3 ottobre 2010

FISCO: ANGELETTI, BONUS DI 4-5 MILA EURO PER OGNI FIGLIO

Un bonus fiscale pari a 4-5 mila euro per ogni figlio a carico. E' questa la proposta che Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha lanciato questa sera dal palco della Festa nazionale del Pdl in corso a Milano.''Occorre ridurre le tasse o dare un bonus per ogni figlio a carico'', e' l'idea di Angeletti che nel suo intervento ha puntato l'accento sul ''problema demografico'' tutto italiano. Proprio per questo, ha detto ancora il sindacalista, da parte del governo servirebbe ''piu' attenzione agli umori e alle aspettative delle persone. E' questo - ha concluso - che rende forti i governi''.

DISOCCUPAZIONE: CGIL, CON CASSINTEGRATI E INATTIVI E' ALL'11,5%

Il tasso di disoccupazione 'reale', registrato nel secondo trimestre dell'anno, va ben oltre il dato comunicato dall'Istat (8,5%) attestandosi all'11,5%''.Sono i dati diffusi dall'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale che nel calcolo comprendono i lavoratori inattivi e in cassa integrazione come ''un potenziale di disoccupazione''.Per la Cgil ''non e' solo un esercizio statistico'' perche', afferma il segretario confederale, Vincenzo Scudiere, ''se non si interverra' al piu' presto, il dato sulla disoccupazione che abbiamo calcolato, e che contempla gli inattivi e i cassintegrati, sara' quello vero a tutti gli effetti''.
Per questo Scudiere sollecita il governo a dare risposte a due urgenti priorita': ''Il superamento del tetto di 10mila unita' per il pensionamento dei lavoratori in mobilita', giunti ormai a oltre 100mila, e l'estensione e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per i prossimi due anni''.Nel dettaglio del ''Rapporto Occupati e Cig', l'osservatorio della Cgil ha messo in relazione i dati sull'occupazione del secondo trimestre dell'anno con i rispettivi dati di Cig. Una relazione dalla quale emerge, rileva Scudiere, ''un peggioramento della crisi economica e dei suoi pesanti riflessi sul lavoro''.Cala infatti l'occupazione, tra il secondo trimestre dell'anno sullo stesso periodo del 2009, di 192.256 unita' con un peggioramento tendenziale del -0,83%. Ma ancora peggio e' l'andamento dell'occupazione nel solo settore industriale che perde complessivamente 244.212 lavoratori mettendo a segno un -1,41%, sempre sullo stesso periodo di riferimento.L'osservatorio Cig della Cgil calcola inoltre l'incidenza delle ore di cassa integrazione nel complesso dell'occupazione dove si registra nel secondo trimestre un incremento tendenziale del +77%, con 97,7 ore per occupato nel settore industriale. Prendendo in considerazione solo i lavoratori dipendenti occupati nel settore industriale, questo rapporto arriva fino a 124,7 ore per lavoratore con un aumento del 79%. ''Il continuo calo degli occupati - spiega Scudiere - continua a fare aumentare l'incidenza della Cig sul resto dei lavoratori. Il consuntivo di questa situazione e' che da gennaio a giugno si e' perduto quasi un mese di lavoro su sei mesi a disposizione''

