È stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera la proposta di legge dell’onorevole Gino Bucchino (Pd) "Modifica all'articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di esclusione dei titolari di pensione italiana residenti all'estero dall'applicazione delle nuove procedure di riscossione ivi previste per il recupero delle somme dovute all'INPS". Il testo – sottoscritto dai colleghi eletti all’estero Fedi, porta, Farina, Garavini e Narducci – inizierà l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Affari esteri, Bilancio e Finanze.
L'articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, - spiega Bucchino nella premessa – introduce una nuova disposizione sul recupero degli indebiti contributivi e pensionistici; infatti stabilisce che l'attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), anche a seguito di accertamenti degli uffici del medesimo Istituto, è effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito al contribuente con valore di titolo esecutivo. Il nuovo sistema di riscossione entrerà in vigore a decorrere dal 1o gennaio 2011 e interesserà le modalità di recupero di tutti i crediti accertati a partire dalla predetta data, anche relativi a periodi antecedenti a essa". "L'avviso di addebito – continua il deputato eletto in Nord America – conterrà l'intimazione ad adempiere all'obbligo di pagamento degli importi nello stesso indicati entro il termine di sessanta giorni dalla notifica nonché l'indicazione che, in mancanza del pagamento, l'agente della riscossione indicato nel medesimo avviso procederà a espropriazione forzata (relativa a beni mobili, immobili ed eventuali crediti), con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. Si presume che purtroppo la novità interesserà anche i pensionati italiani residenti all'estero anche se il legislatore, come al solito, nella norma in questione non esplicita l'eventuale efficacia esterna della stessa norma. Tuttavia in questo caso la distinzione tra gli italiani residenti in Italia e quelli residenti all'estero e l'esclusione di questi ultimi dal meccanismo dell'espropriazione forzata sarebbero state necessarie, in primo luogo, perché gli indebiti che si sono costituiti a carico dei pensionati italiani residenti all'estero (decine di migliaia) non sono quasi mai riconducibili a dolo, ma sono dovuti esclusivamente ai ritardi e alla sporadicità, da parte dell'INPS, nell'effettuare le rilevazioni reddituali all'estero relative alle prestazioni collegate al reddito e, in secondo luogo, perché la notifica dell'avviso di addebito agli interessati residenti all'estero comporta difficoltà logistiche reali visto che deve essere teoricamente consegnata dai messi comunali e dagli agenti di polizia municipale italiani o tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, strumento quest'ultimo non realisticamente ipotizzabile in numerosi Paesi del mondo, particolarmente in quelli dell'America latina". "Con la nuova norma – annota Bucchino – la "scure" dell'esattore si potrà perciò abbattere sugli immobili posseduti in Italia da pensionati indigenti (titolari di prestazioni collegate al reddito e quindi poveri) residenti all'estero, i quali hanno investito i loro risparmi nell'abitazione in Italia e sono assolutamente incolpevoli, e a volte ignari, della loro situazione di debitori verso l'INPS. Se da una parte, quindi, il meccanismo dell'espropriazione forzata può avere una sua logica contro gli evasori contributivi in Italia, dall'altra diventa un atto di ingiusta vessazione contro i pensionati italiani residenti all'estero e, comunque, di difficile applicazione. Per questi motivi e anche alla luce della proposta di legge atto Camera n. 3150, sempre d'iniziativa del primo firmatario di questa, che introduce una sanatoria degli indebiti pensionistici dei residenti all'estero titolari di bassi redditi, la presente proposta di legge – conclude – esclude i pensionati italiani residenti all'estero dal nuovo metodo di riscossione dei crediti dell'INPS basato sull'espropriazione forzata dei beni mobili e immobili". Uno solo l’articolo che compone il testo. "Art. 1.1. Al comma 1 dell'articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Dall'applicazione delle disposizioni del presente articolo sono esclusi i soggetti residenti all'estero titolari di pensione italiana conseguita in base ad accordi bilaterali o multilaterali in materia di sicurezza sociale stipulati dall'Italia con i Paesi interessati. Ai fini dell'attività di riscossione per il recupero delle somme dovute all'INPS, ai medesimi soggetti si applica la normativa vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto"".
9 novembre 2010
L’ON. MERLO (MAIE): ASSISTENZA SANITARIA SEQUESTRI ED ESPROPRI SONO I VERI DRAMMI DEGLI ITALIANI IN VENEZUELA
Si è appena concluso il viaggio dell’on. Ricardo Merlo (Maie)
in Venezuela; viaggio che lo ha visto impegnato in diversi incontri con le istituzioni italiane e locali e con la collettività.Merlo ha incontrato l’ambasciatore, Luigi Maccotta, ed il Console, Generale Giovanni Davoli, che lo hanno aggiornato sulla situazione politica, economica e sociale del Paese e sui problemi che la nostra collettività si trova ad affrontare: in particolare, sequestri, espropri e i ben noti tagli all’assistenza sociale.Del gravissimo problema dei sequestri, di cui si era anche occupato con una interrogazione presentata lo scorso febbraio, Merlo ha parlato anche con Giuseppe Scrima, esperto antisequestro dell’Ambasciata. Scrima ha illustrato le numerose problematiche della sua funzione al deputato del MAIE, che ha così commentato: "tutto il Paese soffre di enormi problemi di sicurezza, ma gli italiani sono particolarmente esposti, e non si dispone di strumenti sufficienti a proteggere i nostri connazionali dalla criminalità. Scrima mi ha confermato che gli italiani spesso sono intimoriti dai criminali e non denunciano tutti i casi di rapimento".
