10 febbraio 2012

I GIOVANI? PRECARI E PRONTI AD EMIGRARE PUR DI LAVORARE/ L’INDAGINE DELLA FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO: I “MAMMONI” NON ESISTONO

Giovane, precario e pronto ad emigrare pur di lavorare. Uno sguardo alla realtà occupazionale del nostro Paese conferma questa equazione, sintomo di uno Stato non in salute. I giovani, anche quelli che restano a casa, non sono “mammoni” o “bamboccioni” ma sono costretti ad esserlo per via di un mercato del lavoro asfittico e non sorretto da percorsi accademici disallineati.
È questo il quadro che emerge da un'indagine della Fondazione Studi Consulenti del lavoro - categoria di professionisti nei cui studi sono gestiti oltre 7 milioni di rapporti di lavoro - che fotografa la realtà giovanile italiana , in questi giorni al centro dell'attenzione mediatica, dopo la battuta del Ministro Cancellieri.
"L'indagine – spiega Rosario De Luca, Presidente della Fondazione – si avvale della collaborazione di più di mille professionisti della categoria dislocati su tutto il territorio nazionale, ricchi dell'esperienza maturata nella gestione dei rapporti di lavoro e dei colloqui di lavoro normalmente svolti nell’ambito della propria attività professionale. Inoltre, vi sono le testimonianze dei datori di lavoro giornalmente assistiti. Ne emerge un quadro significativamente diverso rispetto al messaggio trasmesso in questi giorni, che quasi voleva rappresentare una debolezza voluttuaria dei “giovani” che non accedono alla professione perché attratti dalle coccole familiari".
"In realtà – prosegue – i dati obiettivi offrono una chiave di lettura profondamente distinta. Posta la precarietà, patologica, figlia della crisi e di un mercato del lavoro asfittico, non già frutto di una flessibilità dinamica e virtuosa, va detto che ben pochi elementi consentono di addossare agli stessi inoccupati la responsabilità del loro stato. Gran parte degli intervistati non pone alcun limite geografico alla ricerca della propria occupazione, ed anzi, intravede nel lavoro all’estero (88%) una migliore soddisfazione delle proprie esigenze ed aspirazioni. È così sfatata la falsa rappresentazione dei giovani italiani che non vogliono muoversi da casa (12%)".
Alla domanda "il lavoro, dove lo vorresti?", il 60% risponde "preferibilmente all’estero", il 28% "indifferente, anche all’estero", l’11% nella propria regione e l’1% nel proprio comune.
"Il problema – commenta De Luca – verosimilmente è strutturale: ciò che impedisce un livello occupazionale accettabile per un paese sano, che conduce in maniera sempre più rilevante addirittura alla resa quanto alla ricerca di una occupazione, non risiede tanto nelle scelte – giuste o sbagliate – di chi si accinge al mondo produttivo, ma piuttosto nella crescente inadeguatezza del sistema formativo: l’Università appare sempre più inadeguata a creare professionisti dotati delle competenze effettivamente richieste dalle imprese (90%) , né i percorsi formativi successivi rispondono adeguatamente alle richieste conoscenze specifiche".
Nella tabella "Gli introvabili" si dà conto delle figure di difficile reperimento nel mercato del lavoro italiano, e cioè: informatici e telematici (40,7%), idraulici ed esperti di impiantistica (36%), personale delle professioni sanitarie (36%), ingegneri meccanici (36%), cuochi in alberghi e ristoranti (33,4%), conduttori di macchine per il movimento a terra (34,8%) e, infine, camerieri e assimilati (28%).
Questo a significare che in Italia "c’è un sistema di istruzione – formazione del tutto disallineato rispetto al mondo produttivo, con una insensibilità alla domanda, che invece proviene forte, di figure tecnico-professionali da impiegare in ruoli e settori chiave".
Alla domanda sull’utilità della laurea nella ricerca del lavoro, il 60% ha risposto che è stata "utile ma non sufficiente", il 30% inutile e il 10% utile.
Emerge, spiega De Luca, "la necessità di ripensare profondamente al ruolo dell'Università, che dovrebbe essere oggetto di uno dei prossimi provvedimenti d'urgenza del Governo Monti, se veramente si ha a cuore lo sviluppo del lavoro in Italia. La presenza strutturale di settori del mondo produttivo che non riescono a trovare in Italia figure professionali specialistiche da inserire all'interno della propria organizzazione aziendale la dice lunga sull'insufficienza dell'orientamento accademico che gestito con altre logiche . Carenze che aprono la strada all'ingresso nel nostro mercato del lavoro a lavoratori stranieri che occupano i posti di lavoro che i giovani italiani non possono occupare per via del deficit formativo".
Ma cos’è che mette il freno alle nuove assunzioni? Secondo i datori di lavoro che hanno risposto all’indagine il primo fattore è il costo del lavoro (62%), segue la crisi economica (16%), i vincoli normativi come l’articolo 18 (12%), e, infine, la confusione normativa prodotta da troppe norme contrattuali (10%).
"La crisi, è evidente, c’è e rappresenta un elemento, negativo, importante per le dinamiche occupazionali, ma – commenta De Luca – è anche vero, sono ancora i dati obiettivi dell’indagine a testimoniarlo, che rappresenta solo in minima parte un motivo di inibizione per lo sviluppo dell’occupazione, da rinvenirsi soprattutto nelle ragioni appena rilevate nonché, a maggior ragione, nel costo del lavoro, che nel nostro Paese continua a rappresentare un impedimento fondamentale del perseguito aumento del tasso di occupazione. Emblematica è la risposta dei datori di lavoro sulla questione. Non c'è articolo 18, flessibilità o contratto unico che tenga: il motivo per cui non assumono (62%) è l'elevato costo del lavoro ai limiti della sostenibilità aziendale".
I dati e i grafici sono in rete sul sito www.consulentidellavoro.it.

