4 gennaio 2012

Cassa integrazione: il sistema produttivo resiste ma non cresce, allarme disoccupazione. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

Il dato delle ore autorizzate di Cassa Integrazione a dicembre indica che sta proseguendo il trend in discesa e che il sistema produttivo italiano resiste ma non cresce. La minore diminuzione della Cassa Integrazione Ordinaria, rispetto alle altre gestioni, conferma come l'inevitabile rallentamento dei consumi, derivante dalla pressione fiscale sui redditi fissi, incida sulla produzione di molte imprese.
Certamente si chiude un anno difficile, anche se in leggero miglioramento sul terribile 2010, ma non va sottovalutata la crescita delle richieste di indennità di disoccupazione che indica, invece, come aumenti il numero di chi ha perso il lavoro. Ed è proprio questo uno dei temi che occorre affrontare urgentemente per evitare che continui a costituire un'allarmante emergenza anche nel 2012.

LAVORO: ANGELETTI (UIL), MONTI CI ASCOLTI SERVONO PIU' AIUTI AUMENTARE POTERE D'ACQUISTO DI LAVORATORI E PENSIONATI

Per invertire la rotta della crisi si comincia dall'aumentare "il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati" e intanto si deve "ridurre la pressione fiscale sulle imprese". E' la proposta del segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, intervistato dall'Unità. Angeletti si dice convinto che rendere possibile questo scenario "é una questione di scelte politiche". "Decidere ad esempio, la riduzione dei costi della politica, che colpendo privilegi e razionalizzando le strutture - afferma Angeletti - come abbiamo indicato, porterebbe ad un risparmio di quattro cinque miliardi". Quanto alla necessità per il governo di stringere un patto con le parti sociali per presentarsi più forte in Parlamento, Angeletti è d'accordo con il segretario della Cgil, Susanna Camusso. "Questo governo è nato per mancanza di alternativa - aggiunge il sindacalista - ma sarebbe più autorevole se si presentasse con la carta di un chiaro consenso sociale alle spalle. Noi siamo pronti, sapendo che non andiamo lì ad ascoltare una qualsiasi riforma del mercato del lavoro ma per discutere di tutto, dal fisco ai salari, al mercato del lavoro, alle pensioni".

Inflazione: i carburanti infiammano i prezzi, 2011 da record al 2,8%

Inflazione record per il 2011, con l'indice sui prezzi al consumo che mostra un tasso medio del 2,8%, il piu' alto dal 2008. Lo rileva l'Istat, specificando che a dicembre l'inflazione si e' attestata al 3,3% su base annua, invariata rispetto al mese precedente.
A spingere in alto i prezzi sono stati piu' che altro i carburanti, con il prezzo della benzina che a dicembre ha registrato un aumento del 15,8% su base annua, mentre quello del gasolio e' addirittura salito del 24,3% sempre rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,3% dal 2,4% di novembre.
In forte crescita anche i prezzi nel settore trasporti (+7,1%), abitazione, acqua, elettricita' e combustibili (+6,3%) e bevande alcoliche e tabacchi (+6%).
Insorgono le associazioni dei consumatori, mentre i commercianti se la prendono con gli aumenti delle accise e delle bollette che lasciano al palo i consumi. L'Adiconsum chiede al ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, di convocare un tavolo sui carburanti ''per trovare soluzioni che ridimensionino i prezzi ormai schizzati alle stelle'', mentre il Codacons prevede una stangata da 1.059 euro per una famiglia media.
La Confesercenti chiede al Governo un sostegno alle Piccole e medie imprese per dare impulso allo sviluppo del paese. Sulla stessa linea anche la Confcommercio, preoccupata per un uteriore incremento del tasso d'inflazione. ''Alla luce degli aumenti gia' decisi per gennaio, delle tensioni in atto sulle materie prime petrolifere, acuite dal deprezzamento dell'euro, e dei possibili ulteriori aumenti dell'Iva - afferma Confcommercio - porta ad ipotizzare come anche nell'anno appena iniziato l'inflazione continuera' a registrare tassi d'incremento abbastanza elevati. E questo rischia di acuire le difficolta' di famiglie e imprese nella gia' difficile fase di congiuntura economica che il Paese sta vivendo''.
Per la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, ''il 'caro-benzina' continua a tenere in tensione i prezzi dei prodotti alimentari (+2,9% a dicembre su base annua) e costringe una famiglia su tre a tagliare i consumi a tavola, complice anche il perdurare di una crisi economica che nello scorso anno aveva portato a un calo delle vendite agroalimentari tra lo 0,5 e l'1,5% e a un cambiamento radicale del carrello della spesa''.
Anche i sindacati sono sul piede di guerra. Per la Cisl e' necessaria al piu' presto una riforma fiscale per sostenere il reddito delle famiglie per evitare anche, come afferma il segretario confederale del sindacato, Maurizio Petriccioli, che ''nel 2012 il livello dei prezzi continui ad essere sostenuto dalla componente fiscale, con ulteriore danno per il potere di acquisto delle famiglie''. Per l'Ugl infine bisogna intervenire alla radice del problema intervendo sui sistemi di approvvigionamento energetico del nostro paese.