in Venezuela; viaggio che lo ha visto impegnato in diversi incontri con le istituzioni italiane e locali e con la collettività.Merlo ha incontrato l’ambasciatore, Luigi Maccotta, ed il Console, Generale Giovanni Davoli, che lo hanno aggiornato sulla situazione politica, economica e sociale del Paese e sui problemi che la nostra collettività si trova ad affrontare: in particolare, sequestri, espropri e i ben noti tagli all’assistenza sociale.Del gravissimo problema dei sequestri, di cui si era anche occupato con una interrogazione presentata lo scorso febbraio, Merlo ha parlato anche con Giuseppe Scrima, esperto antisequestro dell’Ambasciata. Scrima ha illustrato le numerose problematiche della sua funzione al deputato del MAIE, che ha così commentato: "tutto il Paese soffre di enormi problemi di sicurezza, ma gli italiani sono particolarmente esposti, e non si dispone di strumenti sufficienti a proteggere i nostri connazionali dalla criminalità. Scrima mi ha confermato che gli italiani spesso sono intimoriti dai criminali e non denunciano tutti i casi di rapimento".Il lavoro dell’esperto antisequestri dell’Ambasciata – ha aggiunto Merlo – è di grande responsabilità ma purtroppo viene affidato ad un unica persona, con incarico rinnovato ogni 6 mesi. Sarebbe opportuno almeno raddoppiare il personale assegnato a questa funzione, prolungandone la durata, per consentire un migliore utilizzo di questo strumento che, sebbene non sia la soluzione, comunque rappresenta un aiuto per i nostri connazionali". Un altro degli assilli degli italiani è quello degli espropri: "il Governo italiano - ha detto in proposito il deputato – si occupa solo di proteggere gli investimenti di 2-3 grandi aziende italiane e si è dimenticato dei tantissimi piccoli e medi imprenditori italiani che sono esposti al rischio continuo di espropri. La nostra collettività si è sentita presa in giro dal ministro Frattini che ha promesso interventi presso il Governo venezuelano, senza poi far seguire alle parole fatti concreti - ha detto il deputato italo sudamericano. Ha poi anticipato - Gliene chiederò conto in una interrogazione che presenterò al mio ritorno in Italia".Affrontando poi la questione spinosa dei tagli all’assistenza sociale, Merlo - che si è detto "molto preoccupato", anche in considerazione del fatto che entro la fine dell’anno circa 800 italiani si ritroveranno senza copertura - ha ribadito la necessità di un radicale cambiamento di punto di vista: "finora l’Italia ci ha considerato solo un costo. Oggi è indispensabile far capire all’Italia che le comunità all’estero rappresentano un’enorme ricchezza. L’Italia ha più bisogno di noi, che noi di lei. Se riusciremo a cambiare quest’ottica, potremo chiedere per i nostri anziani l’assistenza sanitaria". A Caracas c’è stato l’incontro con i deputati Elvis Amoroso, presidente del "Gruppo Parlamentare di Amicizia Venezuela-Italia", e Darios Vivas, vicepresidente dell’AN. "È stato un incontro molto costruttivo – ha riferito Merlo – perché ho avuto modo di esporre loro chiaramente le preoccupazioni della nostra collettività in materia espropri, ma anche in materia di pensioni, che i nostri anziani ricevono severamente ridotte a causa del sistema di controllo del cambio. I parlamentari venezuelani - ha concluso il deputato del MAIE - si sono mostrati sensibili alla problematica dei nostri 7000 pensionati e si sono impegnati di incontrarsi con i patronati e il presidente del Comites Michele Buscemi per trovare delle soluzioni. Inoltre, mi hanno già manifestato la volontà di venire a Roma per uno scambio istituzionale".Merlo ha concluso la sua visita in Venezuela incontrando la collettività italiana e il presidente del Comites della città di Maracaibo, Cono Sierbo, accompagnato dal presidente del Comites di Caracas Buscemi.
8 novembre 2010
Lavoro, Draghi: "Stabilizzare i precari per una maggiore produttività"
ROM
A - E' necessario offrire una prospettiva di stabilizzazione ai precari per migliorare la produttività. Ne è convinto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua Lectio Magistralis al convegno in ricordo di Giorgio Fuà ('Sviluppo economico e benessere') all'Università di Ancona. Nel mercato del lavoro, spiega Draghi, "rimane diffusa l’occupazione irregolare, stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale delle unità di lavoro. Le riforme attuate, diffondendo l’uso di contratti a termine, hanno incoraggiato l’impiego del lavoro, portando ad aumentare l’occupazione negli anni precedenti la crisi, più che nei maggiori paesi dell’area dell’euro". Ma, sottolinea il governatore, "senza la prospettiva di una purgraduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità".
A - E' necessario offrire una prospettiva di stabilizzazione ai precari per migliorare la produttività. Ne è convinto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella sua Lectio Magistralis al convegno in ricordo di Giorgio Fuà ('Sviluppo economico e benessere') all'Università di Ancona. Nel mercato del lavoro, spiega Draghi, "rimane diffusa l’occupazione irregolare, stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale delle unità di lavoro. Le riforme attuate, diffondendo l’uso di contratti a termine, hanno incoraggiato l’impiego del lavoro, portando ad aumentare l’occupazione negli anni precedenti la crisi, più che nei maggiori paesi dell’area dell’euro". Ma, sottolinea il governatore, "senza la prospettiva di una purgraduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità".PAPA: C'E' CRISI DI FIDUCIA NELLA VITA, SOSTENERE FAMIGLIA
C'
e' una ''crisi di fiducia nella vita'' e ''per invertire la rotta, non e' sufficiente un generico richiamo ai valori, ne' una proposta educativa che si accontenti di interventi puramente funzionali e frammentari''. Ne e' convinto Papa Benedetto XVI che lo scrive nel saluto inviato ai vescovi riuniti ad Assisi per l'assemblea generale della Cei. ''C'e' bisogno, invece, di un rapporto personale di fedelta' tra soggetti attivi, protegonisti della relazione, capaci di prendere posizione e di mettere in gioco la propria liberta''', scrive ancora Papa Ratzinger.
Il pontefice loda la scelta di dedicare gli orientamenti Pastorali della Cei per il prossimo decennio all'educazione, aggiungendo che questo progetto ''non puo' che partire da una nuova prossimita' alla famiglia che ne riconosca e sostenga il primato educativo: e' al suo interno che si plasma il volto di un popolo''.
e' una ''crisi di fiducia nella vita'' e ''per invertire la rotta, non e' sufficiente un generico richiamo ai valori, ne' una proposta educativa che si accontenti di interventi puramente funzionali e frammentari''. Ne e' convinto Papa Benedetto XVI che lo scrive nel saluto inviato ai vescovi riuniti ad Assisi per l'assemblea generale della Cei. ''C'e' bisogno, invece, di un rapporto personale di fedelta' tra soggetti attivi, protegonisti della relazione, capaci di prendere posizione e di mettere in gioco la propria liberta''', scrive ancora Papa Ratzinger.Il pontefice loda la scelta di dedicare gli orientamenti Pastorali della Cei per il prossimo decennio all'educazione, aggiungendo che questo progetto ''non puo' che partire da una nuova prossimita' alla famiglia che ne riconosca e sostenga il primato educativo: e' al suo interno che si plasma il volto di un popolo''.
Positivo incontro Berlusconi-Lega Il Carroccio: ''Il Governo va avanti''
''Il governo andrà avanti''. La conferma arriva
dalla Lega Nord, al termine dell'incontro di questo pomeriggio tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i vertici del Carroccio nella residenza del premier ad Arcore. Un incontro durato circa due ore e convocato dopo la richiesta di dimissioni del governo avanzata da Gianfranco Fini.
