È fissata al 7 aprile prossimo la scadenza alle iscrizioni per frequentare u corsi di formazione in "Turismo e Agroindustria", rivolti ai cittadini italiani disoccupati, di età compresa tra i 22 e i 40 anni e residenti a Buenos Aires. Si tratta di un progetto organizzato dall’Agencia FAI della Camera di Commercio di Campobasso in collaborazione Retecamere, la facoltà di Agronomia dell’Università di Buenos Aires e la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina. I due corsi, "Gestione della qualità nel settore agroindustriale" e "Gestione delle risorse umane nel settore turismo", avranno una durata di 600 ore ciascuno, suddivisi in 300 ore di formazione in aula in Argentina e 300 di stage presso imprese della Regione Molise, in Italia.Maggiori informazioni sui corsi e le modalità di iscrizioni sono disponibili all’indirizzo internet nella "sezione novità" del sito internet della Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina (www.ccibaires.com.ar).
16 marzo 2010
Monito dell'Ue al governo italiano Applicare piano di rientro dal deficit
L'Unione europea da' una valutazione complessivamente positiva del piano di rientro dei conti pubblici presentato dall'Italia e ne chiede una ''rigorosa applicazione''. Ma invita anche le autorita' italiane ad essere pronte ad adottare ''ulteriori misure'' nel caso in cui lo scenario macroeconomico dovesse rivelarsi meno favorevole di quanto previsto dal piano stesso. E' quanto si legge nella valutazione dell'aggiornamento del programma di stabilita' dell'Italia per il periodo 2009-2012 che sara' adottata domani dalla Commissione europea. Nel documento - di cui l'Ansa e' in grado di anticipare i contenuti - Bruxelles invita anche l'Italia a ''cogliere ogni ulteriore opportunita' per accelerare'' la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil.Crisi economica, Tremonti: "L'Italia terrà". E rilancia: "Riforma fiscale entro 2-3 anni"
Basta parlare di exit strategy, la crisi c'è e il problema è come
gestirla. Ad ogni modo l'Italia reggerà. E' questo il messaggio lanciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti intervenuto al forum della Confcommercio a Cernobbio. Per il ministro infatti si parla "troppo della exit strategy dalla crisi economica ma il problema e' il management della crisi, la gestione. La configurazione della crisi è mutata - sottolinea Tremonti - ma la crisi continua a girarci intorno".
Il ministro sottolinea che il governo italiano "non poteva fare di più a causa del debito piu' alto che negli altri Paesi". "Abbiamo fatto bene a rifiutare l'avventurismo, il deficitismo e il costruttivismo economico sperimentale che ci veniva proposto".
Quanto al 'rischio inflazione', per Tremonti "noi dipendiamo piu' degli altri paesi dal debito energetico e da questo non si esce con il mulino a vento o con il 'mulino bianco'. Questo dimostra per altro che la scelta del nucleare non e' sbagliata".
gestirla. Ad ogni modo l'Italia reggerà. E' questo il messaggio lanciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti intervenuto al forum della Confcommercio a Cernobbio. Per il ministro infatti si parla "troppo della exit strategy dalla crisi economica ma il problema e' il management della crisi, la gestione. La configurazione della crisi è mutata - sottolinea Tremonti - ma la crisi continua a girarci intorno".Il ministro sottolinea che il governo italiano "non poteva fare di più a causa del debito piu' alto che negli altri Paesi". "Abbiamo fatto bene a rifiutare l'avventurismo, il deficitismo e il costruttivismo economico sperimentale che ci veniva proposto".
Quanto al 'rischio inflazione', per Tremonti "noi dipendiamo piu' degli altri paesi dal debito energetico e da questo non si esce con il mulino a vento o con il 'mulino bianco'. Questo dimostra per altro che la scelta del nucleare non e' sbagliata".