Festa Pdl, Berlusconi attacca i pm: Vogliono eliminarmi dalla politica

Sito di non farmi venire". Così il premier Silvio amo qui, ancora insieme, anche se qualcuno ha tentaBerlusconi inizia il suo discorso di chiusura della Festa nazionale del Pdl di Milano riferendosi a indiscrezioni, poi seccamente smentite, che per motivi di sicurezza fosse in forse la sua partecipazione alla Festa del Pdl che si sta concludendo al Castello Sforzesco.Parlando degli aspetti istituzionali italiani, il premier critica nuovamente i magistrati: "In queste condizioni la sovranità è trasferita dal popolo ai pm". Più avanti nel suo discorso, torna a parlare delle polemiche seguite al video registrato sotto casa sua : "L'altra sera a dei ragazzi sotto casa mia hanno esposto un manifesto con scritto 'buon compleanno' ho detto qualche cosa che è oggettivo. Ho detto che dentro la magistratura c'è chi vuole eliminare dalla vita politica un protagonista che non gli va bene".
Parla quindi di giustizia. "Non vogliamo fare una riforma contro i giudici, come ha stoltamente sostenuto qualcuno nei giorni scorsi. Vogliamo fare una riforma per i giudici onesti e i cittadini". E spiega: "Abbiamo ereditato un sistema della giustizia penale indegno di un paese civile e moderno: vogliamo investire, renderla moderna e giusta, realizzando il giusto processo che è nella Costituzione".
A difesa dei giudici onesti, sottolinea Berlusconi, "è nostro dovere chiedere l'istituzione di una commissione parlamentare che indaghi sui poteri dei pm e su tanti fatti accaduti".
Caso Mills. "In genere non parlo dei miei casi, ma parlo di questo perché è una vicenda incredibile. Nel processo all'avvocato Mills il famigerato De Pasquale, quello che ha detto a Gabriele Cagliari che lo avrebbe liberato e poi è andato in vacanza e Cagliari si è suicidato, si è inventato di tutto per evitare la prescrizione. Si è inventato addirittura che la corruzione inizia quando chi riceve i soldi li spende. Se quindi è un risparmiatore non c'è mai corruzione, se muore la corruzione inizia quando li spendono i figli. E' una vicenda assurda, come quel processo".
Inchiesta eolico. "Ci sono quattro vecchietti che vengono tenuti in galera perché parlino di me".
Poi rilancia la sua coalizione. "Vado avanti, non intendo fare nessun passo indietro. Nessun governo nella storia repubblicana ha fatto così tanto in due anni". E ogni famiglia italiana ne avrà i risultati: "Avevo ed ho un gradimento del 60%" e "manderemo a casa di ogni famiglia italiana - rilancia - un opuscolo con i risultati del nostro governo".
"Dobbiamo tornare allo spirito del '94 e fare conoscere a tutti gli italiani quello che abbiamo fatto e che faremo. Questa settimana darò vita ad un grande progetto - insiste il Cavaliere - per la creazione di un 'team della libertà' in ognuna delle 61mila sezioni elettorali. Perché abbiamo ancora l'obiettivo, che non è mai tramontato, di raggiungere il 51% dei consensi".
Critiche all'opposizione. "che vuole mettere insieme una ammucchiata indefinita che magari mette insieme Vendola, Grillo, Di Pietro e il Pd per fare anche l'occhiolino a Fini e Casini con l'unico scopo di fare un governo tecnico che cambi al legge elettorale. Noi non vogliamo ritornare ai vecchi riti dei partiti e dispiace che c'è chi come Casini ogni tanto sembra che voglia farlo".
Scherza sulla sulla manifestazione di ieri del Popolo viola al No B-Day: "Continuano a dirmi 'Berlusconi a casa'. Ma mi danno qualche problema. Io di case ne ho venti e non saprei dove andare".
Riferendosi alle polemiche estive (in particolare quelle relative al centrodestra che hanno portato alla nascita del gruppo parlamentare di Futuro e Libertà per l'Italia" sottolinea che queste "hanno dato un'immagine terribile della politica e hanno fatto dimenticare i successi del governo. Per me quello che è accaduto è ancora incomprensibili, sono stati tre mesi di chiacchiere, distinguo, critiche e stillicidi. Questo ha dato un'immagine veramente terribile della politica".
Mafia. "La nostra intenzione è di passare alla storia come il governo che ha sconfitto la mafia". Elencando gli interventi dell'esecutivo contro la criminalità organizzata, il premier aggiunge: "Stiamo svolgendo un'azione di contrasto come nessun governo aveva mai fatto contro la tragedia nazionale che è il crimine organizzato".
Difende Renato Schifani. "E' indagato per mafia" sulla base di accuse che vengono da Gaspare Spatuzza, "una persona che ha sulle spalle 40 omicidi, è al soldo dei pm ed è capace di dire la qualunque su ordine dei pm".
Rifiuti. "Il problema dei rifiuti di Napoli ha il nome di Rosa Russo Iervolino", afferma Berlusconi. "A Napoli non funziona il servizio di raccolta dei rifiuti - continua il premier -perché c'è un'amministrazione di sinistra che non sa farla funzionare". Berlusconi annuncia poi che "io e Bertolaso saremo a Napoli per dare un aiuto al problema dei rifiuti".
Terremoto. "Hanno inventato che ci sia stata della corruzione negli appalti in Abruzzo. Non è vero, non c'è stata nessuna corruzione". Con questa parole Berlusconi difende il "grande lavoro che ha fatto il governo dopo la catastrofe del terremoto".
Storielle. "Ai ragazzi l'altro giorno ho parlato un po' seriamente un po' scherzando. Ho raccontato delle storielle, ne so più di duemila, non ne racconto sennò Gianni Letta mi sgrida. Sono storielle non cattive, portano delle risate, sono terapeutiche".

