9 gennaio 2012

Pd,lotta evasione centrale per equita'


''La lotta all'evasione e' un clou per dare il segno dell'equita'. Sono importanti queste iniziative della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate''. E' quanto ha affermato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a Reggio Emilia per le celebrazioni per i 215 anni del primo Tricolore.
''E' importante mettere a sistema un insieme di banche dati che consenta un incrocio utile a debellare come metodo l'evasione''.

Cameron: 'Blocchero' la Tobin Tax europea'

Cameron ha detto che blocchera' una Tobin Tax europea. Alla Bbc, il premier ha detto: ''se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle transazioni nel loro Paese dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l'idea di una nuova tassa europea quando quella tassa non verra' introdotta in altri luoghi non penso sia logica e la blocchero'''.
Cameron ha sottolineato come imporre la tassa in Europa senza che simili misure vengano introdotte altrove danneggerebbe soltanto i posti di lavoro e la prosperita' dei Paesi europei. In risposta a quanto dichiarato dal ministro delle Finanze francese Francois Baroin - che ha affermato che la Francia potrebbe introdurre la tassa, nonostante l'ostilita' britannica - il premier ha detto che i francesi sono liberi di fare quello che vogliono e ha aggiunto: ''In realta' una tassa sulle transazione in Gran Bretagna esiste gia' e abbiamo uno dei mercati piu' competitivi e di successo.
Ma l'idea di una nuova tassa europea, quando quella tassa non esistera' in altri luoghi, credo non abbia senso e la blocchero' a meno che il resto del mondo si metta d'accordo nello stesso momento e introduca un qualche tipo di tassa''.

8 gennaio 2012

Monti a Sarkozy: ''Da Italia sforzo senza pari, ora agisca l'Europa''

'Crediamo nell'euro, nell'Europa e siamo d'accordo sul fatto che ognuno debba prendere le decisioni necessarie'' per affrontare la situazione la crisi. Così il presidente francese, Nicolas Sarkozy, al termine dell'incontro all'Eliseo con il premier Mario Monti.
"L'Italia e la Francia condividono una perfetta identità di vedute sull'avvenire dell'Europa e per risolvere la crisi di fiducia che è oggi al cuore dell'eurozona" ha detto il presidente francese, rimarcando "la competenza e le decisioni rapide" prese dal governo Monti per fare fronte alla situazione italiana. Sarkozy ha poi confermato che il 20 gennaio sarà a Roma con Monti e il cancelliere tedesco, Angela Merkel.
Il presidente del Consiglio dal canto suo ha sottolineato come sia ''essenziale" che "quella fiducia che noi abbiamo nell'euro" venga "condivisa dai mercati e questo permetta ai tassi di scendere". "Ci siamo trovati profondamente d'accordo sul fatto che in una fase così delicata dell'Ue è essenziale che ogni stato membro faccia fino in fondo quello che deve fare per consolidare il bilancio e realizzare riforme" ha affermato Monti che si è detto ''grato a Sarkozy per aver confermato la disponibilità" all'incontro di Roma per preparare l'eurogruppo del 23 gennaio e "soprattutto il Consiglio d'Europa". "Fa molto piacere vedere la fiducia con cui la Francia guarda all'Italia". "L'Europa - dice Monti - si è dimostrata più debole di quanto pensavamo che fosse e questo in particolare per le difficoltà a fare fronte ad una crisi che non riguarda l'euro ma riguarda gli aspetti finanziari e di bilancio pubblico di alcuni paesi". Ora, "l'Ue deve riuscire "da una maggiore integrazione'' ad accrescere la sua ''produttività e la crescita'' per trovare ''uno spazio adeguato'' nel nuovo equilibrio del mondo. Un mondo in cui le economie emergenti hanno "ritmi vertiginosi, mentre in Europa la crescita sta rallentando e rischia di fermarsi". L'Ue rischia "la nascita e lo sviluppo di incomprensioni di fondo tra le popolazioni e gli Stati membri con il ritorno a pregiudizi tra il Nord e il Sud Europa tra i vecchi e i nuovi Paesi e questo con un potenziale di divisione molto grande", è l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio. Che però resta fiducioso: "L'Europa è sempre stata capace di trasformare le difficoltà in momenti di sviluppo".
Uno sforzo che l'Italia sta cercando, per quanto riguarda la sua parte, di concretizzare: "L'Italia ha fatto sforzi senza pari rispetto agli altri Stati membri, era giusto che lo facessimo e gli italiani hanno accettato, però hanno bisogno di vedere anche i benefici in termini di riduzione dei tassi di interesse, che tuttora sono molto elevati".