Il ministro dell'Economia ha poi negato che sia aumentata la pressione fiscale: "Noi non abbiamo aumentato nessuna aliquota e non abbiamo introdotto nuove tasse. Se e' aumentato il gettito dai giochi questo non significa che ci siano nuove imposte ma e' solo un beneficio per l'Erario, anche il gettito derivato dallo scudo fiscale non e' una nuova imposta. Sono cose che non vengono imposte a nessuno, le parole hanno un senso. L'Italia ha tenuto e terra', non c'e' stata una crisi sociale come invece poteva esserci", aggiunge il ministro dell'Economia.
Il ministro torna quindi a puntare il dito contro il mondo della finanza: "Siamo arrivati a una situazione per cui i governi hanno dato alla finanza i soldi per salvarsi e la finanza usa quei soldi per speculare contro i governi stessi".
Tremonti ribadisce quindi la necessità di imporre regole ai mercati finanziari. "Non avere regole non e' positivo, e' stato uno dei fattori della crisi. E' meglio avere regole europee per quanto riguarda il mercato che una assenza di regole. L'ideale sarebbe avere regole universali - sottolinea Tremonti - ma se questo non e' possibile la cosa migliore e' avere regole europee".
Dal palco della Confcommercio infine, il ministro rilancia la riforma del sistema fiscale, da fare entro "due o tre anni"
"E' assolutamente necessario allineare il sistema fiscale al sistema economico e sociale del nostro paese. E' impossibile continuare con un sistema di mezzo secolo fa. L'attuale sistema fiscale e' stato disegnato negli anni '60 ed e' diventato legge negli anni '70, poi ci sono stati rattoppi che non l'hanno reso piu' giusto o piu' efficiente. E' arrivato il momento - conclude Tremonti - perche' questo sistema venga modificato".
Il ministro torna quindi a puntare il dito contro il mondo della finanza: "Siamo arrivati a una situazione per cui i governi hanno dato alla finanza i soldi per salvarsi e la finanza usa quei soldi per speculare contro i governi stessi".
Tremonti ribadisce quindi la necessità di imporre regole ai mercati finanziari. "Non avere regole non e' positivo, e' stato uno dei fattori della crisi. E' meglio avere regole europee per quanto riguarda il mercato che una assenza di regole. L'ideale sarebbe avere regole universali - sottolinea Tremonti - ma se questo non e' possibile la cosa migliore e' avere regole europee".
Dal palco della Confcommercio infine, il ministro rilancia la riforma del sistema fiscale, da fare entro "due o tre anni"
"E' assolutamente necessario allineare il sistema fiscale al sistema economico e sociale del nostro paese. E' impossibile continuare con un sistema di mezzo secolo fa. L'attuale sistema fiscale e' stato disegnato negli anni '60 ed e' diventato legge negli anni '70, poi ci sono stati rattoppi che non l'hanno reso piu' giusto o piu' efficiente. E' arrivato il momento - conclude Tremonti - perche' questo sistema venga modificato".
Mal d'aria industriale, dossier Legambiente: "Boom inquinanti"
ROMA - In Italia è 'boom' di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali. Tra il 2006 e il 2007, infatti, sono saliti del 15% gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), del 6% le diossine e i furani, del 5% il cadmio e del 3% il cromo. E’ con questi dati che "l’industria italiana si conferma come la principale fonte di microinquinanti scaricati in atmosfera, producendo il 60% del cadmio totale, il 70% delle diossine, il 74% del mercurio, l’83% del piombo, l’86% dei Policlorobifenili (Pcb), l’89% del cromo, fino al 98% dell’arsenico". Tutti inquinanti che sembrano finiti nell’oblio ma che, invece, contribuiscono in modo molto pesante a rendere insalubre l’aria respirata nei luoghi di lavoro e nei centri urbani limitrofi alle aree industriali. E’ l’allarme lanciato da Legambiente con 'Mal’Aria industriale 2010', il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive che denuncia il trend degli inquinanti industriali in aumento.L'associazione del cigno parla di "cifre preoccupanti che non hanno destato lo stesso allarme dell’inquinamento causato dal traffico privato poiché, a parte qualche rara eccezione come il polo siderurgico di Taranto, la fonte industriale, non è ancora entrata nell’immaginario collettivo come un problema da affrontare". Eppure l’industria "contribuisce in modo molto sensibile" alla 'Mal’Aria del paese', con il 26% di PM10 (le polveri sottile) emesso a livello nazionale, un livello di emissioni "superiore a quello prodotto dal trasporto stradale (che incide sul totale solo per il 22%, ma che diventa la prima fonte di emissione nei centri urbani)". Oltre alle polveri sottili, la fonte industriale emette poi in atmosfera il 79% degli ossidi di zolfo (SOx) e il 23% degli ossidi di azoto (NOx), "precursore della produzione del PM10 secondario e dell’ozono, inquinante tipicamente estivo".