"L'incontro di oggi è stato positivo e proficuo ed è servito a fare il punto sulla situazione politica e sull'agenda di governo - hanno dichiarato in una nota congiunta i capogruppo della Lega Nord alla Camera e al Senato Marco Reguzzoni e Federico Bricolo - Si è deciso di proseguire con l'azione riformatrice per realizzare il programma. Ne è emersa una assoluta sintonia sui concreti problemi del Paese e sulle azioni da realizzare a partire dalla situazione creatasi a seguito delle alluvioni in Veneto".
dalla Lega Nord, al termine dell'incontro di questo pomeriggio tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i vertici del Carroccio nella residenza del premier ad Arcore. Un incontro durato circa due ore e convocato dopo la richiesta di dimissioni del governo avanzata da Gianfranco Fini."L'incontro di oggi è stato positivo e proficuo ed è servito a fare il punto sulla situazione politica e sull'agenda di governo - hanno dichiarato in una nota congiunta i capogruppo della Lega Nord alla Camera e al Senato Marco Reguzzoni e Federico Bricolo - Si è deciso di proseguire con l'azione riformatrice per realizzare il programma. Ne è emersa una assoluta sintonia sui concreti problemi del Paese e sulle azioni da realizzare a partire dalla situazione creatasi a seguito delle alluvioni in Veneto".
Non ci penso proprio a lasciare, sono alla guida del Paese perché la gente mi ha votato e farò fino in fondo il mio dovere. Berlusconi non ha dunque nessuna intenzione di mollare ed è pronto andare dritto per la sua strada anche se Gianfranco Fini dovesse ufficializzare il ritiro della delegazione di Fli dal governo entro qualche giorno. Il Cavaliere, come sempre capita nei momenti più difficili, ha sondato il suo alleato più fedele, la Lega. Il vertice di Arcore, raccontano, è servito per confermare l'asse con Umberto Bossi, preoccupato per le sorti del federalismo e innervosito dal 'tira e molla' di questi giorni. Il premier è convinto che vogliano farlo fuori e avrebbe chiesto al Senatur di fare muro se il presidente della Camera dovesse rompere definitivamente. I due leader, riferiscono autorevoli fonti della maggioranza, avrebbero deciso di andare avanti, ma senza farsi logorare, perché nessuno vuole restare sulla graticola, altrimenti l'unica alternativa sarebbe il voto. Entrambi avrebbero deciso, quindi, di proseguire insieme, dando alla gente l'immagine di un governo che lavora. Da qui l'impegno ad approvare i provvedimenti previsti dall'agenda politica in attuazione dei 5 punti programmatici. In particolare Bossi avrebbe chiesto e ottenuto 'garanzie' sul via libera al 'pacchetto' sul federalismo entro Natale.
"La crisi di fatto c'è e non è un problema di chi la dichiara. La crisi non c'è perché Fini ha detto che Berlusconi deve andare al Colle ma perché gli italiani hanno votato due capilista Berlusconi e Fini e un giorno Berlusconi ha deciso di espellere Fini", ha detto il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino, che ha aggiunto: "La reazione non poteva che essere questa", commentando l'esito dell'incontro tra Berlusconi e Lega.
"Io prendo atto che sono loro che devono decidere in questo momento. E comunque credo che all'Italia non serve un governicchio", è il commento del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. E aggiunge: "Chiedo a tutti: serve aggiungere un posto a tavola ad una cosa che non funziona o serve qualcosa di diverso che non sia solo spot? Mi rifiuto per un ministero di vendere le mie idee politiche".
Intanto l'Idv sprona il Pd sull'ipotesi mozione di sfiducia. ''Noi dobbiamo stanare Fini e non Berlusconi ma ci deve dimostrare se 'ci fa o ci è'', scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, rivolgendosi al segretario Pd Pierluigi Bersani. ''L'unico modo per smascherarlo è chiedere a te - prosegue Di Pietro - che hai i numeri sufficienti in Parlamento, di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del premier, basata sulle stesse motivazioni che sono venute fuori dal discorso di Fini a Bastia Umbra. Così metteremo alla prova Fini e vedremo se è disposto a votare la mozione oppure no. Cosi capiremo se vuole soltanto fare il furbo o meno''.
Replica indirettamente il leader del Pd Pier Luigi Bersani: "Domani ho riunito tutti gli organismi dirigenti del partito e insieme svilupperemo tutta una serie di iniziative in Parlamento e non per risolvere la situazione, perché la crisi c'è e non si può più traccheggiare".
"La crisi di fatto c'è e non è un problema di chi la dichiara. La crisi non c'è perché Fini ha detto che Berlusconi deve andare al Colle ma perché gli italiani hanno votato due capilista Berlusconi e Fini e un giorno Berlusconi ha deciso di espellere Fini", ha detto il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino, che ha aggiunto: "La reazione non poteva che essere questa", commentando l'esito dell'incontro tra Berlusconi e Lega.
"Io prendo atto che sono loro che devono decidere in questo momento. E comunque credo che all'Italia non serve un governicchio", è il commento del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. E aggiunge: "Chiedo a tutti: serve aggiungere un posto a tavola ad una cosa che non funziona o serve qualcosa di diverso che non sia solo spot? Mi rifiuto per un ministero di vendere le mie idee politiche".
Intanto l'Idv sprona il Pd sull'ipotesi mozione di sfiducia. ''Noi dobbiamo stanare Fini e non Berlusconi ma ci deve dimostrare se 'ci fa o ci è'', scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, rivolgendosi al segretario Pd Pierluigi Bersani. ''L'unico modo per smascherarlo è chiedere a te - prosegue Di Pietro - che hai i numeri sufficienti in Parlamento, di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del premier, basata sulle stesse motivazioni che sono venute fuori dal discorso di Fini a Bastia Umbra. Così metteremo alla prova Fini e vedremo se è disposto a votare la mozione oppure no. Cosi capiremo se vuole soltanto fare il furbo o meno''.
Replica indirettamente il leader del Pd Pier Luigi Bersani: "Domani ho riunito tutti gli organismi dirigenti del partito e insieme svilupperemo tutta una serie di iniziative in Parlamento e non per risolvere la situazione, perché la crisi c'è e non si può più traccheggiare".
