11 ottobre 2010

Pd, Bersani: "Governo di transizione per legge elettorale. Non ho paura di dossier"

Il Pd è pronto a un governo di transizione per cambiare la legge elettorale. A dirlo è il segretario del Pd Pierluigi Bersani nel suo intervento di chiusura all'assemblea nazonale del Pd di Busto Arsizio che ha spiegato come "noi siamo pronti ad un governo breve di transizione che cambi questa legge elettorale e ci rivolgiamo a tutte le forze che vogliono mantenere in sicurezza la democrazia". "E' una legge elettorale vergognosa che con il 35% dà la possibilità di prendesi tutto anche le decisioni che si fanno a Camere riunite. C'è gente che fa troppi sofismi, la posta in gioco è importante, dobbiamo rivolgerci a tutti per cambiare questa legge", sottolinea Bersani.
''Non so se ci sono dossier in giro o ricatti - dice ancora - quello che vedo, però, è che c'è gente che sta 'badata'. Io non ho paura di dossier''.
"C'è chi dice che Berlusconi è finito, la verità è che Berlusconi c'è, purtoppo. La sua può essere una crisi sistemica e chi divaga su questo aiuta Berlusconi a rimanere. Voglio dire che non c'è nussuna alternativa senza che il Pd ne sia traino ma non saremo gli utili idioti di qualcos'altro", ha detto ancora Bersani sottolineando che ''siamo nella seconda fase del berlusconismo, forse quella più pericolosa. La fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala, Berlusconi non se ne andrà bevendo una tazza di tè, ma preferirà il 'muoia Sansone con tutti i filistei'''.
Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franecschini, che proprone un'alleanza costituzionale, un'alleanza con tutti quelli che ci stanno, per cambiare la legge elettorale. ''Dobbiamo fare questa alleanza per cambiare la legge elettorale per tornare poi a un bipolarismo centrodestra-centrosinistra senza il berlusconismo'', aggiunge. ''Temo che Berlusconi possa tentare il colpaccio, adesso non parla più di elezioni ma temo che possa tentare un colpo di mano, utilizzando questa legge elettorale per avere un gruppo di deputati fedelissimi e per sfruttare il premio di maggioranza che è particolarmente grande in un sistema che è diventato tripolare. Proprio per questo - aggiunge - dobbiamno allearci con tutti pur di cambiare questa legge elettorale''.
Poi conferma la sua lealtà nei confronti del segretario Bersani': "'Alle primarie ho detto che qualunque fosse il risultato mi sarei sempre impegnato per il partito e non sarà qualche amicizia personale o una storia passata a farmi cambiare idea. Caro Pierluigi io intendo continuare il mio impegno sostenendo lealmente chi ha vinto le primarie, un impegno per fare crescere il partito''. Franceschini lo ha fatto senza citare espressamente il documento dei 75 parlamentari in appoggio a Walter Veltroni, documento a cui non ha aderito. ''Il Pd deve essere un partito unito, ma lo deve essere senza ipocrisie. Non vorrei che si sospendessero le divisioni durante le assemblee nazionali per poi riprenderle il giorno dopo sui giornali. Questo non andrebbe bene'', conclude Franceschini.
L'ex segretario del Pd Walter Veltroni ha '' apprezzato'' l'intervento conclusivo di Bersani . ''E' un passo avanti importante nel profilo di un partito riformista che mette alle spalle le culture del passato e che comincia a cimentarsi con più determinazione nelle sfide di una modernità che richiede nuove risposte''. ''Il metodo di Bersani è quello giusto: ha ascoltato, ha tenuto conto e risposto positivamente a molte delle osservazioni che erano state fatte. E' proprio il metodo giusto per rafforzare il partito e il suo profilo'', conclude Veltroni.
Esprime invece una netta contrarietà a qualunque alleanza elettorale tra il Partito democratico e la nuova formazione di Gianfranco Fini Giuseppe Fioroni: "Non ci salva un papa straniero né un'alleanza con Gianfranco Fini. Voglio essere chiaro, con Fini possiamo fare un'alleanza per un governo di transizione per cambiare la legge elettorale ma non potremo mai fare un'alleanza elettorale per un governo con Fini. Lui appartiene alla destra del paese. Nel discorso di Mirabello sono state evocate storie e uomini che sono alternative a chi come noi ricorda Marzabotto".