Lavoro, Fornero: "Riforma entro marzo, lavoriamo per un accordo"

ROMA - Domani, verso le 11, il ministro del Lavoro Elsa Fornero incontrera' la leader degli Industriali Emma Marcegaglia sulla riforma del lavoro. Lo riferisce il ministro stesso a margine di una audizione alla Camera. Rispetto all'incontro di oggi con Susanna Camusso e agli altri in programma il ministro osserva: "La porta del ministro e' sempre aperta, tutti quelli che vogliono parlarmi sulla riforma del lavoro con l'agenda definita mi trovano disponibile". Riguardo alla convocazione ufficiale del tavolo Fornero indica nell'inizio della prossima settimana la data probabile: "Quando avremo qualcosa di piu' concreto, quando saremo piu' pronti ci vedremo tutti insieme".
RIFORMA ENTRO MARZO - La riforma del mercato del lavoro sara' varata entro marzo. A chi le chiede se si fara' anche senza accordo con le parti, il ministro risponde: "Noi lavoriamo per l'accordo. Sappiamo che e' importante avere l'accordo". Ma il sentiero e' stretto? "E' un bel sentiero largo", risponde Fornero. "Sappiamo bene che abbiamo vincoli di risorse che sono drammatici, enormi. Non solo per questo capitolo, ma per tutti i temi della spesa pubblica". Il ministro ricorda che l'Italia ha "il debito e un piano di restituzione molto impegnativo". Insomma, osserva, "non abbiamo risorse aggiuntive, ma almeno abbiamo evitato il depauperamento. Abbiamo arginato le perdite e questo non e' un motivo di grande soddisfazione ma almeno e' un risultato abbastanza importante".
"MIA FIGLIA E' IN GRADO DI DIFENDERSI DA SOLA e ne ha tutti i mezzi". Cosi' il ministro Elsa Fornero risponde ai cronisti che alla Camera la interpellano sulla polemica legata a sua figlia che lavora nella stessa universita' di sua mamma e di sua papa'.