7 novembre 2010
Napolitano: ''La politica si ricolleghi alle necessità concrete dei cittadini''
La politica parli e si confronti sulle reali priorità dei cittadini. Il Pr
esidente della Repubblica Giorgio Napolitano ne ribadisce l'esigenza, nel messaggio inviato in risposta al saluto ricevuto dai promotori e dai partecipanti al I Congresso nazionale dei Comunisti Sinistra Popolare.
Il Capo dello Stato sottolinea che "particolarmente avvertita è infatti in questo momento l'esigenza che la riflessione politica, condotta da ciascuno a partire dalle proprie basi ideali di riferimento, sappia ricollegarsi alle necessità concrete e specifiche dei cittadini, recuperando e rafforzando, anche in ambito locale, la più viva partecipazione democratica".
Napolitano si augura che "questa occasione di dibattito possa contribuire positivamente all'elaborazione di proposte utili ad affrontare i gravi problemi di natura economica e sociale che, anche in conseguenza della crisi degli ultimi anni, si pongono al nostro Paese. In questo spirito - conclude il messaggio dal Quirinale - auspico che i lavori congressuali possano contribuire ad un arricchimento del dibattito in corso tra i partiti e a un confronto politico più pacato e costruttivo".
esidente della Repubblica Giorgio Napolitano ne ribadisce l'esigenza, nel messaggio inviato in risposta al saluto ricevuto dai promotori e dai partecipanti al I Congresso nazionale dei Comunisti Sinistra Popolare.Il Capo dello Stato sottolinea che "particolarmente avvertita è infatti in questo momento l'esigenza che la riflessione politica, condotta da ciascuno a partire dalle proprie basi ideali di riferimento, sappia ricollegarsi alle necessità concrete e specifiche dei cittadini, recuperando e rafforzando, anche in ambito locale, la più viva partecipazione democratica".
Napolitano si augura che "questa occasione di dibattito possa contribuire positivamente all'elaborazione di proposte utili ad affrontare i gravi problemi di natura economica e sociale che, anche in conseguenza della crisi degli ultimi anni, si pongono al nostro Paese. In questo spirito - conclude il messaggio dal Quirinale - auspico che i lavori congressuali possano contribuire ad un arricchimento del dibattito in corso tra i partiti e a un confronto politico più pacato e costruttivo".
Bersani attacca il premier sul caso Ruby. E annuncia: "Manifestazione l'11 dicembre"
"Faremo l'11 dicembre a Roma una grande man
ifestazione" contro il governo su "democrazia, lavoro e solidarieta' e parleremo a un paese sbandato". Lo annuncia Pier Luigi Bersani intervenendo all'assemblea dei circoli del Pd.
"C'e' un passaggio non da poco davanti a noi, non e' un semplice passaggio da un governo all'altro e questo passaggio ce l'abbiamo in mano noi". "Siamo di fronte a una politica che si avvita su un'agenda umiliante rispetto ai problemi del Paese. E noi -rivendica il segretario del Pd- siamo l'unico vero partito nazionale di questo Paese. E' inutile che vengano a dirmi con un po' di sociologia, un po' di politilogia, che noi siamo arroccati in due, tre regioni. Non e' vero, noi abbiamo 6800 circoli, facciamo 2000 feste dell'Unita'. A noi la Lega ci fa un baffo, Berlusconi ci fa un baffo".
"Il nostro non e' un partito personale, plebiscitario ma della partecipazione con tutte la fatica e i problemi che comporta e sul simbolo di partito io, Bersani, non ce lo scrivo
ifestazione" contro il governo su "democrazia, lavoro e solidarieta' e parleremo a un paese sbandato". Lo annuncia Pier Luigi Bersani intervenendo all'assemblea dei circoli del Pd."C'e' un passaggio non da poco davanti a noi, non e' un semplice passaggio da un governo all'altro e questo passaggio ce l'abbiamo in mano noi". "Siamo di fronte a una politica che si avvita su un'agenda umiliante rispetto ai problemi del Paese. E noi -rivendica il segretario del Pd- siamo l'unico vero partito nazionale di questo Paese. E' inutile che vengano a dirmi con un po' di sociologia, un po' di politilogia, che noi siamo arroccati in due, tre regioni. Non e' vero, noi abbiamo 6800 circoli, facciamo 2000 feste dell'Unita'. A noi la Lega ci fa un baffo, Berlusconi ci fa un baffo".
"Il nostro non e' un partito personale, plebiscitario ma della partecipazione con tutte la fatica e i problemi che comporta e sul simbolo di partito io, Bersani, non ce lo scrivo
Aquí escribes el resto del post.Il leader del Pd va all'attacco quindi sul caso Ruby e le vicende che stanno coinvolgendo il premier Silvio Berlusconi. "Se vuoi avere la patente per fare l'uomo pubblico devi essere una persona per bene. Non ci si puo' dimenticare che un minore e' un minore, anche se non lo sembra, e non lo puoi sbattere sulla strada, non sono mica noccioline questa cose qua: sono idee devastanti". Il fatto che siano coinvolti minori, incalza, "e' drammatico e, al di la' di tutto il chiacchiericcio, questo non e' venuto fuori. Ma, dico, come immaginiamo l'adolescenza in questo Paese? E' una vergogna. Non si possono fare e dire certe cose e governare un paese".
Mentre negli stessi minuti in cui parla Bersani, a Perugia si apre la convention dei finiani e il leader del Pd si rivolge a Gianfranco Fini, innanzitutto, ma anche a tutti coloro che nella maggioranza "hanno senso di responsabilita''' affinche' ''facciano un passo avanti, perche' il Paese e' allo sbando". "Io forse non sono ancora riuscito a trasmettere un concetto: io non chiedo a Fini questo o quello. Io dico che il Paese sta andando alla sbando e che Berlusconi si deve dimettere. Chiunque abbia senso di responsabilita', stacchi la spina. Punto". "E' allo sbando perche'? Primo: Berlusconi non ci ha preso sui temi della crisi. Secondo: c'e' un'evidente crisi politica della maggioranza che non consentira' di avere un governo piu' stabile e incisivo. Terzo: saremo sempre piu' avvitati in problemi notturni e diurni del presidente del Consigio. Non possiamo star li' a mangiare il lodo Alfano mattina, pomeriggio e sera", incalza Bersani. Quindi ribadisce la disponbilita' del Pd a un governo di transizione "non per fare ribaltoni, ma per una ripartenza del Paese".
Bersani ne ha anche per la Lega. "Servono orgoglio e combattimento perche' l'avversario non e' solo Berlusconi ma anche questa Lega che ci ha messo in testa anche a noi che non c'entra, ma invece e' sempre stata li'. E non dicano 'Roma ladrona' se stanno da 10 anni coi quattro ladroni di Roma che hanno fatto le leggi della cricca".