10 ottobre 2010

PD:Idee e progetti per allearsi con l'Italia

Il Pd non è abbastanza "rispettato", lo sarà presto ma a patto che "ci rispettiamo tra di noi". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani lo dice aprendo la relazione conclusiva all'assemblea nazionale democratica: "E' stata una bella assemblea, noi siamo un bel partito. Se ne convinceranno. Certo, non siamo rispettati abbastanza, non ci rispettano abbastanza gli amici, gli avversari... su di noi si dice di tutto, mi sveglio al mattino e imparo che ho fatto cose che non ho neanche mai pensato. Ma vi garantisco che ce l'avremo 'sto rispetto, con calma e gesso, ci rispetteranno". "L'unica condizione - avverte - è che ci rispettiamo noi. Se ci rispettiamo noi stiamo sicuri che poi ci rispetteranno. E qui ci siamo rispettati, questa è la vera rassicurazione, dobbiamo costruire il rispetto e la serietà . Non possiamo permetterci ritardi, i tempi stringono e le responsabilità aumentano, ma le pagine dei giornali sono ancora troppo piene di un partito che parla di sé e non dei problemi, e sì che i problemi in giro sono tanti. Non possiamo permetterci scarti su questo, perche' i tempi stringono: la crisi politica e la crisi economica si stanno avvitando''”.

Subito ha parlato della morte di quattro alpini in Afghanistan: “"La politica deve prendersi più responsabilità rispetto alla presenza militare. Si può anche morire per la democrazia, per la lotta al terrorismo, per la dignità e per i valori di civiltà, ma bisogna essere sicuri di arrivare a un risultato. Quello dell'efficacia dell'azione in Afghanistan e' il problema, adesso".Il segretario ha richiamato le parole pronunciate da Piero Fassino: ''sono d'accordo con lui e sulle ragioni che ha illustrato. Si puo' anche morire per la democrazia, per la lotta al terrorismo, per la dignita' umana, per la civilta', ma bisogna essere certi di arrivare al risultato che ci si e' prefissati. La politica - sottolinea Bersani - deve assumersi maggiori responsabilita' rispetto alla presenza militare''.Bersani parla anche di sud: “Dobbiamo parlare un linguaggio con più rispetto, non c’è crescita di una parte del paese senza l’altra. Falcone e Borsellino sono eroi nazionali, dobbiamo sapere che la nuova unità della nazione non si può fare senza avere al sud un movimento di rinnovamento. Abbiamo delle idee per spezzare la dipendenza dall’intervento pubblico, vi chiedo solo di non far polemiche. Dobbiamo far vedere la tanta bella gente che abbiamo minacciati dalla criminalità, giovani amministratori che in Sicilia e Campania combattono ogni giorno e non possiamo lasciarli soli. Qui al nord rispondiamo così, e ricordiamo che ha fatto al Lega: 37 leggi ad personam approvate, ruberie coperte, la Lega si prenda il suo che noi lo mettiamo sui manifesti”.. E’ uno dei passaggi più applauditi. Noi abbiamo un’idea di territorio e autonomia che non trascura le radici, i municipi, nasciamo lì noi. Ma non siamo attaccati alle paure, che siamo per l’autonomia della convivenza e delle relazioni, il sistema delle autonomie si chiama Italia. Questo famoso sistema si chiama Italia, abbiamo una diversa idea di federalismo, la via più efficiente di arrivare con protagonismo e razionalità alla conquista di livelli migliori di servizi essenziali. Asili, aree artigianali, tutto quel che c’è di buono non lo ha inventato i governi centrali, tutto quel che viene di buono arriva dai governi locali. Tremonti e Calderoli non possono fare il federalismo per raddrizzare una pianta storta ma per darci nuovi obiettivi, servizi civili. 200 anni fa i lombardi pensavano questo, c’erano o i conservatori o i federali, adesso abbiamo Maroni e la pajata con a polenta? Noi siamo alternativi, prendiamo in mano noi la bandiera del federalismo. Qui abbiamo le proposte: per le imprese piccole e medie, per l’agricoltura, la scuola, adesso facciamole vivere. Con il PD a livello locale, con al reciprocità tra nord e sud, io vorrei occuparmi qui del sud nei prossimi mesi. Non è retorica, usciamo dall’Assemblea più forti, approfondendo dei temi di governo, rapporti con altre forze politiche che partono dalle idee. Abbiamo la possibilità di prendere l’iniziativa, chiamare le forze sociali. Attenti che Berlusconi c’è e può porttare la sua crisi a crisi di sistema e chi divaga rischia di tenerselo, non c’è alternativa senza il PD. Quindi si rifletta perché discutiamo con tutti ma non facciamo la salumeria di nessuno, non ci stiamo a tutti i preziz, abbiamo un nsotor progetto di Italia. Pronti a discutere ma nessuno pensi che saremo gli utili idioti di qualcos’altro, noi avremo il fisico per esser eil traino del cambiamento. Abbiamo un dovere di compostezza e serietà ma dobbiamo muoverci. A novembre ci saranno tre week end di mobilitazione, credo che sarà un’occasione formidabile per farci vedere sui problemi, ognuno ci metta la sua fantasia a livello locale, concretamente. E lì cercheremo di far valere le nostre ide, produrre idee e progetti per allearsi con l’Italia. Se ci riusciamo avremo un enorme vantaggio competitivo".