Bersani: governo ha perso da tempo senso istituzioni. Basta con leggi fatte da cricche

"Non penso che la tregua armata tra Berlusconi e Fini possa andare avanti. Questo governo va avanti traccheggiando. La verità è che il centrodestra non ha risposto ai problemi reali del Paese. Questa è una questione di fondo, non un litigio tra persone". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, arrivando a Cortona per concludere la quattro giorni della Scuola di politica del partito.
"Con la fiducia hanno fatto una operazione non onesta perché il paese non ha bisogno di traccheggiamenti", sottolinea Bersani che dice "basta con le barzellette. Ci vogliono serietà, regole, legalità e onestà in questo paese. Siamo in un mondo deformato da elementi di corruttela. Tutta questa legislazione speciale ha generato cricche perché quelle leggi le hanno fatte le cricche". "Siamo - aggiunge - al secondo tempo del berlusconismo. Non abbiamo un cronometro né il calendario ma vediamo i rischi di questo governo e in questa situazione molto confusa emerge un dato: il governo si rimetta al capo dello Stato. Poi indica la strada: "Dobbiamo rompere il muro del suono tra politica e società". Quindi, "pensiero, azione e simpatia per la gente". E poi "concretezza": "Qui si continua a parlare di barzellette ville ma la cosa è preoccupante e seria. Mettetevi tutti in movimento nelle prossime settimane perché il tempo è questo. C'è un passaggio nella vita politica italiana".
In caso di voto, comunque, Bersani ha detto che il Pd è pronto. "Cerchiamo di reggerci come un partito europeo - ha osservato - guardate i laburisti in Gran Bretagna. Si sono divisi e adesso sono uniti. Funziona così nei partiti che non hanno un padrone". "Quando è ora di combattere il Pd è unito, siamo pronti ad affrontare una situazione politica molto confusa", sottolinea.
E intanto focalizza due punti essenziali della linea politica del Pd: lavoro e legalità. "Abbiamo proposte molto concrete - ha puntualizzato - abbiamo idee per dare un po' di lavoro a questo paese perché questo paese senza lavoro non riparte". Quanto alla manifestazione del Popolo viola ieri a Roma, Bersani la giudica "una manifestazione di contrasto al berlusconismo, è una parte della società civile che va rispettata in quanto tale ed è inutile - ha chiarito - che i partiti tirino il Popolo viola per la giacca. E' stata una manifestazione, una delle tante, una delle voci che si stanno alzando contro il governo per costruire una alternativa".
Bersani concorda con Sergio Marchionne che ha denunciato che "in Italia non c'è più la politica" e che "è andato perso il senso delle istituzioni". "E' già da un po' che stiamo in questa situazione", dice il segretario del Pd a margine dell'intervento di chiusura alla Scuola politica del Pd. "Adesso - sottolinea - se ne rendono conto gli imprenditori mentre a noi era già chiaro da due anni che non si stava imbroccando la ricetta, che la politica prendeva pieghe e strade che non c'entravano nulla con l'opinione della gente". Insomma, "tra case e barzellette, il distacco enorme tra politica e cittadini aumenta", denuncia Bersani mentre il paese deve affrontare molte questioni tra le quali "i temi fiscali e della piccola impresa". "Ecco, qui presto noi daremo una svolta", annuncia.
Insomma "Marchionne dice che aspettare che finisca una crisi è un atto di fede. Noi lo dicevamo già due anni fa. Ci avesse dato una mano allora... La verità è che sia che si parlasse dei cieli azzurri di Berlusconi o della visione catastrofica di Tremonti, non è stato fatto niente e adesso questo viene certificato anche dall'estero". "Ho sempre trovato demenziale che si dicesse che noi stiamo meglio degli altri. Non è vero. Il rischio è di vedere ridimensionata la nostra base produttiva", aggiunge Bersani.