Bersani commenta poi le vicende interne al Pd, proprio nel giorno in cui a Firenze, guidati dal sindaco Renzi, si sono riuniti gli oltre 2mila 'rottamatori'. Da Roma si alzano fischi all'indirizzo di Renzi e Civati.
"Noi siamo una squadra. Critica, dibattito anche all'aperto, ma con rispetto per la ditta e per i membri dell'associazione". Il segretario chiede e pretende rispetto. "Affetto, atteggiamento amichevole, ma non consentiro' che ne' da fuori ne' da dentro si manchi di rispetto perche' noi tra poco, lo scommetto, saremo il primo partito del Paese e un partito cosi' non si tira per la giacca. Vi chiedo amicizia, apertura, dialogo, confronto verso tutti quelli che vogliono fare qualcosa. Ma rispetto e orgoglio per il Pd perche' noi siamo il principale strumento di alternativa di questo Paese".
Un messaggio infine diretto agli alleati dell'opposizione. "Indebolire il Pd e' sport che non da' medaglie. Senza il Pd, ci si tiene Berlusconi e il berlusconismo". Parole che sembrano dirette a Di Pietro. "Faccio un appello a tutte le forze politiche, a quelle sociali e culturali, agli alleati: noi dobbiamo trovare la chiave in cui si collabora. Agli alleati dico basta lucrare per un punto in piu' e ai nostri chiede meno autolesionismo".
Mentre negli stessi minuti in cui parla Bersani, a Perugia si apre la convention dei finiani e il leader del Pd si rivolge a Gianfranco Fini, innanzitutto, ma anche a tutti coloro che nella maggioranza "hanno senso di responsabilita''' affinche' ''facciano un passo avanti, perche' il Paese e' allo sbando". "Io forse non sono ancora riuscito a trasmettere un concetto: io non chiedo a Fini questo o quello. Io dico che il Paese sta andando alla sbando e che Berlusconi si deve dimettere. Chiunque abbia senso di responsabilita', stacchi la spina. Punto". "E' allo sbando perche'? Primo: Berlusconi non ci ha preso sui temi della crisi. Secondo: c'e' un'evidente crisi politica della maggioranza che non consentira' di avere un governo piu' stabile e incisivo. Terzo: saremo sempre piu' avvitati in problemi notturni e diurni del presidente del Consigio. Non possiamo star li' a mangiare il lodo Alfano mattina, pomeriggio e sera", incalza Bersani. Quindi ribadisce la disponbilita' del Pd a un governo di transizione "non per fare ribaltoni, ma per una ripartenza del Paese".
Bersani ne ha anche per la Lega. "Servono orgoglio e combattimento perche' l'avversario non e' solo Berlusconi ma anche questa Lega che ci ha messo in testa anche a noi che non c'entra, ma invece e' sempre stata li'. E non dicano 'Roma ladrona' se stanno da 10 anni coi quattro ladroni di Roma che hanno fatto le leggi della cricca".
Bersani commenta poi le vicende interne al Pd, proprio nel giorno in cui a Firenze, guidati dal sindaco Renzi, si sono riuniti gli oltre 2mila 'rottamatori'. Da Roma si alzano fischi all'indirizzo di Renzi e Civati.
"Noi siamo una squadra. Critica, dibattito anche all'aperto, ma con rispetto per la ditta e per i membri dell'associazione". Il segretario chiede e pretende rispetto. "Affetto, atteggiamento amichevole, ma non consentiro' che ne' da fuori ne' da dentro si manchi di rispetto perche' noi tra poco, lo scommetto, saremo il primo partito del Paese e un partito cosi' non si tira per la giacca. Vi chiedo amicizia, apertura, dialogo, confronto verso tutti quelli che vogliono fare qualcosa. Ma rispetto e orgoglio per il Pd perche' noi siamo il principale strumento di alternativa di questo Paese".
Un messaggio infine diretto agli alleati dell'opposizione. "Indebolire il Pd e' sport che non da' medaglie. Senza il Pd, ci si tiene Berlusconi e il berlusconismo". Parole che sembrano dirette a Di Pietro. "Faccio un appello a tutte le forze politiche, a quelle sociali e culturali, agli alleati: noi dobbiamo trovare la chiave in cui si collabora. Agli alleati dico basta lucrare per un punto in piu' e ai nostri chiede meno autolesionismo".
Dimissioni o Fli esce dal governo" E' l'ultimatum di Fini a Berlusconi
Nuova agenda, nuovo programma" e, soprattutto, B
erlusconi "deve prendere la decisione di rassegnare le dimissioni". Questo il passaggio chiave del discorso di Gianfranco Fini alla convention di Fli. "Il presidente Berlusconi deve mostrare il coraggio politico che in altri momenti ha mostrato, lui deve avere il colpo d'ala, deve salire al Colle, dichiarare che la crisi è aperta di fatto e avviare una fase in cui rapidamente si ridiscuta l'agenda e si verifichi la natura della coalizione", ha detto il leader di Fli.
"Sarebbe una bella svolta del predellino, e noi non ci tireremmo indietro", ha aggiunto Fini sollecitando Berlusconi a "mostrare per davvero il suo amore per l'Italia, il disinteresse". E ha aggiunto: "Berlusconi sa che è completamente fuori dalla logica delle cose possibili che il centrodestra si ricompatti a sostegno di un programma superato solo perché, bontà sua, ha riconosicuto la nostra esistenza". Così come, per Fini, non si può pensare che "una forza politica come l'Udc arrivi gaudente e dica: bene Berlusconi, ha fatto l'appello, anche noi sosteniamo il governo. E' una logica che non appartiene alla politica, una logica che appartiene all'attività mercantile".
erlusconi "deve prendere la decisione di rassegnare le dimissioni". Questo il passaggio chiave del discorso di Gianfranco Fini alla convention di Fli. "Il presidente Berlusconi deve mostrare il coraggio politico che in altri momenti ha mostrato, lui deve avere il colpo d'ala, deve salire al Colle, dichiarare che la crisi è aperta di fatto e avviare una fase in cui rapidamente si ridiscuta l'agenda e si verifichi la natura della coalizione", ha detto il leader di Fli."Sarebbe una bella svolta del predellino, e noi non ci tireremmo indietro", ha aggiunto Fini sollecitando Berlusconi a "mostrare per davvero il suo amore per l'Italia, il disinteresse". E ha aggiunto: "Berlusconi sa che è completamente fuori dalla logica delle cose possibili che il centrodestra si ricompatti a sostegno di un programma superato solo perché, bontà sua, ha riconosicuto la nostra esistenza". Così come, per Fini, non si può pensare che "una forza politica come l'Udc arrivi gaudente e dica: bene Berlusconi, ha fatto l'appello, anche noi sosteniamo il governo. E' una logica che non appartiene alla politica, una logica che appartiene all'attività mercantile".