Governo, Berlusconi bacchetta il Pdl: "Basta errori, ora andiamo avanti"

Se negli ultimi due mesi la nostra parte politica ha dato, a volte, un'immagine che non ha entusiasmato, lo si deve ad alcuni errori del partito e non del governo". Così il premier Silvio Berlusconi in un messaggio inviato al convegno 'La Dc nel Pdl', organizzato da Gianfranco Rotondi a Saint-Vincent. "Il governo ha fatto bene, ha raccolto il consenso costante degli italiani in tutte le tornate elettorali, e per questo -prosegue il premier- deve andare avanti fino al termine della legislatura, per completare il programma scelto dagli italiani".
"Noi in ogni caso andremo avanti. Il Governo e la maggioranza faranno la loro parte; ma anche il Pdl, soprattutto sul territorio, deve dare il suo contributo" aggiunge Berlusconi. "Per questo ci siamo gia' attivati, e abbiamo promosso una grande mobilitazione dei nostri sostenitori, iscritti e non. Attiveremo sul territorio, in ciascuna delle 61 mila sezioni elettorali, i 'Team della liberta''. Con questi volontari faremo una grande opera d'informazione agli italiani su cio' che di positivo e di concreto il governo ha fatto in questi due anni".
"Il Parlamento - sottolinea il premier - ci ha confermato una larga maggioranza e il governo e' determinato a bruciare le tappe. Dal federalismo, alla giustizia, al fisco cambieremo questo Paese. E lo faremo attuando una profonda rivoluzione liberale". "A guidarci -aggiunge- e' e sara' sempre un principio per noi irrinunciabile: l'uomo viene prima della societa' e la societa' viene prima dello Stato. Nel 2013 noi lasceremo agli elettori un'Italia piu' liberale".
Quindi, l'annuncio: "Nei prossimi mesi concentreremo le nostre energie varando un 'piano per la vita', un insieme di misure per favorire la natalita' e le famiglie italiane". "Il nostro obiettivo e' dare pieno riconoscimento al valore per noi fondamentale della sacralita' della vita. Auspico -sottolinea il premier- che almeno su questo si possa contare su un atteggiamento costruttivo da parte delle opposizioni. Sono convinto che in Parlamento e nella societa' ci siano delle forze responsabili che collaboreranno con noi".

Alpini uccisi, talebani rivendicano La Russa: armare i bombardieri. Bersani: chiariamo il nostro ruolo

