29 giugno 2010

Nuovo accordo fra Israele ed Italia in materia pensionistica

GERUSALEMME - Il Comites d'Israele, in collaborazione con patronato Ital e Uim di Gerusalemme, ha organizzato, nella sala delle Conferenze del Tempio Italiano di Gerusalemme in Rechov Hillel, una conferenza dal titolo: “La recente Convenzione che deve essere ratificata fra Italia e Israele in materia di sicurezza sociale raccontata da chi l'ha creata”. Dell’incontro riferisce con una nota Lello Dell'Ariccia, responsabile Ital in Israele. Il presidente del Comites avv. Beniamin Lazar ha informato il pubblico presente del fatto che da diversi anni ha lavorato a questa problematica attraverso incontri e scambi di lettere con le autorità competenti sia in Italia che in Israele.
Ha preso poi la parola l’avv. Jakov Sasporte, direttore del Mosad Le Bituah Leumi, responsabile della divisione convenzioni internazionali, che ha raccontato il percorso, durato circa 13 anni, attraverso il quale ha cercato di accordarsi con le istituzioni italiane senza essere mai riuscito a sbloccare la situazione, come era invece accaduto con altri paesi nel corso della sua carriera. In pratica, tutto era pronto e non appena l'Inps ha avuto l'ok ufficiale da parte del governo italiano, in dieci giorni di intenso lavoro tutta la documentazione era in ordine per essere presentata alla delegazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi il 2 febbraio scorso.
Il responsabile del patronato Ital Uim ha ribadito che appena l'accordo sarà effettivo dopo la ratifica dei due parlamenti e dei due governi, sarà a disposizione della comunità italiana per ogni chiarimento
L’avv. Sasporte ha spiegato che l'accordo prevede tre tipi di pensioni: anzianità, invalidità, assegni familiari per vedove e orfani. Non contempla invece accordi sul lavoro, maternità , assegni famigliari per i figli, accordi che Israele ha firmato invece con altri paesi.
Lo spirito dell'accordo tutela soprattutto i diritti di chi ha lavorato alcuni anni sia in Italia che in Israle. Quando l’ accordo sarà ratificato dai due governi, si potranno finalmente totalizzare i periodi contributivi in un'unica pensione.
Inoltre, fino a ieri, se un cittadino israeliano andava a lavorare in Italia doveva effettuare i versamenti alla Bituach Leumi fino a quando non fosse ufficialmente emigrato all'estero, ovvero solo dopo quattro anni.
In seguito a questo accordo, versando i contributi in Italia si sarà esonerati dall'effettuare i versamenti in Israele.
Un’altra novità riguarda il lavoratore che abbia subito una invalidità sul lavoro: la pensione sarà elargita dal paese nel quale sia incorso l`incidente. Il pubblico presente ha avuto l’opportunità di sollevare alcuni quesiti che hanno avuto approfondite risposte, conclude la nota del responsabile Ital Israele Lello Dell'Ariccia.

Manovra, si cambia sulle Regioni: "Tagli restano ma sono flessibili"