Insomma, "se non ci sarà un colpo d'ala, se Berlusconi sarà preda dei cattivi consiglieri, e quanti cattivi consiglieri ha avuto di recente, tutti coloro che dicono che quella di Fini è una trappola, è evidente che Ronchi, Urso, Menia, Buonfiglio, non rimarranno un minuto in più". ''Siamo pronti alle elezioni, che non vogliamo ma che non ci spaventano'', sottolinea Fini. In ogni caso, ''non c'è nessun patto di legislatura se non viene cancellata una legge elettorale vergogna''.
''Siete qui per una certa idea dell'Italia non per fedeltà verso una persona'', ha esoridto Fini. Introdotto da Adolfo Urso, tra applausi e ovazioni e il suo nome che veniva scandito a gran voce dagli oltre 6.000 partecipanti, prima di prendere la parola, insieme alla platea, Fini è rimasto in silenzio ad ascoltare la lettura del manifesto dei valori di Fli presentato ieri.
Quanto alla rottura con il Pdl, non si è trattato di ''rancori personali'', ma di una ''corale assunzione di responsabilità, un desiderio di voltare pagina''. "In poche settimane - ha esodrito - ci siamo trovati a essere non marginali, condannati a un rapido oblio, ma politicamente determinanti per le sorti del governo e per l'avvenire della patria". "Senza presunzione, umilmente, a bassa voce, credo si possa dire che se ci guardiamo intorno, se volgiamo lo sguardo dietro di noi - ha detto Fini - possiamo per davvero di poter dire che abbiamo tutto il diritto di essere per davvero molto, molto, molto soddisfatti". "C'era chi - ha aggiunto -, con presunzione, un approccio un po' superficiale, ci aveva frettolosamente liquidati, sono quattro gatti, insignificanti, non ha senso politico quella avventura. In poche settimane ci ritroviamo in una speldida cornice di passione con una manifestazione politica che ha pochi precedenti".
Futuro e libertà può essere "per davvero la realizzazione del disegno che era alla base della nascita del Pdl", certo "non sarà una An in piccolo ma nemmeno una sorta di zattera della medusa pronta a raccogliere naufraghi di ogni stagione". "In altri contesti si era soliti dire: porte aperte a tutti eslcusi i perditempo. Qui si può dire porte aperte a tutti, esclusi affaristi e carrieristi - ha aggiunto Fini - Oggi che rappresentiamo una bella e positiva novità, se vogliamo essere coerenti dobbiamo vigilare". E sottolinea: ''Fli non sarà mai subalterno alla cultura politica dei nostri avversari, non saremo mai subalterni alla sinistra'' e ''se Berlusconi vuole qualche argomento per polemizzare, lo cerchi altrove''.
''Che dolore leggere quella notizia che ha fatto il giro del mondo'' sul crollo della domus dei gladiatori a Pompei, è un altro passaggio dell'intervento di Gianfranco Fini a Perugia. Sono cose, sottolinea il presidente della Camera, che danno un'immagine del paese ''che certamente non è quella che gli italiani meritano''. E ringrazia i militari caduti in missione, ''i nostri eroi''.
La legalità "non è solo il pacchetto sicurezza, di cui certo il governo può menare vanto", ma anche "rispetto delle istituzioni" e "senso dello Stato", ha sottolineato Fini. "Senza la prova quotidiana che la legge è uguale per tutti c'è la libertà del forte sul debole, l'arbitrio del potente su chi non ha la certezza di avere nello Stato il garante dei diritti".
''E' triste constatare che ci sia arretratezza del dibattito politico culturale. Lo dico in particolar modo sul dibattito che si apre su ciò che occorre fare per gli immigrati che arrivano in Italia da altri paesi. Parlo della cittadinanza. Non c'è in nessuna parte d'Europa un partito politico così arretrato culturalmente come il Pdl al rimorchio della peggior cultura dei leghisti''. "Rispettare la persona - sottolinea ancora Fini - vuol dire che non si possono distinguere bianchi e neri, cristiani, musulmani e ebrei, uomini e donne, etero e omosessuali, cittadini italiani o stranieri. La persona è al centro dell'azione di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per armonia".
''Dobbiamo tornare a sentire il polso del paese'', che ''non è il paese dei balocchi che di tanto in tanto dipinge Berlusconi''. "Il nostro progetto non è contro il Pdl. Non sono i nostri avversari, noi non siamo contro il Pdl, non siamo contro Berlusconi, siamo molto più ambizionamente oltre il Pdl". Quella "pagina si è chiusa - ha detto ancora Fini - o si sta rapidamente chiudendo, perché non è stata capace di incarnare i progetti che aveva". Il leader di Fli ha anche indicato in un "paradosso" il fatto che "Berlusconi non capisce che l'ignizione di vitalità alla sinistra viene dal fallimento del centrodestra nel mantenere buona parte degli impegni con gli elettori". Il governo, insiste, ''credo non abbia una percezione reale di quella che è la condizione dell'Italia. Il governo sta galleggiando, tampona le emergenze, ma ha perso di vista la rotta'' e non ha un progetto per il futuro del paese. Il governo ''vive alla giornata''.
Giulio Tremonti "ha evitato il baratro", aggiunge, perché "tenere sotto controllo la spesa è stato indispensabile", ma lo ha fatto con "modalità" da contestare. E "se a Terzigno per esprimere una protesta si arriva a bruciare il Tricolore, e quindi a compiere vilipendio del simbolo dell'Unità dell'Italia, vuol dire che si sono sottovalutate le conseguenze di un egoismo strisciante della Lega''.
''C'è una sorta di decadimento morale - ha detto ancora Fini facendo riferimento, senza citarlo, al caso Ruby - Sono temi scivolosi, credo che il moralismo sia una delle peggiori attitudini di tanti sepolcri imbiancati, pronti a far la predica e mai a guardare dentro di sé...''. ''Credo che questo decadimento sia la conseguenza della perdita di decoro e rigore di quelli che sono i comportamenti di chi è chiamato a essere di esempio, perché se si è personaggi pubblici - rimarca - si è obbligati a essere d'esempio''.