Monti, l'Europa non deve piu' temere l'Italia

''L'Europa non ha piu' nulla da temere dall'Italia''. E' quanto afferma il presidente del consiglio, Mario Monti, in una intervista al quotidiano francese Le Figaro a due giorni dalla visita del premeir in Francia dove incontrera' il presidente Nicolas Sarkozy. Monti sottolinea che l'Italia ''dispone di una materia prima molto rara in Europa ed e' il consenso di fondo dell'opinione pubblica in favore dell'integrazione europea''. Monti ricorda di essere stato commissario europeo per dieci anni e ''il presidente della Repubblica e' un europeista convinto''. ''Abbiamo messo l'Europa al centro delle nostre preoccupazioni''. Monti poi elogia gli italiani che hanno accolto ''con flemma britannica le misure molto dure che sono state adottate. Hanno dimostrato un senso di responsabilita' ammirevole''. Il presidente del consiglio inoltre rileva che ''tutti gli analisti hanno convenuto che l'Italia ha fatto il suo dovere''. In vista dell'incontro di venerdi' con Sarkozy, il premier afferma che Italia e Francia ''presentano un approccio largamente condiviso sulla governance economica dell'Europa''. Sull'asse franco-tedesco, Monti indica che ''l'armonia tra Francia e Germania e' una condizione strettamente necessaria al buon funzionamento e allo sviluppo dell'Europa'', ma oggi ''non e' piu' sufficiente''.

3 gennaio 2012

Lavoro: Bersani, divisione sindacati non ha portato a nulla

''Veniamo da una esperienza di divisione nel mondo del lavoro che non ha portato a nulla''.
Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani intervistato da Sky Tg24 auspicando che le parti sociali ritrovino quell'unita' realizzata nell'accordo del 28 giugno scorso e ''proseguire quindi su questa strada''.
Per quanto riguarda la questione degli incontri bilaterali o tutti assieme delle parti sociali, in particolare dei sindacati, con il govwerno Bersani ha detto: ''Spero proprio che questioni di metodo non impediscano di affrontare la sostanza. Questa questione del formato degli incontri va risolta col buon senso, senza creare pregiudiziali e di vivisioni in premessa. Bisogna riuscire ad affrontare le questioni. Questioni che sono il lavoro che cala, una recessione, portare soccorso a chi perde il lavoro ma anche per il lavoro che manca. C'e' poi da prevedere un sistema di soccorso a chi il lavoro non ce l'ha e aiutarlo ad averlo. E' il grande tema della precarieta', di una flessibilita' diventata precarieta' per una fascia enorme di giovani: dobbiamo assolutamente porre un rimedio. E' ora di affrontare la questione diopo anni che e' stata ampiamente inevasa''.