"Li abbiamo uccisi noi gli italiani". Stamattina le milizie talebane afghane hanno rivendicato l'attentato, compiuto ieri nella zona di Farah, in Afghanistan, dove hanno perso la vita quattro alpini italiani. In una nota diffusa sul proprio sito Internet, e firmata dal portavoce delle regioni occidentali, Qari Muhammad Yusuf Ahmadi, si legge che "in un nostro attacco armato contro un convoglio logistico delle forze occupanti nella zona di Gulistan, a Farah, sono andati distrutti dieci veicoli militari".
Ai microfoni del Tg2 il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha chiesto che "per contrastare questo terrorismo occorre che sia il Parlamento a decidere se, a differenza di quello che anch'io finora ho ritenuto, armare i nostri bombardieri". Ha ricordato poi che decisioni simili sono già state prese da Stati Uniti, Inghilterra, Francia e altri Paesi.
"L'Italia è l'unico Paese che non armato i propri aerei e non lo ha fatto per mia decisione - ha aggiunto La Russa al Tg3 - , ma credo debba essere verificata in Parlamento. Non vorrei fosse sbagliata". Poi ha spiegato i motivi della sua scelta iniziale. "Quando le bombe vengono sganciate dall'alto c'e' il rischio che vadano a toccare anche zone di civili. Per questo ho detto di no".
Il Partito democratico è pronto a discutere in Parlamento se e come rafforzare la sicurezza per i militari italiani in Afghanistan. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa', ribadendo che "i talebani non possono vincere '' e ''non si può lasciare la patata bollente solo nelle mani degli altri", chiede però di ''chiarire il nostro ruolo'' prima di decidere sulle bombe.
Piero Fassino, responsabile esteri del Pd, a 'In mezz'ora' aveva già parlato di "problema delicato da affrontare con responsabilità". "Sono per una discussione di merito" anche se, aggiunge, "non siamo là per fare la guerra a nessuno".
L'eurodeputato Idv, Luigi de Magistris bolla la proposta come "irresponsabile" perché, dice, "esporrebbe la popolazione civile al rischio di nuovi bagni di sangue" . Per il responsabile giustizia del partito "il Parlamento dovrebbe impegnarsi a discutere in Parlamento una exit strategy" visto che in Afghanistan come denunciano da anni le Ong è in corso una guerra che coinvolge i nostri militari in violazione dell'art. 11 della Costituzione".
A Herat oggi l'ultimo saluto ai nostri militari. La camera ardente è stata allestita presso la sala 'Folgore' del Regional Command West di Herat. Domani il previsto rientro delle salme in Italia, forse già martedì i funerali solenni ma non ci sono in merito notizie ufficiali. A celebrare la messa funebre il cappellano militare di Camp Arena, la sede del comando del contingente italiano. I feretri verranno poi trasferiti all'aeroporto per la benedizione e gli onori militari, prima di lasciare l'Afghanistan nelle ore successive per il rientro in Italia.
L'attentato ieri nel distretto di Gulistan circa a 200 chilometri a est di Farath al confine con l'Helmand. Un ordigno è esploso attorno alle 9,45 ora locale uccidendo i quattro militari italiani. Un quinto soldato è rimasto gravemente ferito, ma non rischia la vita.
Le vittime, tutte in forza al 7° reggimento alpini di stanza a Belluno, inquadrato nella brigata Julia, sono il primo caporal maggiore Gianmarco Manca (nato ad Alghero il 24 settembre 1978), il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi (nato a Pisa il 27 marzo 1984), il primo caporal maggiore Sebastiano Ville (nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983) e il caporal maggiore Marco Pedone (nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987).

Federalismo fiscale: fare chiarezza su "chi paga". Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

L’approvazione del decreto sul federalismo fiscale lascia aperti alcuni interrogativi. Quanto è ampia la facoltà delle Regioni di aumentare l’addizionale regionale? E’ certo che si potranno agevolare i contribuenti più “onesti”, i lavoratori dipendenti e i pensionati, con detrazioni e deduzioni? Sarà garantito il principio della progressività anche per la quota di prelievo addizionale per evitare ciò che oggi purtroppo avviene?
Pochi ma decisivi quesiti a cui rispondere anche per rispetto delle decine di migliaia di lavoratori e pensionati che saranno sabato 9 a Roma, con la UIL e la Cisl, per chiedere meno tasse sul lavoro. Sarebbe stato più utile confrontarsi con tutte le parti sociali prima di avviare riforme che incidono concretamente sul potere d’acquisto di chi lavora.