Per modifiche alla manovra "lo spazio c'è", dice il ministro Umberto Bossi ai cronisti alla Camera. Il leader del Carroccio annuncia che vedrà il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti: "Tra poco vedo Tremonti, voglio sentire che dice lui e vedrò di convincerlo".
Critiche immediate sono arrivate dall'opposizione: ''La valutazione e le modifiche alla manovra sono in discussione al Senato, non sono materia di scambio tra i compari Bossi e Tremonti. La Lega se finalmente riconosce i pesanti tagli ai servizi sociali e la mortificazione delle regioni e degli enti locali si confronti in commissione Bilancio con gli emendamenti presentati dal Pd e dalle altre opposizioni'', dice per il Pd Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria.
Le proposte di modifica, attese già nel primo pomeriggio, sono poi giunte con gli emendamenti del relatore, Antonio Azzollini, in commissione Bilancio al Senato. ''Mi riservo di presentare altre 2-3 proposte domani'', ha aggiunto il relatore spiegando che gli emendamenti contengono misure sul fisco, sull'innalzamento delle pensioni per le donne nella pubblica amministrazione, sul patto di stabilità interno, sulla soglia per l'assegno di invalidità e sulla proroga del pagamento dei tributi in Abruzzo.
Nel dettaglio queste le modifiche presentate:
PENSIONI DONNE P.A.: Arriva la norma che innalza l'età pensionabile per le donne nel P.i. I requisiti anagrafici per andare in pensione, si legge nell'emendamento, ''sono incrementati di 4 annu a partire dal primo gennaio 2012 ai fini di raggiungere l'età di sessantacinque anni''. Le economie in arrivo dall'attuazione della norma andranno al fondo strategico per il paese a sostegno dell'economia reale per interventi dedicati ''a politiche sociali e familiari, con particolare attenzione alla non autosufficienza e all'esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici''.
INVALIDITA': L'a soglia per accedere all'assegno di invalidità resterà ferma al 74% per alcune categorie, tra cui la cecità monoculare, le malattie respiratorie, il sordomutismo, la paresi. Sono tredici, complessivamente, le categorie per cui resta la vecchia soglia di invalidità mentre per le altre sarà applicata il nuovo tetto, previsto dalla manovra, pari all'85%.
TAGLI REGIONI: Restano i tagli per le regioni, pari a 4 miliardi nel 2011 e 4,5 miliardi a partire dal 2012, che però potranno essere ripartite ''secondo i criteri e le modalità stabiliti in sede di conferenza Stato-regioni'' entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge.
FISCO: Arriva la norma che allunga i tempi di riscossione dei debiti fiscali, rispetto alla norma contenuta nel decreto legge. La manovra prevede l'accorpamento tra l'avviso di accertamento e la cartella di pagamento, rendendo così subito esigibile il debito che il contribuente, secondo l'Agenzia delle entrate, ha contratto con l'erario. Grazie all'emendamento vengono invece dati 60 giorni di tempo prima che il ruolo possa essere riscosso.

Pd: "Più tasse e più debito pubblico, ecco i record di Berlusconi"

ROMA - "Scaliamo la classifica europea per il peso delle tasse e insieme abbiamo un debito pubblico che, sfiorando il 116% rispetto al Prodotto interno lordo, resta sempre il più alto della Ue. Questi sono i record del governo Berlusconi così come li fotografa l'Istat". E' quanto afferma Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del Pd.
"Gli effetti della crisi sulle finanze pubbliche- sottolinea- si manifestano su tutti i Paesi avanzati, ma colpiscono in particolar modo l'Italia dove la spesa pubblica ha sfiorato nel 2009 gli 800 miliardi, perché, insieme ai necessari interventi sugli ammortizzatori sociali, non sono state previste iniziative atte a favorire la crescita. Anche l'impegno appena preso dai grandi del G20 per il dimezzamento dei deficit dal 2013 non porterà risultati se non verranno messe in campo azioni per la ripresa". Secondo Ventura, "questo governo, com'è dimostrato dalla manovra presentata è incapace di fare qualsiasi cosa, sia di tenere i conti in ordine, che di vigilare sulla pressione fiscale. Altro che meno tasse". (Agenzia DIRE-www.dire.it)