''Siete qui per una certa idea dell'Italia non per fedeltà verso una persona'', ha esoridto Fini. Introdotto da Adolfo Urso, tra applausi e ovazioni e il suo nome che veniva scandito a gran voce dagli oltre 6.000 partecipanti, prima di prendere la parola, insieme alla platea, Fini è rimasto in silenzio ad ascoltare la lettura del manifesto dei valori di Fli presentato ieri.
Quanto alla rottura con il Pdl, non si è trattato di ''rancori personali'', ma di una ''corale assunzione di responsabilità, un desiderio di voltare pagina''. "In poche settimane - ha esodrito - ci siamo trovati a essere non marginali, condannati a un rapido oblio, ma politicamente determinanti per le sorti del governo e per l'avvenire della patria". "Senza presunzione, umilmente, a bassa voce, credo si possa dire che se ci guardiamo intorno, se volgiamo lo sguardo dietro di noi - ha detto Fini - possiamo per davvero di poter dire che abbiamo tutto il diritto di essere per davvero molto, molto, molto soddisfatti". "C'era chi - ha aggiunto -, con presunzione, un approccio un po' superficiale, ci aveva frettolosamente liquidati, sono quattro gatti, insignificanti, non ha senso politico quella avventura. In poche settimane ci ritroviamo in una speldida cornice di passione con una manifestazione politica che ha pochi precedenti".
Futuro e libertà può essere "per davvero la realizzazione del disegno che era alla base della nascita del Pdl", certo "non sarà una An in piccolo ma nemmeno una sorta di zattera della medusa pronta a raccogliere naufraghi di ogni stagione". "In altri contesti si era soliti dire: porte aperte a tutti eslcusi i perditempo. Qui si può dire porte aperte a tutti, esclusi affaristi e carrieristi - ha aggiunto Fini - Oggi che rappresentiamo una bella e positiva novità, se vogliamo essere coerenti dobbiamo vigilare". E sottolinea: ''Fli non sarà mai subalterno alla cultura politica dei nostri avversari, non saremo mai subalterni alla sinistra'' e ''se Berlusconi vuole qualche argomento per polemizzare, lo cerchi altrove''.
''Che dolore leggere quella notizia che ha fatto il giro del mondo'' sul crollo della domus dei gladiatori a Pompei, è un altro passaggio dell'intervento di Gianfranco Fini a Perugia. Sono cose, sottolinea il presidente della Camera, che danno un'immagine del paese ''che certamente non è quella che gli italiani meritano''. E ringrazia i militari caduti in missione, ''i nostri eroi''.
La legalità "non è solo il pacchetto sicurezza, di cui certo il governo può menare vanto", ma anche "rispetto delle istituzioni" e "senso dello Stato", ha sottolineato Fini. "Senza la prova quotidiana che la legge è uguale per tutti c'è la libertà del forte sul debole, l'arbitrio del potente su chi non ha la certezza di avere nello Stato il garante dei diritti".
''E' triste constatare che ci sia arretratezza del dibattito politico culturale. Lo dico in particolar modo sul dibattito che si apre su ciò che occorre fare per gli immigrati che arrivano in Italia da altri paesi. Parlo della cittadinanza. Non c'è in nessuna parte d'Europa un partito politico così arretrato culturalmente come il Pdl al rimorchio della peggior cultura dei leghisti''. "Rispettare la persona - sottolinea ancora Fini - vuol dire che non si possono distinguere bianchi e neri, cristiani, musulmani e ebrei, uomini e donne, etero e omosessuali, cittadini italiani o stranieri. La persona è al centro dell'azione di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per armonia".
''Dobbiamo tornare a sentire il polso del paese'', che ''non è il paese dei balocchi che di tanto in tanto dipinge Berlusconi''. "Il nostro progetto non è contro il Pdl. Non sono i nostri avversari, noi non siamo contro il Pdl, non siamo contro Berlusconi, siamo molto più ambizionamente oltre il Pdl". Quella "pagina si è chiusa - ha detto ancora Fini - o si sta rapidamente chiudendo, perché non è stata capace di incarnare i progetti che aveva". Il leader di Fli ha anche indicato in un "paradosso" il fatto che "Berlusconi non capisce che l'ignizione di vitalità alla sinistra viene dal fallimento del centrodestra nel mantenere buona parte degli impegni con gli elettori". Il governo, insiste, ''credo non abbia una percezione reale di quella che è la condizione dell'Italia. Il governo sta galleggiando, tampona le emergenze, ma ha perso di vista la rotta'' e non ha un progetto per il futuro del paese. Il governo ''vive alla giornata''.
Giulio Tremonti "ha evitato il baratro", aggiunge, perché "tenere sotto controllo la spesa è stato indispensabile", ma lo ha fatto con "modalità" da contestare. E "se a Terzigno per esprimere una protesta si arriva a bruciare il Tricolore, e quindi a compiere vilipendio del simbolo dell'Unità dell'Italia, vuol dire che si sono sottovalutate le conseguenze di un egoismo strisciante della Lega''.
''C'è una sorta di decadimento morale - ha detto ancora Fini facendo riferimento, senza citarlo, al caso Ruby - Sono temi scivolosi, credo che il moralismo sia una delle peggiori attitudini di tanti sepolcri imbiancati, pronti a far la predica e mai a guardare dentro di sé...''. ''Credo che questo decadimento sia la conseguenza della perdita di decoro e rigore di quelli che sono i comportamenti di chi è chiamato a essere di esempio, perché se si è personaggi pubblici - rimarca - si è obbligati a essere d'esempio''.
Fini: "Nessun traguardo ci è precluso". Pdl: "Se in aperto contrasto, al voto"
"Nessun traguardo può esserci precluso, ogni obiettivo può essere raggiunto e abbiamo, lo dirò meglio domani, obiettivi ambiziosi". Gianfranco Fini apre con queste poche parole l'assemblea di Perugia che vede ufficialmente il varo di Futuro e libertà.
BOCCHINO: "E' FINITA LA SECONDA REPUBBLICA" - Per Italo Bocchino, capogruppo alla Camera dei finiani, "oggi è una giornata di grande svolta per la politica italiana. Tu- ha detto riferendosi a Fini- hai certificato la fine della prima Repubblica, oggi sei sempre tu a certificare il percorso fatto dal bipolarismo che si conclude in modo irreversibile. Sei stato protagonista della seconda Repubblica e sarai il protagonista principale della terza. Sul nome di Fini costruiremo il vero centrodestra. Questa gente ti chiede di costruire una nuova destra, come quella che c'è in Francia, Germania, Inghilterra. Devi avere coraggio, lo stesso coraggio che hai avuto quando hai osato alzare il dito contro una ingiustizia". Il presidente della Camera, chiude Bocchino "deve costruire una nuova opzione politica per l'Italia, veramente plurale".
