INPS: Scoperti 61mila lavoratori in nero
ROMA - Continua con successo la lotta all’evasione contributiva da parte dell’Inps.
''Ho visto un'intervista di D'Alema nei giorni scorsi che ha dato lezioni a Monti. Strano. Il Pd ritiene di potersi liberare di Monti e degli impegni assunti in questo anno e contrae un matrimonio con Vendola, che di questo governo ha parlato sempre e solo male. Ma Monti non e' libero di chiedere che questo paese si pronunci sull'agenda del suo governo. E' un'inaccettabile disparita'''. Lo ha detto Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, concludendo un convegno a Padova. ''Monti e' libero e noi siamo liberi con lui di chiedere ai cittadini italiani se ritengono di dover ritornare alle coalizioni gia' sperimentate nel passato. Per carita' - ha proseguito Casini -, io rispetto Bersani ma il matrimonio con Vendola l'ha fatto lui e lui in quella coalizione assocera' chi ha condiviso i tentativi di rinnovamento della politica del governo Monti e chi ritiene che bisogna dire no alla Tav, no alle liberalizzazioni, no all'art. 18, no alle riforme''. Per Casini, ''e' un problema del Pd e delle sue contraddizioni, non un problema che si puo' scaricare su Monti''.
Il Pd non e' preoccupato da un eventuale ingresso in politica di Monti: ''siamo tranquillissimi'' ha detto il segretario del Partito Democratico cheha ironizzato su alcuni commenti di stampa che descrivono un Pd addirittura spaventato. ''Sento parlare -ha detto Bersani a margine della conferenza dell'Alleanza dei progressisti in svolgimento a Roma- di panico nel Pd: ma quale panico? Noi non abbiamo nessuna preoccupazione''. Bersani ha quindi ricordato che da diverso tempo ''ho espresso l'opinione che Monti sarebbe piu' utile se restasse in un ruolo di terzieta'. Questa e' la mia opinione, poi Monti fara' quello che riterra' di fare, ma noi non abbiamo nessuna preoccupazione: siamo tranquillissimi''. Tutto il parlare di questi giorni su Berlusconi e su una discesa in politica di Monti e' stato definito da Bersani ''stucchevole'' e tutto sommato un ''chiacchiericcio''. E Bersani ha attirato l'attenzione sulle prossime elezioni e piu' propriamente su come verra' formato il nuovo Parlamento, ''una questione democratica fondamentale''. Il segretario democratico ha quindi ricordato che Pd e Sel hanno deciso di svolgere primarie per fare scegliere ai cittadini i candidati al Parlamento. ''Qualcuno -ha commentato- vuole chiedersi e chiedere come gli altri scelgono i candidati o e' un problema solo nostro?''. Ancora sulle primarie, Bersani ha aggiunto: ''Noi andiamo avanti con questa iniziativa ai limiti dell'impossibile e rivolgiamo un appello, assieme a Vendola, ciascuno ai suoi, perche' facciano questo sforzo: noi cosi' vogliamo portare avanti un'operazione di rinnovamento della politica''. Posizione analoga e' stata espressa anche dal presidente di Sel Nichi Vendola, anche lui presente alla conferenza dell'Alleanza internazionale dei progressisti, che ha affermato: ''Mentre assistiamo a dotte disquisizioni sulla fuga dalla politica, Pd e Sel hanno messo in campo primarie con cui i cittadini sceglieranno i parlamentari: sono il primo passo nel tentativo di una ricostruzione della politica come proprieta' pubblica''. Sferzante il commento che Bersani ha riservato a Berlusconi, ripetendo le parole pronunciate durante l'incontro di due giorni fa con la stampa estera: ''L'unica cosa che sa fare e' occupare le prime pagine dei giornali, anche se per noi dovrebbe stare in quattordicesima'' comunque, ha aggiunto, ''Berlusconi non vincera', punto e basta''
L'Italia e' ancora immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione". Una crisi che appesantisce il 2013, rinviando la ripresa attesa per il prossimo anno ai primi mesi del 2014. Per questo 'migliora' la previsione del Pil per il 2012 a -2,1% rispetto al -2,4% previsto ma peggiora quello del 2013 che schizza a -1,1% dal -0,6% atteso. E' solo dal 2014 che e' previsto "un modesto recupero" dello 0,6%. Lo dice il rapporto del Centro studi di Confindustria presentato oggi.