Saldi: Federconsumatori, 223 euro a famiglia. In calo del 19% su 2011

Continuano i saldi e le previsioni non cambiano: le famiglie italiane spenderanno circa 223 euro, con un -19% sul 2011. Lo sottolinea, in una nota, l'Onf, osservatorio nazionale Federconsumatori, tramite il proprio campione dislocato in tutto il territorio nazionale, nelle piccole come nelle grandi citta'.
''Seppure il numero delle famiglie intenzionate a comprare a saldo rimane pressoche' invariato rispetto allo scorso anno (circa il 44-45%, pari a 10,8 milioni di famiglie) - spiega l'Onf -, la spesa si sta assestando a cifre piu' basse.
Complessivamente ammontera' ad appena 2,4 miliardi di euro.
Confermiamo quindi che ogni famiglia che acquistera' a saldo spendera' circa 223 euro, il 19% in meno rispetto allo scorso anno ( 277 euro a famiglia)''.
Dopo queste risultanze molto negative, sia per quanto riguarda le vendite natalizie, sia per quanto riguarda i saldi e sia anche per quanto riguarda il mercato in generale, ''si rende quale imperativo categorico accelerare la fase di rilancio della politica economica e quindi di maggiore sviluppo per il paese. Solo cosi' si puo' evitare l'avvitamento di manovre di riequilibrio dei conti una dietro l'altra con effetti dirompenti nel potere di acquisto delle famiglie e depressive per il mercato. Le risorse necessarie a cio' si prendano laddove esistono: patrimoni, ricchezze, rendite finanziarie e determinatissima lotta all'evasione fiscale''.
Ed inoltre, conclude, ''accelerare la fase di modernizzazione di interi settori della nostra economia, attraverso liberalizzazioni e modifiche strutturali che ridiano competitivita' al sistema, migliori servizi a prezzi e tariffe inferiori''.

6 gennaio 2012

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL TOP DATI 2011

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre e' al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. E' il tasso piu' alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l'Istat (dati destagionalizzati e provvisori).
DISOCCUPAZIONE NOVEMBRE 2011 SALE A 8,6% - Il tasso di disoccupazione a novembre é all'8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie. DISOCCUPAZIONE III TRIMESTRE SALE 7,6%,GIOVANI 26,5% - Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2011 è pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto a un anno prima. Lo rileva l'Istat in base a dati non destagionalizzati. Inoltre, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni aumenta al 26,5% dal 24,7% del terzo trimestre 2010. (ANSA).
RECORD DISOCCUPAZIONE LUNGA DURATA IN TERZO TRIMESTRE 2011 - Nel terzo trimestre del 2011 sale nuovamente l'incidenza della disoccupazione di lunga durata (che perdura cioé da oltre 12 mesi), raggiungendo il 52,6% dal 50,1% del terzo trimestre 2010. Lo rileva l'Istat, precisando che, in base al confronto tendenziale, si tratta del livello più alto dal terzo trimestre del 1993, ovvero dall'inizio delle serie storiche ricostruite.
DISOCCUPAZIONE GIOVANI DONNE MEZZOGIORNO A 39% - Il tasso di disoccupazione giovanile nel terzo trimestre del 2011 tocca un picco del 39% per le donne tra i 15 e i 24 anni del Mezzogiorno. Lo rileva l'Istat.

PENSIONI IN PESOS PER GLI ITALIANI IN ARGENTINA: A BUENOS AIRES RIUNIONE IN AMBASCIATA CON AFIP E BAN

Il pagamento delle pensioni ai connazionali in Argentina è stato al centro dell’incontro svolto il 30 dicembre scorso alla nostra Ambasciata a Buenos Aires.
Ne dà conto il Consolato di Rosario, spiegando che al centro della discussione è stato il pagamento in pesos – e non in euro – delle pensioni, così come imposto dalle recenti restrizioni valutarie adottate dal Governo argentino, che, tra l’altro, prevede anche una autorizzazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate AFIP (Administraciòn Federal de Ingresos Públicos) per tutti coloro che intendono acquistare valuta estera.
Praticamente, potranno riacquistare valuta estera dopo aver ricevuto la pensione in pesos solo quei pensionati che risultano iscritti all’AFIP.
Nell’incontro di Buenos Aires, con i rappresentanti del Banco Central e dell’AFIP, dinanzi alle perplessità e preoccupazioni rappresentate dai funzionari dell’Ambasciata, i rappresentanti del Banco Central hanno ricordato che non esiste nessun obbligo internazionale dell’Argentina a corrispondere le pensioni in euro e l’Ente Tributario (AFIP) ha proposto di essere disposto a concedere una dilazione all’assunzione del pagamento in pesos delle 40.000 pensioni italiane a condizione che si arrivi alla stipula di un accordo con l’INPS per lo scambio di dati relativi ai nominativi dei pensionati e degli importi percepiti.
L’AFIP ha pure chiarito che nel caso in cui non si possa giungere alla firma di un accordo con l’Istituto italiano, a partire dai prossimi mesi (la data non è stata ancora comunicata), verrebbero applicate le nuove disposizioni che prevedono il pagamento in pesos delle pensioni italiane e la possibilità di acquisto di divisa straniera su autorizzazione alla compravendita da parte dell’AFIP. (aise)