Immigrati: Cgil-Cisl-Uil, rivedere tassa su permesso di soggiorno

Cgil, Cisl e UIL, chiedono ''una decisa revisione della soprattassa sul permesso di soggiorno e della sua finalizzazione e chiedono al Governo di avviare da subito un confronto serio con le Parti Sociali per trovare soluzioni condivise, ragionevoli, equilibrate ed eque al fenomeno dell'immigrazione, per evitare cosi' situazioni di disagio diffuso a quanti, lavoratori e famiglie, presenti onestamente sul nostro territorio, contribuiscono al benessere economico e sociale del Paese''.
Secondo i sindacati ''con l'introduzione della soprattassa si richiede alle famiglie immigrate un sforzo economico oneroso e insostenibile. La soprattassa, non tiene conto delle difficolta' di coloro che hanno perso il lavoro o che sono in cerca di occupazione cosi' come non tiene in considerazione la composizione ed il reddito del nucleo familiare degli immigrati. E' inoltre iniquo che gli immigrati debbano pagare di piu' un servizio che lo Stato non riesce a fornire nei tempi di legge previsti''.
Per questo Cgil, Cisl e Uil, ''sono in mobilitazione oggi e nei prossimi giorni, per dare voce a chi e' chiamato a pagare un costo sociale iniquo e per ribadire la necessita' di affrontare attraverso strumenti organici, l'implementazione di politiche di integrazione degli immigrati e delle loro famiglie che sono presenti sul nostro territorio e che come tutti i cittadini, hanno dei doveri, ma anche dei diritti che vanno rispettati''.

Lavoro: Monti, ridurre gap tra Italia e paesi nordici

Il terzo grande pilastro dell'azione di governo, oltre alla disciplina di bilancio e alle liberalizzazioni, "e' la riforma del lavoro sulla quale". Lo evidenzia il premier Mario Monti, intervenendo al Peterson Institute for International Economics. "Non si poteva procedere con decreto e ci sono attualmente dei negoziati in corso, orientati a ridurre la segmentazione del mercato, la distanza tra chi e' dentro e chi e' fuori e a cambiare alcuni meccanismi anche in termini di flexsecurity che riducano le distanze tra il nostro paese e quelli nordeuropei", spiega il presidente del Consiglio

DAL 28 FEBBRAIO A ROMA LA PRIMA PLENARIA DEL 2012 DEL CGIE

Convocata dal segretario generale Elio Carozza, inizierà il 28 febbraio alla Farnesina la prima assemblea plenaria del 2012 del Cgie. I lavori, che proseguiranno fino a giovedì 1, inizieranno con la commemorazione del Ministro Mirko Tremaglia, scomparso il 30 dicembre scorso.
Questo l’ordine del giorno: Relazione del Governo; Relazione del Comitato di Presidenza; Indirizzo di saluto dei capi delegazione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica; Interventi dei vice segretari generali e dei presidenti delle Commissioni tematiche; Elezioni Comites e CGIE: anagrafe, calendario, informazione e procedure; Istituti di rappresentanza degli Italiani all’Estero: ruolo e funzioni; Lingua e cultura: reperimento di risorse straordinarie per evitare la chiusura dei corsi e riforma delle politiche d’intervento in materia; Rete consolare: sospensioni delle chiusure e apertura del confronto per assicurare una equilibrata presenza nei territori; Politiche sociali: ripristino delle risorse per gli italiani che vivono all’estero in condizioni di indigenza, indebiti INPS, certificazione esistenza in vita, ICI, Convenzioni internazionali di previdenza sociale; Giovani Italiani all’estero e nuove emigrazioni: seguito Prima Conferenza mondiale; Intervento straordinario per la tutela di Rai Internazionale e per la stampa italiana all’estero; Varie ed eventuali.

8 febbraio 2012

Crisi: Eurostat, 23,4% europei a rischio poverta', italiani 24,5%

Nel 2010 il 23,4% della popolazione europea, pari a 115 milioni di persone, era a rischio poverta' o esclusione sociale. Gli italiani nelle stesse condizioni erano invece circa 14,7 milioni, pari al 24,5% della popolazione. Sono i dati diffusi oggi da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea. La fascia di popolazione Ue piu' colpita e' quella dei bambini e in generale dei minorenni, dove erano a rischio il 26,9% (in Italia il 28,9%).