MANIFESTO PER L'ITALIA - Tappa obbligata, quella di Perugia, dopo la nascita dei gruppi autonomi in Parlamento e il discorso di Mirabello, passaggio ineludibile prima della nascita di un vero e proprio partito. Dopo Fiuggi e il 'predellino', stavolta la nuova forza politica guidata da Fini nasce nel capoluogo umbro, location scelta da Italo Bocchino in tempi non sospetti per quella che doveva essere la kermesse di Generazione Italia e che è diventata di fatto il battesimo di Futuro e libertà.
Il 'manifesto per l'Italia' servirà da base programmatica, su quel testo si strutturerà nei prossimi mesi il partito. Il simbolo è già pronto, il gruppo parlamentare della Camera si è già allargato e quello di palazzo Madama potrebbe presto arricchirsi di nuovi senatori. Quanto alle due anime, toccherà al presidente della Camera tenere assieme falchi e colombe.
CICCHITTO: "SE FINI IN APERTO CONTRASTO, L'UNICA VIA E' IL VOTO" - "Ci auguriamo che Fini dia una risposta positiva e costruttiva ad una proposta positiva e costruttiva del presidente Berlusconi". E' quanto afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: "Se così non fosse e se si dovesse invece manifestare un aperto dissenso, ferme le prerogative del presidente della Repubblica, noi riteniamo che l'unica via sia quella delle urne".
MANIFESTO PER L'ITALIA - Tappa obbligata, quella di Perugia, dopo la nascita dei gruppi autonomi in Parlamento e il discorso di Mirabello, passaggio ineludibile prima della nascita di un vero e proprio partito. Dopo Fiuggi e il 'predellino', stavolta la nuova forza politica guidata da Fini nasce nel capoluogo umbro, location scelta da Italo Bocchino in tempi non sospetti per quella che doveva essere la kermesse di Generazione Italia e che è diventata di fatto il battesimo di Futuro e libertà.
Il 'manifesto per l'Italia' servirà da base programmatica, su quel testo si strutturerà nei prossimi mesi il partito. Il simbolo è già pronto, il gruppo parlamentare della Camera si è già allargato e quello di palazzo Madama potrebbe presto arricchirsi di nuovi senatori. Quanto alle due anime, toccherà al presidente della Camera tenere assieme falchi e colombe.
CICCHITTO: "SE FINI IN APERTO CONTRASTO, L'UNICA VIA E' IL VOTO" - "Ci auguriamo che Fini dia una risposta positiva e costruttiva ad una proposta positiva e costruttiva del presidente Berlusconi". E' quanto afferma il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: "Se così non fosse e se si dovesse invece manifestare un aperto dissenso, ferme le prerogative del presidente della Repubblica, noi riteniamo che l'unica via sia quella delle urne".
6 novembre 2010
Governo, ok al piano sicurezza. Maroni: "Wi-fi libero". Premier: "Prostituzione un reato"
R
OMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza. Lo ha annunciato in conferenza stampa il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale spiega che "il Cdm ha espresso un plauso al ministro Maroni per ciò che fino ad ora si è realizzato in ordine al contrasto alle organizzazioni criminali, alle quali sono stati confiscati più di 18 miliardi di beni". Il premier spiega che in questo modo "un miliardo di vecchie lire al giorno potranno essere indirizzate al contrasto delle organizzazioni criminali".
Tra le nuove norme inserite nel pacchetto sicurezza, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che contiene un disegno di legge e un decreto legge, ci sono anche disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari e l'accesso libero al Wi-fi, internet senza fili.
OMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza. Lo ha annunciato in conferenza stampa il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale spiega che "il Cdm ha espresso un plauso al ministro Maroni per ciò che fino ad ora si è realizzato in ordine al contrasto alle organizzazioni criminali, alle quali sono stati confiscati più di 18 miliardi di beni". Il premier spiega che in questo modo "un miliardo di vecchie lire al giorno potranno essere indirizzate al contrasto delle organizzazioni criminali".Tra le nuove norme inserite nel pacchetto sicurezza, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che contiene un disegno di legge e un decreto legge, ci sono anche disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari e l'accesso libero al Wi-fi, internet senza fili.
WI-FI, MARONI: "VIA ALLA LIBERALIZZAZIONE" - "Il decreto Pisanu è in vigore fino al 31 dicembre e dal 1^ gennaio 2011 ci sarà la liberalizzazione dei collegamenti wi-fi: i cittadini si potranno collegare senza restrizioni, come ad esempio la presentazione della fotocopia carta di identità". Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, anche lui in conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolineando che quel provvedimento, "di 5 anni fa, è superato dall'innovazione tecnologica". Maroni aggiunge di aver preso questa decisione dopo essersi confrontato con gli esperti di antiterrorismo israeliani in un suo recente viaggio.
SICUREZZA, APPROVATO UNO DEI 5 PUNTI DEL PROGRAMMA - Ma con l'approvazione del pacchetto sicurezza, il governo ha varato uno dei cinque punti del patto di governo illustrato al Parlamento dal presidente del Consiglio: "E' uno dei 5 punti del programma di governo", sottolinea il premier.
"NIENTE SCONTI, LA PROSTITUZIONE E' UN REATO" - Lotta dura del governo alla prostituzione. Berlusconi spiega, sempre in conferenza stampa, che l'introduzione del reato di prostituzione, fermo in Parlamento da tempo, è stato stralciato e inserito nel pacchetto sicurezza. "Avendo constatato- dice- che il reato di prostituzione non ha proceduto in Parlamento, abbiamo deciso di riprendere quella norma, di riapprovarla una seconda volta, e di inserirla in questo nuovo provvedimento". (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)
SICUREZZA, APPROVATO UNO DEI 5 PUNTI DEL PROGRAMMA - Ma con l'approvazione del pacchetto sicurezza, il governo ha varato uno dei cinque punti del patto di governo illustrato al Parlamento dal presidente del Consiglio: "E' uno dei 5 punti del programma di governo", sottolinea il premier.
"NIENTE SCONTI, LA PROSTITUZIONE E' UN REATO" - Lotta dura del governo alla prostituzione. Berlusconi spiega, sempre in conferenza stampa, che l'introduzione del reato di prostituzione, fermo in Parlamento da tempo, è stato stralciato e inserito nel pacchetto sicurezza. "Avendo constatato- dice- che il reato di prostituzione non ha proceduto in Parlamento, abbiamo deciso di riprendere quella norma, di riapprovarla una seconda volta, e di inserirla in questo nuovo provvedimento". (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)
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