Monti: ''Da Italia sforzo senza pari Verso pareggio bilancio nel 2013''

L'Italia lavora mano nella mano con la Francia così come con la Germania per proseguire insieme verso la costruzione europea". E' quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine del suo incontro a Parigi con il premier francese François Fillon.
"Tra Francia e Italia c'è identità di vedute quasi totale" ha rilevato dal canto suo Fillon al termine della colazione di lavoro. "Sono molto grato" a Monti, ha aggiunto il premier francese, "per il lavoro eccezionale che sta facendo per restituire valore alla costruzione europea e all'eurozona".
In particolare, ha voluto sottolineare Monti facendo eco alle parole di Fillon, "l'intesa tra Francia e Italia non soltanto su temi bilaterali ma, e questo è importante in modo particolare, su come costruire la costruzione europea e sulla sua governance è totale".
Intervenendo al convegno 'Nouveau Monde', il professore ha poi osservato che ''l'Europa si è dimostrata più debole di quanto pensavamo che fosse e questo in particolare per le difficoltà a fare fronte ad una crisi che non riguarda l'euro ma riguarda gli aspetti finanziari e di bilancio pubblico di alcuni paesi''.
''L'Ue deve riuscire da una maggiore integrazione'' ad accrescere la sua ''produttività e la crescita'' per trovare ''uno spazio adeguato'' nel nuovo equilibrio del mondo, ha scandito il premier. L'Europa è come "un alpinista che cammina su un crinale". Si tratta di un "momento cruciale" ma "si può raggiungere la meta".
Durante il suo intervento al convegno, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha rimarcato che "il modo in cui la crisi è stata gestita negli ultimi mesi è stato sicuramente molto deludente", e "l'Ue si è dimostrata inadeguata", e occorre "dare all'Ue una vera banca centrale per gestire la stabilità e la liquidità del mercato".
''Ancora non abbiamo una soluzione alla crisi finanziaria", ha sottolineato Passera, precisando che "non esiste comunque una soluzione unica ma diverse". Tra queste, sicuramente il nuovo Patto di bilancio Ue, il "fiscal compact", è un "passo nella giusta direzione", come anche il semestre europeo, ma "l'Ue deve essere all'altezza delle sue aspettative".
Per questo "abbiamo bisogno di più innovazione e ricerca e investimenti, dobbiamo avere il coraggio di costruire questa competitività e affrontare la crisi con gli strumenti giusti", ha ammonito il ministro, per il quale "certamente ci stiamo muovendo nella buona direzione, certamente non ci stiamo muovendo sufficientemente veloci".
"Ogni Paese ha le sue priorità e le sue caratteristiche - ha detto Passera - quindi non c'è un piano d'azione che vada bene per tutti" per uscire dalla crisi, ma ogni stato deve dare il suo contributo, e l'Italia in questo senso "è un caso emblematico".