Iea e 8 governi contro lo smog: 20 milioni di auto ibride per il 2020

ROMA - Si chiama 'Iniziativa per i veicoli elettrici' (Electric vehicles initiatives), e vede otto paesi- Cina, Corea del sud, Francia, Germania, Giappone, Sudafrica, Svezia e Spagna- impegnati con l'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) per una mobilita' sostenibile. L'iniziativa e' stata presentata oggi al salone dell'automobile di Parigi, e intende rilanciare con forza veicoli elettrici e vetture ibride. Obiettivo della 'Iniziativa per i veicoli elettrici', spiega la Iea, e' "permettere un rapido sviluppo del mercato mondiale" di questo tipo di automobili, cosi' da "raggiungere l'obiettivo di 20 milioni tra auto elettriche e ibride su strada entro il 2020".
L''Iniziativa per i veicoli elettrici', spiega Nobuo Tanaka, direttore esecutivo della Iea, "dimostra l'impegno e la determinazione di governi e industrie a fare dei veicoli 'puliti' una realta'". E cio' e' importante, poiche' "per avere un futuro sostenibile da un punto di vista energetico occorre trasformare il trasporto globale". Tanaka si dice certo del fatto che "questa iniziativa aiutera' a creare le condizioni per raggiungere gli obiettivi internazionali e assicurare un successo a lungo termine delle vetture elettriche ed ibride".
Al salone dell'automobile di Parigi, continua la Iea, i paesi partecipanti hanno deciso, nell'ambito dell''Iniziativa per i veicoli elettrici', di attivarsi su tre punti: avviare un progetto pilota per promuovere prove di veicoli elettrici e ibridi nelle citta'; accrescere l'infomazione, la ricerca e lo sviluppo della tecnologia; condividere informazioni sui veicoli 'verdi'. In quest'ottica il ministro cinese per le Scienze e la tecnologia, Wan Gang, annuncia che "la Cina pensa di realizzare i progetti pilota a Shanghai e Shenzhen". Soddisfatto David Sandalow, vicesegretario per gli Affari internazionali del dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti. L''Iniziativa per i veicoli elettrici', afferma, "e' parte di un impegno assunto tra il nostro paese e gli altri partner e che va avanti". Anche attraverso questa iniziativa, assicura, si potranno "creare posti di lavoro ben retribuiti, rafforzare l'economia e ridurre l'inquinamento da carbonio".

Federalismo, via libera del governo al decreto legge su fisco e sanità

ROMA - E' durato poco piu' di mezz'ora il Consiglio dei ministri che ha dato il primo via libera al decreto legislativo che attua il federalismo fiscale. Il provvedimento comprende le nuove norme sul fisco regionale e provinciale e quelle relative ai costi standard in sanita'. Il Cdm aveva gia' approvato altri tre decreti attuativi del federalismo fiscale: sul federalismo demaniale, su Roma Capitale e sul fisco municipale.
BOSSI - Il decreto legislativo, approvato oggi dal Cdm sul fisco regionale e i costi standard in sanita', rappresenta un "buon segno per il prosieguo della legislatura.Adesso andra' in Parlamento, nelle commissioni: il governo dovra' accettare un po' di cose, ma intanto passa". Cosi' Umberto Bossi conversando con i cronisti, dopo la riunione del Cdm. Il ministro delle Riforme spiega: "Avevamo due possibilita': tenerci l'albero storto della finanza pubblica o spezzarlo. Si e' scelto di raddrizzarlo". Per il senatur "e' chiaro che in Parlamento non era possibile spezzarlo". A chi gli chiede se il testo corrisponde a quello che voleva, Bossi risponde: "Sono realista" e conclude: "Cosi' l'Italia costera' meno".
LE REGIONI - Nel merito del decreto legislativo approvato oggi dal Cdm, le Regioni rilevano che la parte che riguarda il fisco regionale presenta passi avanti: "Si e' andati nella direzione- spiega Vasco Errani, incontrando la stampa insieme ad altri governatori- del pieno rispetto della legge 42 come da noi richiesto, ma ci sono questioni non risolte e decisive". Che sono due: la definizione dei lea e dei lep e il rapporto con la manovra economica.Sul primo punto il presidente della conferenza delle regioni osseva che si tratta della "seconda gamba, la prima e' quella dei costi standard, che determinano il fabbisogno, per garantire i servizi sul territorio". Riguardo la manovra poi "sono aperti due tavoli sulla manovra e sul trasporto pubblico locale. Questo e' positivo- aggiunge Errani- ma vogliamo sia chiaro che l'incrocio tra federalismo e manovra e' decisivo". I governatori evidenziano infatti che i tagli della manovra partono dal 2011, mentre il nuovo fisco regionale e' attivo solo dal 2013. "Si puo' fare un decreto perfetto- chiude Errani- ma se non ci sono piu' trasferimenti non funziona". Infine le regioni chiedono di garantire l'autonomia delle regioni e delle province autonome.