Passando dai macro ai microinquinanti, il contributo delle attività produttive denunciato da 'Mal’aria Industriale 2010' di Legambiente "si conferma davvero rilevante": ad "eccezione" del benzene (le emissioni industriali contribuiscono 'solo' per il 15% rispetto al totale), degli Ipa (34%) e del nichel (35%) infatti, "l’industria italiana è la principale fonte di microinquinanti scaricati in atmosfera, con almeno il 60% del contributo totale come nel caso del cadmio, fino ad arrivare al 98% nel caso dell’arsenico".
Centrosinistra in piazza: "Siamo in 200 mila, da qui nasce la riscossa democratica"
R
OMA - "Da oggi inizia una grande riscossa democratica". Pier Luigi Bersani infiamma Piazza del Popolo, a Roma, e annuncia da qui l'inizio di un'alternativa per il governo del paese. "Lo combatteremo- dice- ma non avremo lui negli occhi. Avremo l'alternativa possibile per il governo del Paese. Un'alternativa fatta di lavoro, serietà, regole, civismo. Sono le parole, queste, di una grande riscossa democratica. Le cose cambiano, le cose cambiano. Andiamo a vincere. Viva il lavoro, viva la Costituzione, viva l'Italia democratica". Il popolo viola e il centrosinistra si uniscono in una piazza stracolma: 200 mila persone, secondo gli organizzatori (25 mila dirà la Questura). Tutti contro il governo Berlusconi, il premier e il decreto salva-liste del Pdl in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi. "Si mettano bene in testa- dice Bersani nel suo intervento- che non e' una lista in più' o in meno che ci preoccupa. Noi vinciamo, lista o non lista. Sono le regole che ci preoccupano, quelle bisogna rispettarle
E accettino un consiglio- aggiunge il segretario del Pd- quello di farsi fare le liste dalla protezione civile. Impediremo- aggiunge- che Berlusconi nel suo livoroso e pericoloso tramonto travolga nel discredito le istituzioni e ferisca l'unità della nazione". Bersani ne è certo: "Un'altra Italia è possibile. Combatteremo Berlusconi, ma non ci rispecchieremo in Berlusconi perché lui non può più parlare del futuro del nostro paese. Lui è troppo forte per essere finito ma è troppo finito per essere forte. Lo combatteremo ma non avremo lui nei nostri occhi, avremo negli occhi un'Italia positiva".
DI PIETRO: "L'ITALIA BRUCIA E NERONE RIDE E SE LA CANTA" - "Ci troviamo di fronte a un novello Nerone che ride, se la canta e se la suona con le sue barzellette mentre l'Italia brucia". Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, dal palco di piazza del Popolo prende l'impegno da parte del suo partito di andare uniti alle prossime elezioni per ciò che riguarda il centrosinistra. D'altra parte, aggiunge Di Pietro, "con Berlusconi non si scherza, gli dai un dito e si prende il braccio. Quello è un piduista e pensa solo ai suoi interessi. Dobbiamo tutti insieme impegnarci in uno sforzo comune per abbattere nelle urne il governo Berlusconi. Ma per fare questo dobbiamo essere uniti, vincere e convincere". L'ex pm poi si rivolge alla piazza dicendo che "occorre fare squadra con gli altri partiti dell'opposizione, però dite loro che alcune regole vanno rispettate, se ci sono delle mele marce mettiamole fuori per distinguerci dagli altri" e questo perché "se poi vinci e da Berlusconi vai a Berluschini non cambia nulla".