Sale la pressione fiscale, Italia quinta in Europa . Boom spesa pubblica

ROMA - La pressione fiscale in Italia è aumentata, passando dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. A comunicarlo è l'Istat. Con questi numeri, sottolinea l'Istituto di statistica, l'Italia si colloca al quinto posto nell'Unione Europea, insieme alla Francia, mentre nel 2008 era al settimo per peso del fisco sul prodotto interno lordo. I dati più elevati sono quelli di Danimarca e Svezia, rispettivamente al 49% e 47,8%, mentre i livelli più bassi di pressione fiscale si riscontrano in Lettonia (26,5), Romania (28), Slovacchia e Irlanda (29,1), Lituania (29,3) e Bulgaria (30,9).
SPESA PUBBLICA AL 52,5% DEL PIL - Nel 2009, la spesa pubblica sfiora gli 800 miliardi di euro e supera la metà del prodotto interno lordo. "La spesa pubblica complessiva, calcolata al netto della produzione dei servizi vendibili e al lordo degli ammortamenti, ha registrato una crescita del 3,1%- si legge nel bollettino Istat- evidenziando una decelerazione rispetto al 2008 (+3,6%). La sua incidenza sul Pil è aumentata, passando dal 49,4% nel 2008 al 52,5%". Hanno pesato i costi degli ammortizzatori sociali. L'incidenza della spesa sul Pil ha fatto registrare i valori più alti in Danimarca (58,6%), Svezia (56,5%), Finlandia e Francia (55,6%), i più bassi in Romania (40,4%), Bulgaria (40,7%) e Slovacchia (40,8%). (Agenzia DIRE-www.dire.it)

FORMAZIONE PER GIOVANI TOSCANI ALL’ESTERO: ENTRO IL 24 LUGLIO LE DOMANDE DI AMMISSIONE AL CORSO "MARIO OLLA" DELLA REGIONE

L'anno scorso ne beneficiarono in sette. Quest'anno potranno essere anche otto. La Regione Toscana mette infatti a disposizione dei giovani di origine toscana che vivono nel mondo dalle sei alle otto borse di formazione professionale intitolate a Mario Olla, uno dei primi che ha creduto nel recupero di un forte legame con le comunità dei toscani che risiedono all'estero: un modo per mantenere vivi i rapporti con la terra dei genitori o dei nonni e con le aziende che vi operano, un filo utile per entrambi, un modo per impratichirsi in quell'abilità artigiana ed artistica di cui la Toscana è ancora oggi maestra ma anche un'occasione per migliorare l'uso dell'italiano.La borsa durerà quattro mesi – un mese d'italiano e tre di stage presso un'azienda o un laboratorio della regione - ed è riservata a diplomati, laureandi o laureati tra 18 e 32 anni. Occorre conoscere la lingua. Non potranno partecipare i giovani che lavorano nel pubblico, mentre tutti dovranno dimostrare una conoscenza generale nella materia oggetto della borsa di formazione. Priorità avranno i giovani disoccupati e quelli che si trovano in condizioni disagiate. "Merito e bisogno sono i criteri che abbiamo scelto come guida anche in questo caso", conferma l'assessore regionale ai toscani all'estero, Riccardo Nencini.
La borsa copre le spese di soggiorno (vitto e alloggio), i trasferimenti quotidiani e le spese di assicurazione per tutti e quattro i mesi. Le spese di viaggio per arrivare e tornare dalla Toscana saranno rimborsate per metà. La formazione potrà riguardare quest'anno il design per l'abbigliamento, l'oreficeria e la lavorazione delle pietre dure, la lavorazione della ceramica, la falegnameria e il restauro del legno, il restauro di pittura su tela e su tavola, la lavorazione artistica del marmo, le professioni d i cuoco, gelataio e pasticcere, l'architettura, l'ingegneria e il restauro architettonico, la grafica pubblicitaria. Le domande di ammissione al concorso, corredate dei documenti richiesti, dovranno arrivare all’indirizzo "Regione Toscana, Settore Attività internazionali, Ufficio dei Toscani all'Estero, piazza Unità Italiana 1, 50123 Firenze" entro le ore 13.00 del 24 luglio 2010: preferibilmente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

IL CONSORZIO "OPERATORI DEL GRAN SASSO D’ITALIA" OFFRE UNA CONVENZIONE PER GLI ABRUZZESI ALL’ESTERO CHE VOGLIONO SOGGIORNARE A L’AQUILA