Legge elettorale, Pdl-Pd: sì a riforma, cittadini tornino a scegliere rappresentanti

Alle prossime elezioni i cittadini devono poter tornare a scegliere i loro rappresentanti. Su questo Pdl e Pd hanno raggiunto un'intesa al termine del primo round di incontri, oggi è stata la volta di Pd e Lega mentre domani toccherà al Terzo Polo, per una riforma dell'attuale legge elettorale, meglio nota come 'Porcellum'. Basta con i nominati, insomma. Ma come, in che modo, con quale sistema elettorale: tutto questo resta sullo sfondo. Compresa la reale volontà di superare il Porcellum da parte del Pdl.Per quanto attiene alla legge elettorale -si legge in una nota congiunta di Pdl e Pd- si è convenuto sulla necessità di cambiare l'attuale sistema elettorale restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti". "Il nuovo sistema elettorale -si sottolinea- dovrà evitare la frantumazione della rappresentanza parlamentare e mantenere un impianto tendenzialmente bipolare".
Prima dell'incontro con il Pd, c'era stato il faccia a faccia tra Pdl e Lega. A fare il punto sull'esito degli incontri il coordinatore Ignazio La Russa che annuncia la nuova linea del partito: ''Una cosa è certa il Pdl non vuole più un Parlamento di soli nominati'' . Per il resto la Lega ''è per modificare l'attuale legge elettorale ed è contraria all'introduzione delle preferenze, mentre il Pd ne vuole una nuova". Con il Carroccio, aggiunge, ''abbiamo individuato i punti critici del Porcellum ma non abbiamo indicato i rimedi''.
A ''fare chiarezza'' sulla posizione leghista ci pensa Roberto Calderoli , 'padre' dell'attuale 'Porcellum'. ''Si sentono troppe chiacchiere in libertà sulla legge elettorale: la Lega è categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si affronta la materia elettorale. Non vorrei dover pensare che il dibattito sulla legge elettorale serva soltanto ad evitare la riduzione del numero dei parlamentari''.
Un altolà arriva da Antonio Di Pietro che mette in guardia da quelli che bolla come ''pericolosi'' ''incontri nei sottoscala'', richiamando le forze politiche a un confronto nelle sedi competenti, ovvero le commissioni parlamentari. "Noi dell'Idv - attacca - riteniamo oscuri e pericolosi per la democrazia questi incontri da sottoscala e non alla luce del sole. La modifica della legge elettorale va fatta all'interno della commissione competente, in sede pubblica e in modo trasparente. Questa idea che ci si mette d'accordo prima fra partiti e poi andare a fare una legge, non è nell'interesse dei cittadini, ma dei partiti che la fanno, a me pare che contenga in sé gli estremi di una scelta antidemocratica e pericolosa". Anzi ci sembra ''un'idea da prima Repubblica''.
''Se sono rose fioriranno'', commenta in serata Pierluigi Bersani, ospite di 'Otto e mezzo'. Certamente oggi c'è stato ''un incontro positivo, anche perché fino a ieri Berlusconi e Bossi dicevano di voler andare avanti con questa legge".
"Oggi -aggiunge il segretario del Pd- è stata manifestata l'esigenza comune di andare a una legge elettorale che dia lo scettro in mano a cittadini". Con le preferenze? "Le preferenze non mi piacciono, servono i collegi e un impianto bipolare seppur flessibile, evitare l'eccesso di frammentazione e che i cittadini scelgano i parlamentari".
Poi una replica ai 'sottoscala' citati da Di Pietro. "Lontano dai riflettori, noi è da un po' di tempo che facciamo incontri, anche con l'Idv, sulla legge elettorale. Non ci sono sottoscala. Se si vuole fare una legge elettorale bisogna parlarsi tra tutti".