BONINO: "SI' PUO' VINCERE PER UN NUOVO INIZIO" - "Penso che ce la possiamo fare, che possiamo vincere qui e in altre Regioni". Emma Bonino, molto applaudita dalla piazza, sale sul palco e invita i militanti del centrosinistra a trasmettere "un messaggio di speranza". Cita Ghandi e Anna Politkovskaja per ricordare "che i sentimenti tiepidi non bastano a conquistare la fiducia della gente. Io non ho sentimenti tiepidi- dice alla piazza- non abbiateli neanche voi". Quindi, rivolta ai partiti che la sostengono nella corsa alla presidenza della Regione Lazio, dopo aver chiesto ai manifestanti di abbassare le bandiere "perché voglio vedervi in faccia", spiega che "c'è bisogno di discussioni, ma non di divisioni" e che bisogna "rivolgersi ai cittadini, non ai sudditi". Qui sta la chiave di un "nuovo inizio, di una storia altra e laica, di un'alternativa che non vuole escludere gli altri, quelli che pur avendo votato il centrodestra sentono lo stesso bisogno di legalità e rispetto delle regole che sentiamo noi. Sono molti- dice Bonino- di là di cittadini per bene ce ne sono". Quindi, un messaggio, l'unico nel suo discorso, indirizzato direttamente a Silvio Berlusconi: "Chi è prepotente lo fa perché si sente moribondo, l'arroganza è segno di debolezza. Noi- conclude Bonino- dobbiamo essere l'alternativa a questo regime da basso impero". Per farlo, qui nel Lazio, serve l'impegno di tutti: "Ognuno di voi- dice Bonino alla piazza- si senta candidato presidente al posto mio. Non siete voi a stare con me, ma sono io con voi".
VENDOLA: "BERLUSCONISMO, BESTIA FERITA CHE COLPISCE IL PAESE"- "La crisi del berlusconismo esibisce una bestia ferita che con i suoi colpi di coda cerca di colpire ancora il Paese". Così il governatore della Puglia, ricandidato alla carica, Nichi Vendola dal palco della manifestazione di piazza del Popolo. Per Vendola "il racconto del berlusconismo non convince più, è pieno di smagliature e di crepe". E' venuto il momento "di costruire un altro racconto, quello di un popolo che non si fa più incantare dal populismo". "Se è vero che il racconto del berlusconismo è finito tra le macerie dell'Aquila- aggiunge Vendola- dobbiamo sapere che non possiamo stare seduti sulla sponda del fiume per vedere passare il cadavere dell'avversario". Dobbiamo anche essere consapevoli "che noi del centrosinistra non abbiamo ancora un racconto credibile. Per questo oggi da qua riparte il cantiere. Il centrosinistra ritrova la propria piazza e quel popolo che per lungo tempo aveva smarrito". Dobbiamo "parlare chiaro per rendere netto il percorso del nostro cammino. Il centrosinistra apra la porta alla speranza di chi non ce la fa più. O facciamo questo o falliremo".
E LA PIAZZA NON RISPARMIA NEMMENO NAPOLITANO - Nonostante le rassicurazioni della vigilia, la piazza del centrosinistra non risparmia critiche al presidente della Repubblica. Quando piazza del Popolo si va riempiendo delle bandiere di tutti i partiti che aderiscono alla manifestazione, nei pressi del gazebo di Italia dei Valori si distribuiscono magliette che paragonano l'intransigenza di Sandro Pertini al capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Pertini non avrebbe mai firmato", recitano le t-shirt. Anche alcuni cartelli innalzati a piazza del Popolo se la prendono con il presidente della Repubblica. Uno recita: "Nano e Napolitano datevi la mano".