Il Consorzio operatori del Gran Sasso d’Italia, quale organizzazione che unisce le piccole realtà imprenditoriali presenti nel territorio del Gran Sasso aquilano e della piana di Navelli, offre, a tutti gli abruzzesi che vivono al di fuori dei confini nazionali, la possibilità di ritornare a visitare il proprio territorio e ad assisterli nella loro permanenza". Queste sono le parole con le quali il Presidente del Consorzio "Operatori del Gran Sasso d’Italia", Paolo Baldi, annuncia la proposta di convenzione con le Associazioni degli Abruzzesi nel mondo per favorire il ritorno nei luoghi di origine in seguito al terremoto dell’anno scorso a prezzi accessibili. Una convenzione che vuole venire incontro ai tanti cittadini abruzzesi all’estero che hanno avuto l’abitazione danneggiata dal sisma e che pertanto hanno bisogno di recarsi sul posto per espletare le dovute pratiche per la ricostruzione."Il personale del Consorzio", afferma la presidenza dell’ente, "fornirà un supporto tecnico nella scelta delle strutture ricettive più in linea con le esigenze, nell'orientamento amministrativo per le pratiche da espletare per la ricostruzione, nonché di tutto ciò che occorre per muoversi nel territorio e visitare le zone circostanti". Per maggiori informazioni sull’iniziativa vi segnaliamo il sito internet http://www.gransassoitalia.it/. (aise)

27 giugno 2010

MEZZOGIORNO: ANGELETTI, DEINDUSTRIALIZZAZIONE ROVINA PER SUD

TARANTO - "Non può esserci ripresa senza un mezzogiorno industrializzato, evoluto, competitivo. Pensare a un sud deindustrializzato significa desertificare le regioni meridionali, condannare i nostri giovani a un futuro di disoccupazione o peggio di emigrazione". Lo ha detto il segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, oggi a Taranto. "Parlare oggi di deindustrializzazione - ha aggiunto - è sottocultura, significa essere avulsi da qualsiasi logica economica. Per quanto riguarda lo stati di crisi delle aziende, abbiamo chiesto al governo di garantire le risorse per coprire la cassa integrazione fin quando è necessario".


L'Argentina stende il Messico, tris con l'aiutino di Rosetti

L'Argentina stende il Messico per 3-1 negli ottavi di finale dei Mondiali e, con la spinta determinante dell'arbitro italiano Roberto Rosetti, vola ai La seleccion allenata da Diego Armando Maradona cala il tris nella spettacolare serata di Johannesburg, complicata solo per mezz'ora. Il Messico parte benissimo e si fa vivo all'8' con il siluro di Carlos Salcido: l'esterno tricolor va al tiro da distanza siderale, traversa piena. Contro avversari organizzati e capaci di chiudere gli spazi, l'Argentina crea poco o nulla per 20 minuti abbondanti. Bisogna aspettare che Leo Messi accenda la scintilla al 26'. La 'pulce' si incolla la palla al piede e affonda nella difesa avversaria, l'uscita di Oscar Perez è solo un ostacolo parziale. Messi recupera la sfera e la deposita sulla testa di Carlos Tevez: deviazione comoda e 1-0. Rosetti, dopo un lungo conciliabolo con l'assistente Stefano Ayroldi, convalida la rete. Grave errore, perché Tevez è in fuorigioco solare: tra lui e la porta, al momento dell'assist di Messi, non c'è nemmeno un giocatore con la maglia verde. Gli uomini di Javier Aguirre protestano, ma il pasticcio ormai è cosa fatta. Il Messico perde la testa e al 33' si suicida. Ricardo Osorio litiga con il pallone al limite della propria area, regalando una chance colossale a Gonzalo Higuain.
Il centravanti dell'Argentina ringrazia, evita Perez con un pregevole dribblig e insacca: 2-0. La tensione è palpabile, come dimostra l'accenno di rissa all'intervallo. A spegnere gli ardori provvede al 52' ancora Tevez. Destro terrificante da 20 metri, palla all'incrocio e 3-0.
Il Messico non merita un passivo così severo e riduce il gap al 71'. Merito di Javier Hernandez, che si gira e dal cuore dell'area fa centro sul primo palo con un sinistro implacabile: 3-1. L'Argentina congela il gioco fino al 90' e pazienza se il primo gol mondiale di Messi non arriva.
L'appuntamento è rinviato alla sfida con la Germania l'altra squadra che deve ringraziare una colossale svista arbitrale nella domenica nera dei fischietti.

