male: uno, per protesta, si e' ferito con un pezzo di vetro, procurandosi tagli al torace e al braccio. A SANTA MARIA CAPUA VETERE ARRIVATI IN 480 - Circa 300 immigrati tunisini, sbarcati stamattina a Napoli provenienti da Lampedusa, sono arrivati a bordo di sei pullman nella caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, dove è stato allestito un 'campo' con 120 tende, ciascuna della capienza di otto posti, nonché altre strutture adibite a mensa, per il tempo libero, per la Croce Rossa che gestisce la tendopoli e per medici ed infermieri dell'Asl che assicurano assistenza continuativa per 20 ore. Al momento nella struttura sammaritana sono arrivati circa 480 immigrati. Molti di essi sono già stati sottoposti a visite mediche ed hanno occupato il posto nelle tende loro assegnato. E' iniziata anche la distribuzione dei pasti preconfezionati portati con un tir insieme con acqua minerale e altri viveri. Per la giornata di oggi, al momento, non sono previsti altri arrivi.

3 aprile 2011

IMMIGRATI: BERLUSCONI: NOI PAESE DI MIGRANTI, OSPITALITA' UN DOVERE

''Lampedusa sara' libera entro domani, L'isola sara' restituita ai cittadini''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente ad una manifestazione a Catania. ''Ricordo che abbiamo 9mila comuni e dunque se restassero 9mila nuovi cittadini basterebbe restituirli uno per comune'' e non sarebbe difficile trovare loro un lavoro, ''lo dico perche' dobbiamo ricordarci di essere stati anche noi un Paese di migranti'' e percio' ''dobbiamo essere comprensivi e ospitali, perche' siamo un Paese civile e cattolico''

''Capite bene che il vento di liberta' e di democrazia e' soffiato forte su tutti i paesi della sponda sud del Mediterraneo e alcuni regimi autocratici -ha spiegato Berlusconi- sono stati messi al bando e si sta iniziando un difficile cammino verso un assetto democratico. In Libia - ha aggiunto - c'e' una guerra che ha spaventato molti cittadini che hanno lasciato la Libia e sono 300mila quelli che si sono assiepati in Tunisia o inEgitto e da li' potranno venire molti migranti sulle nostre coste. In Tunisia si e' insediato un nuovo governo al posto di Bel Ali, ma e' un governo che non ha ancora avuto il supporto dei cittadini attraverso libere elezioni ed e' quindi ancora fragile''.''In queste condizioni - ha affermato ancora Berlusconi - l'economia va male e quindi ci sono molte persone, giovani soprattutto, che cercano di venire in Europa e il primo punto di approdo e' Lampedusa che e' un po' la frontiera tra le civilta' che fino ad ora non hanno conosciuto la democrazia, la liberta' e il benessere e invece l'l'Europa, l'Occidente che e' nel benessere, nella democrazie e nella liberta' e che rappresenta una meta', un sogno''.E' cosi', ha proseguito Berlusconi, che ''abbiamo avuto un superafflusso di 21mila migranti che si dividono tra chi fugge da regimi dove non c'e' la democrazia e che hanno il diritto di essere accettati come profughi per l'asilo politico -e sono meno di 2.000-, e gli altri 19mila sono invece migrtanti economici in cerca di lavoro''.''Come governo ci siamo assunti le responsabilita' che ci competono, e io -ha sottolineato- ci ho messo anche la faccia a Lampedusa, e ho presentato diversi piani che sicuramente attueremo. Il primo e' quello di liberare Lampedusa. Si e' messo di mezzo il mare con il vento che ha soffiato per 2 giorni a 40 Km all'ora. Ora che calera' potremo far salire sulle navi tutti i clandestini e penso che per domani sera noi potremo avere Lampedusa ridata com,pletamente ai suoi cittadini''.''Quando arriveranno altri clandestini, abbiamo stabilito un sistema - ha spiegato Berlusconi - per cui quando arriveranno sul molo passeranno direttamente ad una nave ormeggiata in porto per andare nei centri di identificazione.Ci saranno profughi che chiederanno asilo e noi dovreno riconoscere le loro ragioni politiche, invece gli altri o si avvieranno ad un rimpatrio oppure avviarli con un permesso temporaneo di soggiorno ad altri paesi dove possono congiungersi con amici o familiari. Penso che questo potra' sgravare l'Italia da questa contingenza di migliaia e migliaia di persone''.

31 marzo 2011

Lampedusa, via i primi 2.290 immigrati. Maroni: "Nessuno si tiri indietro"

Sono 2.290 gli immigrati di Lampedusa gia' identificati e imbarcati a bordo della nave passeggeri della compagnia Grimaldi Lines. Lo fa sapere una nota della Regione Sicilia. "Gli extracomunitari saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Manduria, in provincia di Taranto- prosegue la nota- nell'isola, ora sono rimasti 3.931 immigrati, che aspettano di essere imbarcati dopo le operazioni di identificazione". Ci sono gia' due navi pronte per un secondo imbarco ormeggiate a Cala pisana e una terza in arrivo.