5 gennaio 2012

Lavoro: Fornero ha visto Camusso Al via contatti informali con parti sociali

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, incontrerà il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia sulla riforma del mercato del lavoro mercoledì 11 gennaio. L'incontro secondo quanto si apprende dovrebbe tenersi nel pomeriggio.
Il ministro nei giorni precedenti incontrera' lunedì i segretari generali della Cisl e della Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e martedì il numero uno dell'Ugl Giovanni Centrella. Mentre con il segretario generale della Cgil un primo faccia a faccia gia' c'e' stato nei giorni scorsi.
Con un incontro riservato, non a Roma, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha avviato i confronti informali con i leader delle parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Un primo faccia a faccia con Susanna Camusso, la leader della Cgil che ha criticato il metodo degli incontri bilaterali separati, e che fino al momento dell'incontro a mantenuto alto il pressing sul governo per chiedere "un confronto serio e onesto". Per la Cgil si è trattato di "un incontro usuale, di carattere informale, per definire l'agenda di lavoro" mentre "ora è auspicabile il ritorno a modalità di confronto ordinarie e vere".
La fase di incontri informali con le parti sociali, ha spiegato il ministero, proseguirà la prossima settimana con gli altri leader sindacali e con i rappresentanti delle imprese. E al termine verrà definita l'agenda di temi e modalità per il confronto che porterà "nei tempi brevi indicati dal Presidente del Consiglio Mario Monti" al varo della riforma.
Dalla Cgil anche un pressing su Cisl e Uil per una posizione unitaria, non senza stoccate sul diverso approccio nei confronti del governo. "Bisogna concordare uno spartito, non si può chiedere ogni giorno la concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati", ha sottolineato il sindacato guidato da Susanna Camusso: all'appuntamento con il governo "con Cisl e Uil serve arrivarci con una posizione comune".
E la Cisl ha replicato: la gravità del momento non consente di "innescare polemiche pregiudiziali o peggio ancora di esprimere giudizi caricaturali sulle posizioni altrui"; verificheremo nei fatti, ha sottolineato il sindacato di Raffaele Bonanni, "la reale volontà sia del governo sia delle altri parti sociali di fare una vera trattativa", di arrivare a quel "patto sociale" che serve al Paese. Mentre il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha preannunciato "una discussione tutti insieme", tra sindacati, prima degli incontri con il Governo (poi di fatto anticipata dall'incontro Fornero-Camusso), ed è certo che di fronte ad una situazione "carica di incognite", con un "anno difficilissimò da affrontare, le forze sindacali troveranno la forza di "una posizione unitaria".

Monti taglia le polemiche sugli stipendi "onorevoli": "Decidono le camere"


In relazione al titolo di un quotidiano secondo il quale, in caso di inerzia del Parlamento in merito ai trattamenti economici dei senatori e dei deputati, interverrebbe il governo, la Presidenza del Consiglio fa sapere che la competenza appartiene alle Camere e non esistono poteri sostitutivi in materia". E quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Monti, poi ha lasciato Palazzo Chigi e Roma. Il premier è diretto a Bruxelles, anche se da calendario, è atteso a Parigi solo domani.
E GIOVANNINI SPIEGA ANCORA - "Sono rimasto un po' dispiaciuto di alcuni degli interventi che ho visto fare in questi giorni". Cosi' a Radio 24 Enrico Giovannini, presidente Istat e titolare della commissione che lavora sulla comparazione degli stipendi dei parlamentari. "La commissione e' composta da esperti, anche internazionali, che non hanno interessi particolari in questa questione e sono al servizio dello Stato e hanno fatto del loro meglio. Quello della commissione e' un lavoro di tipo tecnico. La legge ci imponeva una scadenza, noi l'abbiamo rispettata pubblicando quello che ritenevamo pubblicabile ancorche', come alcuni giornali hanno correttamente riportato, con una serie di note metodologiche molto dettagliate", spiega Giovannini.
"Il punto e' se queste informazioni possono essere sufficienti, parliamo dei parlamentari, per assumere delle decisioni. Noi crediamo che, al di la' del fatto di calcolare una media aritmetica ponderata come dice la legge, che deve essere calcolata su dati perfettamente comparabili, le informazioni fornite possano essere di ausilio a chi deve prendere decisioni. I dati sono sufficienti non solo per dibattere nella pubblica opinione ma anche per prendere decisioni da parte di chi queste decisioni le deve prendere", conclude Giovannini.

Napolitano: "Debito pubblico, Italia affidabile. Garantisce Monti"

Il presidente del Consiglio Mario Monti "ha questa forte pezza d'appoggio del decreto approvato dal parlamento, che veramente e' la prova concreta di come l'Italia sia anche dal punto di vista del debito pubblico un paese pienamente affidabile". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi a Napoli.
"Rispetto a una fase fase precedente c'e' meno rassegnazione all'impossibilita' di concordare riforme, c'e' piu' apertura e ci sono contatti in corso che spero approdino a dei risultati in materia soprattutto di riforme istituzionali, regolamentari ed anche qualcuna con implicazioni costituzionale".
"Penso che Monti, per la sua esperienza di governo europea, per la sua competenza e la sua autorevolezza, ha tutti i titoli per poter porre questioni che riguardano il modo di garantire rigore e crescita in Europa". Poi, aggiunge, "vedremo quali sono esattamente le proposte del governo italiano al tavolo delle discussioni preparatorie del Consiglio europeo di fine gennaio".