2 ottobre 2010

Lavoro: politiche strutturali per assorbire nuova e vecchia disoccupazione

Pur se stabili, i numeri sulla disoccupazione restano su valori molto alti continuano a destare preoccupazione. Si tratta purtroppo di un trend consolidato che dura ormai da due anni e non sorprende più.
I timidi segnali di ripresa della nostra economia non producono gli stessi effetti benefici sull’occupazione. La diminuzione del tasso di disoccupazione è legato anche alla funzione degli ammortizzatori sociali, soprattutto della cassa in deroga che, nel mese di Agosto ha fatto registrare un vero e proprio “boom”.
Auspichiamo, che dopo le distrazioni e le liti degli ultimi mesi la politica si concentri su provvedimenti che diano risposte concrete al dramma della disoccupazione.
Il tema del lavoro è prioritario ed è arrivato il momento di andare avanti con politiche economiche strutturali per la competitività, perché i posti di lavoro si possono creare solo se rendiamo il nostro sistema produttivo competitivo ed innovativo. Formazione, ricerca, infrastrutture e un fisco più leggero sul lavoro, sono i temi che devono essere al centro dell’agenda politica del Governo nei prossimi mesi.

Lavoro, dietrofront al Senato: no ai licenziamenti a voce

ROMA - Via libera agli articoli 30 e 31 del collegato lavoro da parte dell'aula del Senato. Si tratta di due dei punti più delicati del testo di legge, che sono stati oggetto di rilievo dal presidente della Repubblica. Diversi gli emendamenti delle opposizioni, tutti bocciati. Passa invece l'emendamento Castro che rinuncia ad intervenire sui licenziamenti a voce, ma indica la necessità dell'impugnazione nei tempi previsti dal provvedimento (60 giorni più 270 giorni per il deposito del Giudice) per i licenziamenti non validi, quelli cioè che presentano vizi di forma.
Maurizio Castro (Pdl) sottolinea che per i licenziamenti orali "si torna ai 5 anni, senza la più rigida scansione prevista per le altre forme di licenziamenti". Si tratta di una modifica "politicamente di grande qualità che evita una lettura di regressione dei diritti dei lavoratori che noi non vogliamo". Il Pd con Giorgio Roilo apprezza la modifica ma respinge la lettura che questo risultato sia frutto di pressioni anche della Lega che "non ha mai speso una parola per tutelare i diritti dei lavoratori". E insiste nel dire che con il testo pre emendamento c'era il "rischio di legittimare l'ottocentesco licenziamento orale" e comunque "il provvedimento resta ambiguo, perché l'impugnazione (con i nuovi tempi, ndr) resta per i licenziamenti invalidi". Il Pd prova ad allungare i tempi di impugnazione a 18 mesi ma l'aula dice no.
L'articolo 30, al comma 2, prevede che "il giudice non puo' discostarsi dalle valutazioni delle parti, espresse in sede di certificazione dei contratti di lavoro, salvo il caso di erronea qualificazione, vizi del consenso o difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successione".
Cruciale l'articolo 31 che riguarda la soluzione delle controversie di lavoro tramite la conciliazione e arbitrato. Alla Camera sono state diverse le modifiche apportate, tra cui quella voluta dal Pd che vincolava la possibilità di procedere all'arbitrato al momento stesso in cui insorgono le cause e non preventivamente. Su questo punto il Senato torna al testo originario. Inoltre è stato recepito, sempre nel passaggio alla camera, l'avviso comune tra le parti sociali, esclusa la Cgil, per cui l'arbitrato che non potrà riguardare controversie di lavoro relative al licenziamento. La clausola compromissoria, inoltre, sarà firmata non al momento dell'assunzione ma dopo il periodo di prova e, per i contratti che non lo prevedono, dopo un mese dopo la firma del contratto. (Agenzia Dire, http://www.dire.it/)