G20, troppi disoccupati. Dare vigore alla ripresa

TORONTO - La ripresa è "fragile" e l'ordine di scuderia è ridarle "vigore". Anche perché resta l'allarme lavoro con livelli di "occupazione inaccettabili in molti paesi". Ma sulle strategia per una crescita sostenibile e sostenuta il G20 di Toronto non dà grandi risposte.
E, confermando le previsioni della vigilia, appare in ordine sparso. Con una dichiarazione finale 'cerchiobbottista', che mette d'accordo tutti sulla carta, ma che di fatto non segna la strada per quella strategia concordata senza la quale si rischia - aveva paventato l'Fmi solo l'altro ieri - di perdere 30 milioni di lavoro e 4 mila miliardi di dollari di produzione. Niente riferimento all'atteso dossier sulle tasse su banche e transazioni finanziarie. E passa il 'liberi tutti' sulle misure da mettere in campo: "differenziate e concepite sulla base delle discrezionalità nazionali", cita la bozza di documento finale.
Se l'accordo - forse l'unico sostanziale - si raggiunge sul dimezzamento dei deficit entro il 2013 delle economie mature (che consente alla cancelliera tedesca Angela Merkel di tornare a casa soddisfatta), sulle politiche da mettere in campo "per favorire la crescita" il G20 non detta la linea. "Sono necessarie finanze sane" avverte. Ma il precorso di aggiustamento dei conti dovrà essere "attentamente calibrato". Ci sono infatti "rischi che adeguamenti fiscali sincronizzati in alcune delle principali economie possano ripercuotersi negativamente sulla ripresa". Così come esiste il pericolo che "il mancato consolidamento, ove questo risulti necessario, possa minare la fiducia e ostacolare la crescita". Un colpo al cerchio ed uno alla botte, insomma.
Dopo il summit - quello di Pittsburg e prima ancora di Londra e Washington - dove i numeri della debacle dell'economia mondiale 'mordevano', i Grandi sembrano così accontentarsi, per ora, di quei modesti segnali di crescita, seppur a macchia di leopardo (con gli emergenti che corrono di più e più velocemente). E quei "passi per garantire un pieno ritorno alla crescita", a Toronto latitano. Anche se tutti sono d'accordo sul fatto che "si può fare di più", scongiurando con "un cammino di riforme più ambizioso nel medio termine", gli allarmi del Fmi e della Banca Mondiale.
E "bisogna fare di più" anche sul fronte della riforma finanziaria, sottolineano i Grandi che, anche a Toronto, si "impegnano ad agire di concerto per una riforma del sistema finanziario", sulla strada di quanto già messo nero su bianco nei precedenti vertici. Alla ricerca di "nuovi standars" che dovranno tener conto dell'impatto macroeconomico. Ma anche in quella del rafforzamento delle Ifi (le istituzioni finanziarie internazionali). Ancora una volta, poi, da Toronto si alza una sola voce contro il protezionismo. "In un momento in cui la crisi economica mondiale rpovocava il più brusco calo degli scambi commerciali in più di 870 anni, il G20 ha scelto di lasciare i mercati aperti". E questa - si ribadisce - "é la scelta giusta". La 'palla' quindi passa a Seul, dove tra meno di cinque mesi - l'11 ed il 12 novembre - il G20 tornerà a riunirsi.
NUOVI INCIDENTI A TORONTO, ARRESTI SALGONO A OLTRE 580 - La polizia di Toronto ha lanciato per il secondo giorno consecutivo gas lacrimogeni contro i dimostranti anti-G20 facendo scattare una nuova serie di arresti che hanno portato il totale a oltre 500. I nuovi incidenti sono divampati quando un gruppo di alcune centinaia di dimostranti si sono diretti verso un centro di detenzione temporaneo allestito dalla polizia di Toronto facendo scattare la reazione della polizia e il lancio dei lacrimogeni. Quasi ventimila poliziotti hanno pattugliato le strade della città effettuando tra sabato e domenica 584 arresti. Un raid della polizia al campus dell'Università di Toronto ha portato a settanta arresti, si ritiene non si tratti di studenti. Sostenitori degli arrestati hanno circondato un film studio trasformato in centro di detenzione per protestare contro gli arresti. Una protesta pacifica si è svolta in un parco del centro con alcune centinaia di persone. Questi episodi si sono svolti non senza polemiche. Nel corso di una conferenza stampa, il Toronto Mobilization Network ha denunciato la brutalità della polizia che non ha difeso le vetrine dei negozi o delle banche, ma ha circondato e fermato i dimostranti con aggressività. Durante la mattina la polizia aveva fatto una incursione preventiva nell'area della università di Toronto arrestando una serie di giovani Sugli episodi di violenza di sabato, in cui hanno marciato circa trentamila persone, il capo della polizia di Toronto Bill Blair ha dichiarato che "non si era mai visto un tale livello di sfrenata criminalità e distruzione sulle nostre strade". La polizia ha invitato chiunque abbia scattato fotografie di fornirle per poter compiere ulteriori indagini sulle violenze di sabato pomeriggio.