Fini anti-mafia: "Diamo più risorse a forze dell'ordine e magistratura"

ROMA - E' dovere del Parlamento mettere "a disposizione delle risorse tecniche necessarie alle forze dell'ordine ed alla magistratura, che devono confrontarsi con la piu' sofisticata tecnologia oramai nelle mani delle mafie e della malavita". Lo sottolinea il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento all'Assemblea dell'Osce in corso a Palermo. "Piu' che mai- aggiunge- si devono poi promuovere interventi legislativi ed iniziative di carattere formativo e culturale volte a ridurre la propensione delle persone, specie dei giovani, ad alimentare la domanda nei mercati dei beni illeciti, come ad esempio le sostanze stupefacenti, controllati dalla criminalita' organizzata".
"Il crimine organizzato rappresenta una minaccia sul piano politico-militare, un fattore di distorsione del settore economico-ambientale, una limitazione bruciante per l'espansione dei diritti umani e della democrazia". Fini, poi, prosegue: "La speranza del cambiamento trova costante alimento nell'impegno degli uomini liberi che con il loro coraggio ed il loro attivismo sfidano in ogni parte del mondo i poteri criminali. Sono uomini delle istituzioni e semplici cittadini che combattono con disinteresse e determinazione una battaglia per l'affermazione della legalita' contro i poteri delle mafie".
In particolare, sottolinea, "di questo fenomeno la Sicilia e Palermo costituiscono un esempio. Alla ferocia della mafia la societa' civile siciliana ha dimostrato di poter reagire con una forza e con una determinazione della quale tutti gli italiani devono provare orgoglio. Il sacrificio di tanti uomini e di tante donne, magistrati, imprenditori, dirigenti politici e sindacali, non e' stato vano e ha posto le basi per una forte risposta della societa' civile siciliana".(AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

8 ottobre 2010

Berlusconi: "No a esecutivo tecnico per cambiare la legge elettorale"

Noi andiamo avanti, vogliono fare invece un governo tecnico per fare una legge elettorale che tolga il premio di maggioranza. Vogliono tornare alla situazione di prima quando c'erano moltissimi partiti e la situazione era ingovernabile". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la festa del Pdl di Varese, ha ribadito la volontà di continuare l'opera del governo impedendo la costituzione di un governo tecnico.
Dunque, il governo andrà avanti e farà la riforma del processo breve e delle intercettazioni. Il premier spiega: "Sul processo breve andremo avanti e faremo la riforma, dobbiamo intervenire anche sulle intercettazioni perché un Paese in cui non c'è inviolabilità di ciò che si dice al telefono non è un Paese civile".
Poi sferra un nuovo attacco ai media: "Dobbiamo impegnarci per far conoscere la realtà delle cose e dei numeri di questo governo contro i falsi delle tv e dei giornali. Per questo abbiamo già iniziato ad attivare i 61 mila team che in tutto il territorio nazionale, uno per ogni sezione elettorale, divulgheranno i risultati del governo".

6 ottobre 2010

FEDERALISMO: BERSANI, SOLO CHIACCHIERE. SERVE PATTO CON AUTONOMIE

''Siamo al federalismo delle chiacchiere, gli enti locali non sono mai stati peggio, noi vorremmo fare il federalismo vero: dopodomani presenteremo a Varese la nostra proposta di federalismo fiscale dentro la piu' generale proposta di riforma fiscale''.Lo ha detto Pierluigi Bersani, segretario del Pd, a margine dell'incontro annuale di Legautonomie a Viareggio.''E' ora - ha detto - di passare dalle chiacchiere ai fatti, questo Paese non puo' piu' aspettare, ha bisogno di un po' di riforme e gli enti locali non sono una malattia, possono anzi essere un'utile medicina, perche' c'e' da affrontare problemi sociali nuovi, c'e' da fare investimenti che partano subito e lo strumento migliore sono gli enti locali che sono invece stati trattati come centri di costo e questo e' stato un errore gravissimo''.
Intervenendo dal palco, Bersani si e' detto contento perche' ''qui si parla di cose serie, cosa che non capita tutti i giorni''. Il leader del Pd ha rilevato che la situazione del Paese e in particolare degli enti locali e' ''molto difficile'' e ha proposto un ''patto con gli enti locali per rafforzare la crescita'' basato su tre punti, a partire dalle politiche sociali. ''Per quale ragione - si e' chiesto - si spendono 8 miliardi per gli ammortizzatori e non rafforziamo i fondi per le politiche sociali agli enti locali?''.Occorre poi rilanciare gli investimenti e ''governare il fenomeno dell'immigrazione''.''Quel tanto di buono che porta il fenomeno - ha fatto notare - lo porta per tutti, quel che porta di disordine si scarica sui ceti piu' deboli, in particolare sul tema dei servizi e della condizione della vita urbana. Non accettiamo la guerra dei poveri contro i poveri: arriva un povero in piu' e ci vuole un posto in piu' e lo paghi chi ha di piu'''.