Ma, come ampiamente annunciato, è il presidente del Consiglio l'obiettivo principale dei manifestanti. Un manichino lo raffigura con una clava in una mano e nell'altra un fascio di banconote. Al petto un cartello con la scritta: "Due milioni di disoccupati ma a Berlusconi interessa solo non essere processato!". Il Berlusconi-fantoccio è ripreso da una telecamera finta con il logo 'Rai-set', retta sulla testa di un manifestante. Lo striscione più esplicito è issato sul muraglione di piazza del Popolo. "Legge interpretativa?? Interpreta questo!!". E una gigantesca mano con il dito medio alzato rende inequivoco chi sia il destinatario del messaggio.
OMA - "Da oggi inizia una grande riscossa democratica". Pier Luigi Bersani infiamma Piazza del Popolo, a Roma, e annuncia da qui l'inizio di un'alternativa per il governo del paese. "Lo combatteremo- dice- ma non avremo lui negli occhi. Avremo l'alternativa possibile per il governo del Paese. Un'alternativa fatta di lavoro, serietà, regole, civismo. Sono le parole, queste, di una grande riscossa democratica. Le cose cambiano, le cose cambiano. Andiamo a vincere. Viva il lavoro, viva la Costituzione, viva l'Italia democratica". Il popolo viola e il centrosinistra si uniscono in una piazza stracolma: 200 mila persone, secondo gli organizzatori (25 mila dirà la Questura). Tutti contro il governo Berlusconi, il premier e il decreto salva-liste del Pdl in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi. "Si mettano bene in testa- dice Bersani nel suo intervento- che non e' una lista in più' o in meno che ci preoccupa. Noi vinciamo, lista o non lista. Sono le regole che ci preoccupano, quelle bisogna rispettarle E accettino un consiglio- aggiunge il segretario del Pd- quello di farsi fare le liste dalla protezione civile. Impediremo- aggiunge- che Berlusconi nel suo livoroso e pericoloso tramonto travolga nel discredito le istituzioni e ferisca l'unità della nazione". Bersani ne è certo: "Un'altra Italia è possibile. Combatteremo Berlusconi, ma non ci rispecchieremo in Berlusconi perché lui non può più parlare del futuro del nostro paese. Lui è troppo forte per essere finito ma è troppo finito per essere forte. Lo combatteremo ma non avremo lui nei nostri occhi, avremo negli occhi un'Italia positiva".
DI PIETRO: "L'ITALIA BRUCIA E NERONE RIDE E SE LA CANTA" - "Ci troviamo di fronte a un novello Nerone che ride, se la canta e se la suona con le sue barzellette mentre l'Italia brucia". Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, dal palco di piazza del Popolo prende l'impegno da parte del suo partito di andare uniti alle prossime elezioni per ciò che riguarda il centrosinistra. D'altra parte, aggiunge Di Pietro, "con Berlusconi non si scherza, gli dai un dito e si prende il braccio. Quello è un piduista e pensa solo ai suoi interessi. Dobbiamo tutti insieme impegnarci in uno sforzo comune per abbattere nelle urne il governo Berlusconi. Ma per fare questo dobbiamo essere uniti, vincere e convincere". L'ex pm poi si rivolge alla piazza dicendo che "occorre fare squadra con gli altri partiti dell'opposizione, però dite loro che alcune regole vanno rispettate, se ci sono delle mele marce mettiamole fuori per distinguerci dagli altri" e questo perché "se poi vinci e da Berlusconi vai a Berluschini non cambia nulla".