E' bufera sugli stipendi dei parlamentari Camera: indennità al netto è di 5 mila euro

Tenendo conto dei differenti regimi fiscali, l'ammontare netto dell'indennità parlamentare, erogato ai nostri deputati, risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento". E' quanto precisa una nota dell'ufficio stampa della Camera in merito al rapporto della commissione Giovannini sullo stipendio dei parlamentari. L'indennità parlamentare in valori netti dei deputati italiani non è superiore a quella dei colleghi di Francia e Germania. Anzi, secondo dati elaborati dalla Camera, è leggermente inferiore: nel nostro Paese l'indennità è di circa 5000 euro contro i 5030 della Francia, i 5100 della Germania e i 5400 dell'Austria. Inferiore invece nei Paesi Bassi dove l'indennità degli onorevoli si ferma a 4600 euro.
La nota dell'ufficio stampa della Camera è arrivata in serata dopo la pubblicazione dei risultati della commissione Giovannini. A scatenare le polemiche tra i Poli è stato il confronto tra le indennità in Italia e nel resto dell'Ue: dai dati risulta che i deputati e senatori italiani si mettono in tasca il 60% in più rispetto alla media europea. Le reazioni sono varie. C'è chi si difende: ''Prendiamo meno di tutti''. Chi fa commenti sarcastici, come l'esponente pidiellina Alessandra Mussolini: ''Affidiamo il completamento del lavoro della Commissione a Stella e Rizzo, i due giornalisti che hanno scritto sui privilegi della 'casta politica'''. Tutti all'unisono denunciano: ''Basta con l'antipolitica''. Il presidente del Senato, Renato Schifani, contesta: ''Il documento è stato provvisoriamente acquisito dal sito del Dipartimento della Funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale'' al Senato da parte del governo. Poi precisa: ''Le decisioni sui tagli saranno prese dal Consiglio di presidenza, unico organo deputato a decidere sulla materia''. In serata si fa sentire anche l'ufficio stampa della Camera che sottolinea: ''Tenendo conto dei differenti regimi fiscali, l'ammontare netto dell'indennità parlamentare erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento''.Al di là dei risultati, provvisori peraltro, della commissione Giovannini, Camera e Senato sono già al lavoro sui costi della politica e, spiegano ambienti parlamentari, Renato Schifani e Gianfranco Fini sono intenzionati a mantenere l'impegno di ridurre ulteriormente le spese entro la fine di gennaio. Il prossimo capitolo su cui si interverrà è quello dei collaboratori. Finora ogni parlamentare disponeva di una somma destinata alle spese per lo staff. Una cifra forfettaria, senza alcun obbligo di dimostrare se e quanto pagato per i collaboratori. Si tratta si 3690 euro per ciascun deputato e 4180 per ogni senatore. L'intenzione, viene spiegato da fonti parlamentari, e' quella di eliminare questa voce per far gestire direttamente alle amministrazioni di Camera e Senato le spese per gli staff. "Sarà il primo punto all'ordine del giorno della prossima riunione dell'ufficio di presidenza", si spiega da ambienti della Camera. Tra le ipotesi di lavoro sulla riduzione dei costi c'è anche quella di intervenire sul capitolo trasporti: basta voli e treni gratis per i parlamentari. Dei tagli, al Senato, si occuperà il consiglio di presidenza, come specificato dallo stesso Schifani. Il presidente del Senato, però, ha voluto oggi coinvolgere nella questione anche i capigruppo di tutte le forze politiche di palazzo Madama, facendo inviare a tutti una copia del rapporto Giovannini.

Governo: dal 9 gennaio gli incontri sulla riforma del lavoro, spunta l'ostacolo del referendum elettorale