Giovani, uno su due trova lavoro grazie a parenti e amici

ROMA - Poco più della metà dei giovani trova lavoro grazie alle indicazioni di parenti e amici. Lo rileva l'Istat, che rende noti i risultati di una indagine sulla popolazione di età compresa tra i 15 e i 34 anni. Secondo l'istituto di statistica, le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro sono, almeno in parte, determinate dalla scarsità dei canali di informazione e soprattutto dalle inefficienze del sistema pubblico di intermediazione. La maggior parte dei primi ingressi nel mercato del lavoro avviene, difatti, grazie al ricorso a forme tradizionali di comunicazione che sfruttano le conoscenze dirette: circa il 55% dei giovani trova la prima occupazione attraverso le segnalazioni di parenti e amici, senza particolari differenze di genere. D’altra parte, distanze relativamente contenute emergono anche nei restanti canali di ingresso nel primo lavoro.

Per quanto riguarda i tempi di ingresso, il fatto che il 73% (6.713.000 unità) dei 15-34enni usciti dagli studi abbia maturato almeno un’esperienza lavorativa di oltre tre mesi prescinde dai tempi necessari per raggiungerla. Circa il 29% (2.595.000 unità) dei 15-34enni sperimenta la prima esperienza significativa di lavoro nell’arco di un anno dall’uscita dal sistema di istruzione. Peraltro, per un giovane su dieci il primo lavoro di durata superiore ai tre mesi è cominciato prima dell’uscita dal sistema educativo. Al netto di questo gruppo, la quota dei giovani con un’esperienza significativa entro un anno si riduce al 22%. Le quote degli ingressi per tempo trascorso dal termine del percorso formativo non differiscono in misura particolare sotto il profilo di genere, eccetto che per i giovani in possesso di un basso titolo di studio: la quota delle donne con una prima esperienza entro un anno è, infatti, pari a circa il 12%, dieci punti percentuali in meno rispetto agli uomini. Il più contenuto ingresso nel mercato del lavoro delle donne con un basso livello d’istruzione permane anche a distanza di tempo dall’uscita dagli studi.
La quota dei giovani meridionali entrati nel mercato del lavoro entro un anno dalla conclusione degli studi (15,8% del totale) è nettamente inferiore a quella tipica del Nord e del Centro (38,7 e 34,9%, rispettivamente). Le distanze permangono elevate sia per gli uomini sia per le donne, rimarcando, ancora una volta, le maggiori difficoltà di inserimento sperimentate nel Mezzogiorno. Per altro verso, al crescere del livello di istruzione aumenta anche l’occupabilità. In possesso di strumenti culturali e professionali più adeguati, e presumibilmente in grado di reagire meglio ai mutamenti del mercato del lavoro, circa il 45% dei laureati trova un impiego di durata superiore ai tre mesi entro un anno dalla laurea. L’incidenza si riduce a poco meno del 34% per i diplomati, mentre si abbassa al 17% per i giovani con al più la licenza media. Tra i diplomati, e soprattutto tra i laureati, risulta di una certa consistenza la quota dei giovani con un’esperienza di lavoro significativa iniziata prima di lasciare gli studi.
Con riguardo alle coorti di uscita dagli studi, la quota degli ingressi nel mercato del lavoro, pari al 32,4% per quanti hanno concluso gli studi tra il 2000 e il 2002, cresce in misura contenuta fino al 2006. Sostenuta dall’andamento ciclico positivo e dall’espansione dei contratti atipici, gli ingressi nel mercato del lavoro aumentano, infatti, tra il secondo trimestre 2006 e il secondo trimestre 2008, nel periodo cioè antecedente l’apertura della fase recessiva, con circa il 46% dei giovani, soprattutto diplomati, coinvolti in una prima occupazione entro un anno dalla conclusione degli studi. (AGENZIA DIRE,www.dire.it)