BONINO: "SI' PUO' VINCERE PER UN NUOVO INIZIO" - "Penso che ce la possiamo fare, che possiamo vincere qui e in altre Regioni". Emma Bonino, molto applaudita dalla piazza, sale sul palco e invita i militanti del centrosinistra a trasmettere "un messaggio di speranza". Cita Ghandi e Anna Politkovskaja per ricordare "che i sentimenti tiepidi non bastano a conquistare la fiducia della gente. Io non ho sentimenti tiepidi- dice alla piazza- non abbiateli neanche voi". Quindi, rivolta ai partiti che la sostengono nella corsa alla presidenza della Regione Lazio, dopo aver chiesto ai manifestanti di abbassare le bandiere "perché voglio vedervi in faccia", spiega che "c'è bisogno di discussioni, ma non di divisioni" e che bisogna "rivolgersi ai cittadini, non ai sudditi". Qui sta la chiave di un "nuovo inizio, di una storia altra e laica, di un'alternativa che non vuole escludere gli altri, quelli che pur avendo votato il centrodestra sentono lo stesso bisogno di legalità e rispetto delle regole che sentiamo noi. Sono molti- dice Bonino- di là di cittadini per bene ce ne sono". Quindi, un messaggio, l'unico nel suo discorso, indirizzato direttamente a Silvio Berlusconi: "Chi è prepotente lo fa perché si sente moribondo, l'arroganza è segno di debolezza. Noi- conclude Bonino- dobbiamo essere l'alternativa a questo regime da basso impero". Per farlo, qui nel Lazio, serve l'impegno di tutti: "Ognuno di voi- dice Bonino alla piazza- si senta candidato presidente al posto mio. Non siete voi a stare con me, ma sono io con voi".
VENDOLA: "BERLUSCONISMO, BESTIA FERITA CHE COLPISCE IL PAESE"- "La crisi del berlusconismo esibisce una bestia ferita che con i suoi colpi di coda cerca di colpire ancora il Paese". Così il governatore della Puglia, ricandidato alla carica, Nichi Vendola dal palco della manifestazione di piazza del Popolo. Per Vendola "il racconto del berlusconismo non convince più, è pieno di smagliature e di crepe". E' venuto il momento "di costruire un altro racconto, quello di un popolo che non si fa più incantare dal populismo". "Se è vero che il racconto del berlusconismo è finito tra le macerie dell'Aquila- aggiunge Vendola- dobbiamo sapere che non possiamo stare seduti sulla sponda del fiume per vedere passare il cadavere dell'avversario". Dobbiamo anche essere consapevoli "che noi del centrosinistra non abbiamo ancora un racconto credibile. Per questo oggi da qua riparte il cantiere. Il centrosinistra ritrova la propria piazza e quel popolo che per lungo tempo aveva smarrito". Dobbiamo "parlare chiaro per rendere netto il percorso del nostro cammino. Il centrosinistra apra la porta alla speranza di chi non ce la fa più. O facciamo questo o falliremo".
E LA PIAZZA NON RISPARMIA NEMMENO NAPOLITANO - Nonostante le rassicurazioni della vigilia, la piazza del centrosinistra non risparmia critiche al presidente della Repubblica. Quando piazza del Popolo si va riempiendo delle bandiere di tutti i partiti che aderiscono alla manifestazione, nei pressi del gazebo di Italia dei Valori si distribuiscono magliette che paragonano l'intransigenza di Sandro Pertini al capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Pertini non avrebbe mai firmato", recitano le t-shirt. Anche alcuni cartelli innalzati a piazza del Popolo se la prendono con il presidente della Repubblica. Uno recita: "Nano e Napolitano datevi la mano".
Ma, come ampiamente annunciato, è il presidente del Consiglio l'obiettivo principale dei manifestanti. Un manichino lo raffigura con una clava in una mano e nell'altra un fascio di banconote. Al petto un cartello con la scritta: "Due milioni di disoccupati ma a Berlusconi interessa solo non essere processato!". Il Berlusconi-fantoccio è ripreso da una telecamera finta con il logo 'Rai-set', retta sulla testa di un manifestante. Lo striscione più esplicito è issato sul muraglione di piazza del Popolo. "Legge interpretativa?? Interpreta questo!!". E una gigantesca mano con il dito medio alzato rende inequivoco chi sia il destinatario del messaggio.