Mario Monti conferma di ritenere decisivo il dialogo tra sindacati e governo sulla riforma del mercato del lavoro e sui provvedimenti economici che dovrebbero avviare crescita e sviluppo. Il problema, avverte il premier, e' quello di fare in fretta e di distinguere tra dialogo e concertazione. Entro il 23 gennaio, quando a Bruxelles si riuniranno i ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi che adottano l'euro con all'ordine del giorno le questioni del lavoro e dello sviluppo, il governo italiano dovra' avere pronte le proprie riforme su queste materie. Il che significa che il governo, dopo la consultazione con le parti sociali, prendera' in autonomia le proprie decisioni. L'attuale esecutivo ritiene percio' superato il metodo della concertazione di inizio anni Novanta quando le misure per far fronte al risanamento dell' economia e all'ingresso nel novero dei paesi dell'Unione europea che adottavano l'euro venivano prese con l'accordo preventivo delle parti sociali. Da lunedi' 9 gennaio inizieranno le consultazioni tra governo e sindacati con incontri separati tra Elsa Foriero, ministro del Lavoro, Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, e i singoli leader sindacali per avviare quella che e' stata definita una prima fase in cui monitorare le singole proposte. Poi si procedera' da parte del governo a formulare precise ipotesi di riforma. Ieri Cgil, Cisl e Uil avevano in particolare rivolto un appello al governo per il varo di un piano straordinario del lavoro. ''Senza concertazione il paese andrebbe allo sbando'', dichiara Raffaele Bonanni, leader della Cisl, che sottolinea come il premier Monti dovrebbe improntare le scelte del governo ''a un patto trasparente, perche' mettere la fiducia e non consultare i sindacati susciterebbe un clima torbido''. Bonanni invita il governo a ''realizzare un patto con imprese e sindacato''. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, auspica che il confronto con il governo Monti non vada sprecato: ''Temi in agenda e tempi dell'agenda sono egualmente importanti''. Poi aggiunge: ''Occorre definire le priorita', poi aprire tavoli di approfondimento. Per la Cgil le priorita' possibili sono fisco, crescita, lavoro, produttivita', pensioni e rappresentanza''. A chiedere di essere consultati nella fase propedeutica che prepara le riforme del mercato del lavoro sono anche i partiti che sostengono l' esecutivo. In particolare il Pdl, che ha piu' volte avvertito di ritenere indispensabile il dialogo permanente con il governo. Pure il Pd ritiene utile il confronto preventivo. Per Stefano Fassina, responsabile economico del partito, occorre concentrarsi su ''crescita e riforma degli ammortizzatori sociali''. C'e' intanto un altro problema all'orizzonte per il governo che pur non coinvolgendolo direttamente potrebbe comprometterne la durata. Si e' appreso che la Corte costituzionale si pronuncera' sul referendum elettorale l'11 gennaio, data in cui e' stata convocata la Camera di Consiglio sui due quesiti che hanno come obiettivo l'abrogazione dell'attuale legge in vigore dal 2005 che prevede le liste bloccate (senza preferenze a disposizione dell'elettore) e il premio di maggioranza. L'11 gennaio i giudici costituzionali ascolteranno gli avvocati del Comitato promotore, che fa capo a Arturo Parisi e ad Andrea Morrone, poi iniziera' la discussione a porte chiuse. La decisione sull'ammissibilita' dei quesiti potrebbe arrivare nel pomeriggio. Relatore sara' Sabino Cassese, professore di diritto amministrativo e nominato giudice costituzionale dal presidente della Repubblica. L'obiettivo dei quesiti, qualora fossero accolti dalla Corte costituzionale, puntano al ritorno al cosiddetto Mattarellum che era la legge elettorale in vigore dal 1993. Quelle norme avevano superato il sistema proporzionale con l'introduzione di un sistema misto, in base al quale i seggi della Camera erano assegnati per il 75% con l'elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali e per il restante 25% con metodo proporzionale. In caso di parere favorevole della Consulta, il referendum potrebbe essere fissato gia' per la prossima primavera. A quel punto i partiti sarebbero sollecitati a riaprire il confronto in Parlamento. Si e' piu' volte precisato nelle ultime settimane infatti che la riforma della legge elettorale e' materia che esula dalle attivita' di governo. Nell' eventualita' di un mancato accordo tra i partiti, potrebbe crescere la tentazione di elezioni anticipate che rinvierebbero la scadenza referendaria di un anno.