Occorre "maggiore prudenza nel dare giudizi sul fatto che le riforme attuate dal governo non hanno funzionato". Ad affermarlo il premier Mario Monti, parlando all'assemblea dell'Anfia. Le riforme, aggiunge, "hanno bisogno di tempo per dispiegare i loro benefici". Se le riforme hanno bisogno di tempo per dispiegare i propri effetti, ''i costi ad essa associati, che sono purtroppo ineludibili,vengono invece immediatamente percepiti'' e ''paradossalmente - ammonisce il premier - interrompere le riforme prima che possano dare i loro frutti è perfino peggio che non farle''.
''Volge al termine un anno segnato da una crisi cosi' grave da imporre l'assoluta centralita' del problema della sopravvivenza''. Lo rileva il Censis nelle considerazioni generali del 46* Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012. ''Una centralita' - prosegue il Censis - quotidianamente alimentata dalle preoccupazioni della classe di governo, dalle drammatizzazioni dei media, dalle inquietudini popolari; dalla paura di non farcela, una paura reale, che non ha risparmiato alcun soggetto della societa', individuale o collettivo, economico o istituzionale. Basta pensare all'ansia dei piccoli imprenditori rispetto all'ipotesi di dover chiudere attivita' e impianti; alle insicurezze delle famiglie esposte a un drastico impoverimento delle risorse e degli stili di vita; alla improvvisa fragilita' di ricavi e di autonomia avvertita dalle banche; alla strisciante sensazione dei sistemi territoriali di veder crollare la loro orgogliosa vitalita'; al quasi terrore delle classi di governo di fronte all'incubo dello spread che si impenna e del default che si avvicina; allo sbandamento di quasi tutti noi europei per una crisi forse senza ritorno della moneta comune e della stessa coesione comunitaria. Nessuno, si puo' dire, e' rimasto fuori dalla paura di non sopravvivere alla crisi e ai suoi vari processi''. ''La realta' si e' rivelata diversa da quella che ci aspettavamo, - sottolinea il Censis - piu' complicata che nelle crisi precedenti, e cosi' ''perfida'' da imporci una radicale rottura di schema anche interpretativo (prima ancora che decisionale e operativo)''. ''Vedremo, - conclude il Censis - nella strada che porta alle elezioni politiche, se l'agenda di rigoroso governo del sistema si tradurra', nei prossimi mesi, in impulsi di leadership politica e di mobilitazioni collettive anche per i tanti soggetti che continuano a non capire e non sentirsi coinvolti. Per ora, a quel che e' dato di vedere, per la prima volta nella storia delle crisi italiane del dopoguerra, il fronteggiamento della crisi non vede un apporto significativo degli impegni politici e dell'intervento pubblico. Cosi' nella loro prova di sopravvivenza i singoli soggetti sociali sono restati e restano soli, anzi 'peggio che soli', come potrebbero dire coloro che hanno visto nella citata agenda fattori di compressione e depressione''.
Paolo Gentiloni, deputato del Pd ed ex ministro delle Comunicazioni, si e' candidato ufficialmente alle primarie del centrosinistra romano fissate per il prossimo 20 gennaio. Lo ha fatto con un video messo on line nel suo nuovo sito www.gentilonixroma.it. ''Roma - ha affermato - e' in una condizione molto difficile anche al di la' della crisi economica nazionale. Eppure sono convinto che la nostra citta' abbia le risorse necessarie per ripartire.