PENSIONI ITALIANE ALL’ESTERO: IL MINISTRO TERZI INCONTRA IL PRESIDENTE INPS MASTRAPASQUA

Discutere di previdenza italiana all’estero, anche alla luce di un possibile accordo Mae-Inps per definire le questioni di maggior rilievo. Di questo hanno parlato ieri alla Farnesina il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e il Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua.
Durante l’incontro, Terzi e Mastrapasqua hanno approfondito i possibili termini di una rinnovata e "sempre più efficace" collaborazione fra INPS e Farnesina, con particolare attenzione al settore dei servizi ai connazionali all'estero e dell'assistenza alle imprese straniere che investono in Italia.
Sui servizi consolari, Terzi - che nell'incontro era assistito dal suo Consigliere per gli Affari Economici, Onorevole Alessandro Ruben - ha indicato, quali ambiti di prioritario intervento, la semplificazione delle procedure, la verifica delle pratiche pensionistiche e l’informatizzazione.
Al contempo, il capo della diplomazia italiana ed il responsabile dell’Ente previdenziale hanno concordato sull’esigenza di favorire l’intensificarsi degli investimenti esteri diretti in Italia anche attraverso un ruolo più attivo dello stesso INPS nell’illustrare regole e procedure previdenziali italiane alle imprese straniere che intendono investire nel nostro Paese.
Terzi e Mastrapasqua hanno anche convenuto sull’opportunità di esplorare, al livello tecnico, la messa a punto di un possibile Accordo fra Ministero degli Esteri e INPS, volto a definire le questioni di maggiore rilievo in materia di pensioni con contributi italiani ed esteri, quali la verifica dell’esistenza in vita del pensionato e della sua residenza estero, e l’erogazione della pensione all’estero. Durante il colloquio si è infine parlato degli Accordi bilaterali sui regimi pensionistici

7 febbraio 2012

Unipol, Berlusconi a processo: e' il quarto

Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal gup Maria Grazia Domanico per la vicenda dell'intercettazione Fassino-Consorte legata alla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Quello che si aprirà è il quarto processo a Milano per l'ex premier. Il processo a Silvio Berlusconi si aprirà davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano il prossimo 15 marzo. Gli altri tre processi in cui l'ex premier è imputato sono quelli sul caso Mills, sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Ruby.
Berlusconi, difendendosi dall'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio, ha detto di non aver mai ''ascoltato'' l'intercettazione tra l'allora leader dei Ds Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte, ''altrimenti me la sarei ricordata''.
Da quanto si e' saputo, Berlusconi davanti al gup Maria Grazia Domanico, ha spiegato di non ricordare di aver mai ascoltato quel 'nastro' con l' intercettazione Fassino-Consorte, ''altrimenti me lo sarei ricordato''. L'ex premier, inoltre, sempre stando a quanto e' filtrato, ha anche chiarito di non essersi assopito quella sera del 24 dicembre 2005, quando, secondo l'accusa, gli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli si recarono ad Arcore per far ascoltare l'intercettazione, che poi venne pubblicata sul Giornale il 31 dicembre 2005. In un interrogatorio, invece, uno degli indagati aveva raccontato che Berlusconi si era addormentato quella sera.
Berlusconi e' imputato per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, perche', stando a quanto stabilito dal gup Stefania Donadeo nei mesi scorsi, che ha formulato l'imputazione coatta, sarebbe stato consapevole che l'intercettazione era stata trafugata quando esisteva solo come file agli atti dell'indagine sulla tentata scalata alla Bnl. Sempre secondo il gup, l'ex premier ascolto' quella conversazione e dimostro' gratitudine verso i due imprenditori e acconsenti' che il fratello Paolo Berlusconi (e' a processo per questa vicenda) ''completasse il regalo ricevuto'' pubblicando la notizia. Il pm di Milano, Maurizio Romanelli, dopo un' iniziale richiesta di archiviazione in fase di indagini, in udienza ha chiesto il rinvio a giudizio del leader del Pdl, mentre la difesa ha sollevato una serie di eccezioni, tra cui quella di competenza territoriale, chiedendo di mandare gli atti a Monza.
Silvio Berlusconi non ha negato di aver ricevuto ad Arcore due imprenditori che il 24 dicembre del 2005 sono stati accompagnati a Villa San Martino dal fratello Paolo per fargli ascoltare, secondo l'accusa, il file audio dell'intercettazione Fassino-Consorte. ''Ricevo tanta gente'' avrebbe aggiunto l'ex premier interrogato oggi durante l'udienza preliminare nel corso della quale ha pero' affermato di non aver mai sentito la conversazione al centro della vicenda, poi pubblicata qualche giorno dopo su 'Il Giornale'.

Bankitalia: riserve ufficiali salgono a gennaio a 142 miliardi

A gennaio, le riserve ufficiali della Banca d'Italia sono ammontate a 142 miliardi di euro, in aumento rispetto i 133,9 di dicembre 2011. Lo rende noto la Banca d'Italia che mette in luce come le riserve in valuta estera siano stabili a 26,2 miliardi mentre quelle in oro sono aumentate da 95,9 a 104,3 miliardi di euro grazie a rivalutazioni per oltre 8 miliardi.