2 gennaio 2012

Monti prepara il 'Cresci-Italia'. Liberalizzazioni e lavoro sul tavolo

Ha trascorso tutto il giorno nell'ufficio di palazzo Chigi con i suoi piu' stretti collaboratori per prepare i prossimi appuntamenti. Soprattutto quelli internazionali. Mario Monti continua a lavorare a ritmo serrato per lanciare la 'fase due': sul tavolo i principali dossier politici ed economici. A cominciare dalle misure per lo sviluppo del cosiddetto 'cresci-Italia': dal pacchetto di norme sulle liberalizzazioni e la concorrenza (che dovra' essere pronto entro il 23 gennaio, quando ci sara' l'Eurogruppo a Bruxelles) alla riforma del mercato del lavoro, ai provvedimenti sulle infrastrutture.
Anche oggi e' stata una giornata di incontri e contatti. In mattinata il premier ha avuto un colloquio con il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario nazionale, per fare il punto sulle condizioni di vita e di cura all'interno degli ospedali psichiatrici giudiziari.
La prossima settimana, tra il 9 e il 15 gennaio, riferiscono fonti ministeriali, partira' il confronto tra il governo e le parti sociali. In prima battuta, sara' il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a incontrare i rappresentanti di lavoratori e associazioni imprenditoriali.
L'obiettivo e' quello di riformare il mercato del lavoro anche alla luce delle proposte che arriveranno dalle parti sociali. La mediazione, almeno nella fase iniziale delle 'trattative', e' affidata a Fornero, che preparera' il terreno in stretto contatto con il premier. Solo in un secondo momento, Monti incontrera' i leader delle associazioni per tirare le somme.
Gennaio sara' un mese ricco anche di impegni esteri per il capo del governo italiano. Si comincia il 6: il giorno dell'Epifania il premier sara' a Parigi per incontrare il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Durante la visita Monti, con il ministro dello Sviluppo e delle infrastrutture, Corrado Passera, partecipera' al convegno 'Nuovo Mondo', organizzato da M.Eric Besson, ministro francese dell'Industria. Il presidente del Consiglio prendera' la parola verso le 15.30 alla tavola rotonda 'Quale posto per l'Europa nel nuovo equilibrio internazionale'.
Il 18 gennaio il Professore e' atteso a Londra per un 'bilaterale' con il primo ministro David Cameron; il 21 si rechera' a Tripoli per riattivare il trattato di amicizia Italia-Libia. Monti ha tempo fino al 23 gennaio per definire la 'road map' delle riforme strutturali che vuole vedere l'Europa (il Cdm decisivo dovrebbe tenersi nella settimana tra il 16 e il 20).
Il premier non intende sfigurare alla riunione dell'Eurogruppo (che si terra' proprio il 23 a Bruxelles, dove partecipera' in qualita' di ministro dell'Economia). Il dossier Europa, infatti, e' considerato una priorita' per il governo, visto che stiamo attraversando una fase in cui lo spread continua a preoccupare (anche per l'ingente quantita' di titoli di Stato da collocare nei primi mesi dell'anno).
Il 30, sempre a Bruxelles, un altro appuntamento clou attende il presidente del Consiglio italiano: Monti sara' impegnato al vertice Ue straordinario dedicato proprio allo sviluppo. Entro il mese di gennaio, poi, anche se ancora non ci sono date ufficiali, il Professore dovrebbe andare in udienza dal Papa e volare a Washington per incontrare Barack Obama alla Casa Bianca.

Legge elettorale, l'11 gennaio la Consulta decide sul referendum

La Corte costituzionale si riunirà in camera di consiglio l'11 gennaio per decidere sui referendum elettorali. In mattinata è prevista la discussione degli avvocati in camera di consiglio. A partire dal pomeriggio è possibile la decisione della Consulta.

L'ora delle pensioni tracciate. L'Inps: niente contanti oltre i mille euro

L'Inps informa che sono state inviate circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalita' alternative di riscossione.
Come e' noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011 ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potra' essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze).
L'adeguamento alle nuove modalita' di pagamento dovra' avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potra' effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalita' di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.
La richiesta di variazione della modalita' di pagamento potra' essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di PIN, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale dell'Istituto. In alternativa, la richiesta potra' essere fatta presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalita'.