"La legge elettorale non si cambia". Il Pdl ai finiani: nessuna riforma

ROMA - "Siamo totalmente contrari a una riforma elettorale". Fabrizio Cicchitto e' piuttosto esplicito in merito alla proposta di Futuro di modificare il sistema di voto. "Quella attuale e' una buona legge perche' permette ai cittadini di poter scegliere il presidente del Consiglio e il governo. Peraltro- aggiunge- e' una mistificazione dire che il sistema uninominale consente agli elettori di scegliere i parlamentari. E' evidente che un candidato in un collegio dove una coalizione e' forte, e' quasi certo che sara' eletto. Accade il contrario, ovviamente, se lo candidano dove la coalizione e' debole". E se si formera' in parlamento un fronte di forze politiche per la riforma elettorale? "Mi auguro che non accada- dice il capogruppo del Pdl alla Camera- noi ci batteremo contro questa ipotesi".
MARONI - "Il Parlamento e' sovrano sulle leggi e dunque anche sulla legge elettorale. Se qualcuno vuole prendere una iniziativa la prenda, poi si vedra' se nel Parlamento c'e' la maggioranza. Io non credo". Lo dice Roberto Maroni, interpellato a margine della cerimonia del 71^ anniversario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a proposito della richiesta di Udc e Pd di mettere all'ordine del giorno, in Parlamento, la riforma del sistema di voto. "Comunque- aggiunge il ministro dell'Interno- se in Parlamento c'e' una maggioranza, il Parlamento e' sovrano e puo' fare quello che vuole". (AGENZIA DIRE, www.dire.it)

Fini: "Fedeli a programma se non tradito. Riforma giustizia non può punire toghe"

Siamo fedeli al patto sottoscritto con gli elettori quando abbiamo vinto le elezioni con il Pdl a condizione che il programma venga scritto e declinato in tutte le sue parti e non venga invece dimenticato o tradito in alcune di esse''. Così il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un collegamento telefonico con una manifestazione di Generazione Italia a Salerno. "Coloro che hanno aderito a Futuro e libertà lo hanno fatto perché ci credono, non certamente per difendere gli interessi. Anzi, in molti casi coloro che lo hanno fatto hanno avuto ben chiaro che, secondo qualcuno, non è conveniente perché vengono messi in discussione incarichi, prebende, ruoli all'interno delle Giunte. Credo che proprio coloro che ci rappresentano sul territorio siano i migliori alfieri, i migliori biglietti da visita per una politica fatta di idee, di volontà, di interesse per la causa comune, per il livello della nostra società, per il buon nome del nostro Paese e non certo una politica fatta per interessi di parte o addirittura di carattere personale".
"Questa -ha aggiunto- è la più bella garanzia che possiamo offrire alla gente e con l'entusiasmo, con la pulizia delle idee, con l'onestà dei comportamenti, con la coerenza delle azioni che sempre ha caratterizzato coloro che oggi aderiscono al nostro movimento e a Generazione Italia, sono convinto che in tempi brevi avremo ancora maggiori soddisfazioni. Ce la faremo, non ho dubbi".
"Nei prossimi mesi - ha sottolineato ancora Fini - gli italiani avranno la possibilità di verificare se la politica per davvero è un torbido affare in cui polemiche, personalismi, dossier avvelenano quotidianamente il vivere civile o se al contrario la politica è la capacità di rispondere ai problemi reali dei cittadini".
Quanto alla riforma della giustizia non può "punire o penalizzare la magistratura italiana". "Se vogliamo garantire condizioni di sicurezza e di legalità - ha spiegato il presidente della Camera - dobbiamo sempre e comunque ricordare che un pilastro fondamentale è rappresentato dalla nostra magistratura. Il che non vuol dire che ovviamente tutti i magistrati siano eccellenti servitori dello Stato, ce ne sono alcuni che certamente, come in qualsiasi altra categoria, hanno dei difetti, ma francamente non si può e non si deve immaginare una riforma della giustizia che parta dal principio che occorre punire o penalizzare la magistratura italiana". "Comunque - ha concluso Fini - questo lo vedremo nel corso delle prossime settimane, nel dibattito parlamentare, che alla Camera vedrà il gruppo di Futuro e libertà non soltanto protagonista ma determinante in termini numerici e già questo credo sia una garanzia per il rispetto del programma sottoscritto con gli elettori".