Ora Nazionale nel mirino, Calderoli: ''Stop a immigrati di lusso nel calcio''

Che vergogna''. ''Abbiamo sbagliato tutto''. ''La Nazionale della Padania avrebbe giocato meglio''. Finita 3-2 la partita con la Slovacchia, l'Italia è fuori dal Mondiale e bersaglio delle critiche che arrivano anche dal mondo politico.
Dà fuoco alle polveri il leghista Roberto Calderoli. ''Semplicemente ridicoli. Pagati milioni, gambe di gelatina e fiato corto - ha dichiarato il ministro della il ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie della Lega Nord -. Con questa sconfitta si conclude indecorosamente questa via crucis della Nazionale, il cui epilogo era comunque scontato. Mi spiace per i tifosi, mi spiace decisamente di meno quando penso all'arroganza di Marcello Lippi e ai capricci di alcuni 'bambini viziati' della Nazionale, che non volevano neppure rinunciare a dei premi che tanto tutti sapevano che mai avrebbero preso".

.Questa prematura eliminazione - ha aggiunto - non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il Campionato e la Coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore. Purtroppo per Lippi, però, in Nazionale non possono giocare gli immigrati di lusso dello sport e questi risultati ne sono la logica conseguenza. Ora, pensiamo a far giocare nelle nostre squadre di club i giocatori nostrani, i prodotti dei nostri vivai, e prima di finire tutti 'nel pallone' lasciamo perdere le discussioni sulla Nazionale e sul calcio - ha concluso - torniamo ad affrontare i problemi veri del Paese, i problemi che interessano le famiglie, i lavoratori e le imprese....".
Per il leghista Matteo Salvini, ''vent'anni fa Fini avrebbe detto che la Slovacchia non esisteva, perché in realtà non esisteva. Oggi invece si è accorto che esiste, eccome. Così, speriamo che tra vent'anni potrà dire che esiste anche la Padania''. ''Speravo - ha detto commentando il match al 'Salotto dei Mondiali', in diretta streaming sul sito www.adnkronos.com - che l'Italia andasse avanti e l'esultanza a Radio Padania è stata solo per i gol azzurri, ma ho visto la formazione più triste della mia vita, con l'allenatore più antipatico ed è uscita fuori questa figuraccia. La Nazionale della Padania avrebbe giocato meglio'', ha aggiunto.
Delusione anche nelle parole di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, rilasciate all'ADNKRONOS: ''C'è la conferma che abbiamo sbagliato tutto. Non si possono lasciare a casa giocatori come Cassano, Balotelli e Totti...''.
Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera, replica a Calderoli. ''E' più molesto di una vuvuzela. Il ministro ci conceda un po' di tregua e per un po' smetta di lanciare proposte provocatorie e razziste", ha detto Donadi, osservando che anche quattro anni fa, quando abbiamo vinto il Mondiale, ''il nostro campionato era pieno di stranieri''.