MARONI: "NON MI FACCIO CONDIZIONARE DALLA LEGA" - In un mese e mezzo sono arrivati sulle coste italiane "oltre 19 mila tunisini e circa duemila profughi dalla Libia, soprattuto eritrei e somali". "Abbiamo messo in campo uno sforzo terribile, il Viminale ha gestito tutto da solo, senza ritardi, senza incidenti, e ora stiamo gestendo la fase della realizzazione di nuovi siti in tempi brevissimi". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, si difende dalle "polemiche": "Io ho un approccio istituzionale, non mi faccio condizionare dalle campagne elettorali e dalle regioni dove governa la lega". Maroni chiede "il concorso di tutte le regioni. Atteggiamenti di rifiuto non possono essere giustificati, nessuno vuole i siti per l'accoglienza, ma la' dove saranno realizzati verranno garantite tutte le misure di sicurezza adeguate". Nessuno "puo' chiamarsi fuori. Il piano sara' illustrato domani, alla cabina di regia convocata per le 9, con gli Enti locali e le Regioni. Abbiamo individuato dei luoghi in tutte le regioni, escluso l'Abruzzo, sia per i profughi sia per i clandesitini". "Con questo piano- spiega- riusciamo a far fronte a nuove disponibilita' per 10 mila posti, con la speranza che non servano". Il ministro ricorda che ci saranno due tipi di centri, uno per i clandestini, che sono "trattenuti e poi rimpatriati", e uno per i profughi che invece sono in attesa di ottenere lo status di rifugiati e quindi possono restare in Italia per anni. Sui profughi Maroni ricorda di avere "un piano di emergenza concordato con le regioni dove il loro coinvolgimento diretto e' fondamentale per individuare piccole comunita'".BERLUSCONI CONTRO LA TUNISIA - "Il Cdm sta affrontando il problema dei rapporti con la Tunisia, perche' il governo di Tunisi aveva garantito che avrebbe fermato le partenze e questo invece non e' avvenuto". BERSANI: "NO AI MEGA-ACCAMPAMENTI" - "Siamo contrari alla strategia illusoria di creare dei mega-accampamenti, una strategia contraria alla normativa italiana e internazionale". Pier Luigi Bersani denuncia a Montecitorio la violazione da parte del governo dell'accordo raggiunto ieri sera con regioni ed enti locali sull'assistenza agli immigrati. "A quel che risulta ieri sera, non un mese fa, e' stata siglata un'intesa in base alla quale, anche gli immigrati che sono gia' in Italia" in conseguenza della crisi nel Maghreb "devono essere sistemati sulla base di piani concordati con le Regioni e gli enti locali. Dieci ore dopo, il governo fa dei mega-accampamenti che a giudizio delle Regioni non sono la soluzione. Se il governo vuole cosi', allora si prende la sua responsabilita'. Noi siamo pronti a collaborare- conclude Bersani- ma cosi' non ci stiamo".

27 marzo 2011

IMMIGRATI: D'ALEMA, GOVERNO INCAPACE MA CON INTERESSE A DRAMMATIZZARE

Secondo Massimo D'Alema la confusione che si e' creata a Lampedusa e' il frutto un po' per incapacita' organizzativa e un po' per ''interesse a drammatizzare''.L'ex ministro degli Esteri, oggi presidente del Copasir, ne ha parlato intervenendo alla Prima Conferenza nazionale del Pd sull'immigrazione.''Secondo la mia opinione -ha affermato D'Alema- non si tratta solo di incapacita', perche' da parte del governo c'e' interesse a drammatizzare: Questa immagine di persone che si accalcano...Sono immagini che servono a determinare un clima di paura, una sensazione che siamo invasi''.Ma per D'Alema la tesi dell'invasione contrasta con la realta' dei numeri: ''un Paese di 60 milioni di abitanti, un paese che e' tra i piu' ricchi del mondo, dovrebbe essere in grado di accogliere 15-20.000 persone. Si tratta -ha aggiunto- di ospitare un numero di persone limitato e un grande Paese come l'Italia dovrebbe poterlo fare in modo ordinato, civile, senza che questo debba rappresentare un problema''.

21 marzo 2011

IMMIGRATI: SBARCHI SENZA SOSTA A LAMPEDUSA


Non si arresta a Lampedusa l'ondata di sbarchi di nordafricani. Dalle 12 di ieri fino alle 9 di questa mattina sono sbarcati circa 1600 immigrati.Questi i numeri forniti dalla Guardia Costiera che costantemente monitora gli arrivi sulle coste italiane.L'ultimo arrivo sull'isola, spiega la Guardia Costiera, e' stato registrato intorno alle 9 di questa mattina. Sono sbarcati altri 93 tunisini recuperati dalla motovedetta 878 della Guardia Costiera.Nella notte invece sempre a Lampedusa circa 450 immigrati sono approdati con 5 barconi, incrementando il numero dei migranti, circa 5 mila, presenti sull'isola.Sarebbero cosi' a quota 4.800 gli immigrati giunti sull'isola.Un accorato appello alle istituzioni e' stato lanciato dal parroco dell'isola, don Stefano Nastasi. ''Continuano gli sbarchi di fratelli migranti, ma non con la stessa velocita' con la quale arrivano le risposte alla comunita' di Lampedusa e ai migranti in cerca di speranza - ha detto -. Tace ufficialmente il governo che opera unicamente tramite i suoi organi periferici ma non ascoltando le richieste della popolazione dell'Isola di Lampedusa''. ''La popolazione - ha concluso il parroco - ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. L'assenza degli uomini di governo e' stata ed e' grave. Siamo non l'ultimo lembo d'Italia, ma la prima porta del mediterraneo