Berlusconi: "Avanti altri tre anni se Fli rispetta il patto con elettori"

''Rispettiamo le scelte di quelli che se ne sono andati, ma chiediamo loro di non dimenticare che sono stati eletti con il Pdl e sotto l'insegna 'Berlusconi presidente'. E' un impegno che hanno preso con gli elettori e sono certo non dimenticheranno e si impegneranno per realizzare il programma. Se si comporteranno cosi', andremo avanti'' per i prossimi tre anni di legislatura. Cosi' il premier, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente alla festa Pdl 'Viva l'Italia', di Pietrelcina (Bn). "Abbiamo tre anni di tempo per completare il nostro progetto di riforme" ribadisce quindi il presidente del Consiglio che avverte: "Se l'opposizione vuole continuare a comportarsi in modo aggressivo e insultante, peggio per loro. Vorra' dire che confermano che non diventeranno mai una forza di sinistra democratica e continuando cosi' non saranno mai seria alternativa di governo''.

Saranno tre anni impegnativi, ricorda Berlusconi, durante i quali "avremo molto da fare. Abbiamo tre anni di tempo e di duro lavoro davanti a noi per completare il nostro progetto di riforme, su cui abbiamo ottenuto la fiducia con numeri molto elevati. Dobbiamo lasciarci dunque le polemiche alle nostre spalle''. ''Sono ottimista -ha rimarcato il presidente del Consiglio- sicuro che le divisioni saranno superate dalla volonta' di tutti e dalla lealta' al voto che ci hanno dato gli italiani e andremo avanti con una forte maggioranza''.
"Tutte le forze della maggioranza -rimarca il premier Berlusconi- hanno sottoscritto i punti del programma con il quale abbiamo vinto le elezioni, e tutti sono tenuti a rispettarli". Certo, ricorda il Cavaliere, "abbiamo ricevuto alcune coltellate alle spalle" ma "io sono convinto che se tutti, come credo, saranno leali agli impegni con i nostri elettori, il governo andra' avanti ancora tre anni e portera' a termine la legislatura, completando le riforme che abbiamo avviato e le altre che realizzeremo".
''Dobbiamo andare avanti indipendentemente dall'opposizione. La nostra vocazione vera e' quella del governo del fare -ribadisce il capo del governo- e fare quello che gli italiani si aspettano da noi, non solo quelli che ci hanno votato. Tutti i cittadini italiani di buon senso alla fine chiedono a chi li governa una sola cosa: smettiamola con le chiacchiere, passiamo ai fatti'' come ''ha ricordato nei giorni scorsi anche il cardinal Bagnasco''.
"Governare l'Italia in questa fase e' molto difficile -conclude Berlusconi- ma arriveremo in fondo. E realizzeremo con una maggioranza forte cio' di cui il Paese ha bisogno per avere finalmente piu' giustizia e piu' liberta'".
Sulla situazione del governo è anche intervenuto, a margine dell'inaugurazione della nuova sede regionale del partito a Palermo, il governatore della Regione siciliana Raffaele Lombardo: "Faremo l'impossibile perche' non ci siano elezioni anticipate e non si voti a marzo. Non vogliamo dare alibi a nessuno". Per Lombardo "oggi c'e' un clima da guerra civile ed e' sempre una storia di conflitto interno al Pdl, che caratterizza questa guerra. Purtroppo prelude ad una campagna elettorale giocata non sulle proposte e il dibattito politico ma sui fatti personali". E avverte: "Non crediamo ne' agli schieramenti ne' al bipolarismo. Abbiamo votato con una riserva, che e' il rispetto degli impegni per il Sud".
Proprio sugli impegni per il Sud ha parlato Berlusconi durante la sua telefonata. ''Far crescere il Mezzogiorno e' un interesse primario di tutto il paese. Se cresce il Sud cresce tutto il paese. E con questo spirito ci siamo messi a lavorare per superare il divario, per il Sud ci sono oltre 100 miliardi di euro fino al 2013, piu' il recupero delle somme non spese nel corso della precedente programmazione''. llustrando quindi i piani del governo per il Sud, in otto capitoli, Berlusconi sottolinea che ''una delle falsita' piu' accreditate dai nostri avversari e' proprio quella che vuole mettere in contrapposizione il Nord al Sud del nostro paese''.