Redditi onorevoli, Berlusconi il più ricco di tutti: guadagnati 9 milioni in più in un anno
ROMA - Silvio Berlusconi si conferma il politico italiano più ricco e in un anno aggiunge alle sue già cospicue risorse ben 9 milioni di euro. Se infatti nella dichiarazione Irpef del 2008 (relativa al periodo di imposta 2007) dichiarava 14 milioni e 532 mila euro, quest'anno la dichiarazione dei redditi segna 23 milioni 57 mila e 981 euro di reddito imponibile. Si tratta della dichiarazione Irpef 2009, relativa al periodo di imposta 2008, resa nota dagli uffici della Camera.BERSANI PIU' POVERO DI 13 MILA EURO - Pier Luigi Bersani leader popolare anche all'Agenzia delle entrate. Nel 2009, il segretario del Pd ha denunciato 150 mila 450 euro di reddito imponibile (ben 22 milioni e 907 mila 531 euro in meno di Silvio Berlusconi). Se il leader Pdl nell'anno nero della crisi si arricchisce ulteriormente, il segretario del Pd perde circa 13 mila euro. La sua dichiarazione Irpef del 2008 segnalava infatti un reddito imponibile di 163 mila 551 euro. Tra l'altro, Bersani non risulta in possesso di beni immobili.
DOPO IL PREMIER, DI PIETRO (STACCATISSIMO) IL LEADER PIU' RICCO - Dopo Berlusconi, il leader di partito più ricco è Antonio Di Pietro. Il leader Idv è lontanissimo dai redditi del premier, di oltre 22 milioni di euro, ma rimane comunque il più ricco dei segretari politici. Per lui nella dichiarazione Irpef 2009, un reddito imponibile di 193 mila 211 euro. In dodici mesi Di Pietro perde circa 27 mila euro rispetto alla dichiarazione del 2008, quando denunciava 218 mila e 80 euro. Il leader Idv nel 2009 ha denunciato 26 mila 600 azioni Enel, 9 mila e 100 azioni in più rispetto all'anno precedente.
SENATO, VERONESI STACCA TUTTI - Il senatore più ricco si conferma Umberto Veronesi (Pd), che nella dichiarazione dei redditi riferita al 2008, ha dichiarato un reddito imponibile di 1.678.554 euro. Piazza d'onore per Alfredo Messina (Pdl) con 1.260.164 euro, mentre al terzo posto troviamo Giuseppe Ciarrapico (Pdl) con 1.175.516 euro. Seguono al quarto posto Salvatore Sciascia (Pdl) con 992.369 euro, e al quinto Raffaele Ranucci (Pd) con 702.224. Questa la 'top five' di Palazzo Madama.
Inseguono a poche migliaia di euro di distanza Francesco Casoli (Pdl) con 645.958, il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio (Pd) con 632.209 euro.
La classifica dei senatori più 'poveri' vede al primo posto Maria Alessandra Gallone (Pdl) con un reddito di 20.826 euro (ma è diventata senatrice il 9 dicembre 2008). Seguono Ada Spadoni Urbani (Pdl) con 67.268, Juan Esteban Caselli (Pdl) con 86.000 (eletto nella circoscrizione estero America meridionale), Mirella Giai (Udc) con 86.001 (eletta nella circoscrizione estero America meridionale). Chiude la 'top five' dei 'poveri' Bruno Alicata (Pdl) con 86.212. Tra i redditi da segnalare anche quello del senatore Piero Longo (legale del premier) con 540.542 euro, mentre Marcello Dell'Utri (Pdl) si ferma a 460.753. Il presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli ha dichiarato un imponibile di 367.636 euro.
Inseguono a poche migliaia di euro di distanza Francesco Casoli (Pdl) con 645.958, il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio (Pd) con 632.209 euro.
La classifica dei senatori più 'poveri' vede al primo posto Maria Alessandra Gallone (Pdl) con un reddito di 20.826 euro (ma è diventata senatrice il 9 dicembre 2008). Seguono Ada Spadoni Urbani (Pdl) con 67.268, Juan Esteban Caselli (Pdl) con 86.000 (eletto nella circoscrizione estero America meridionale), Mirella Giai (Udc) con 86.001 (eletta nella circoscrizione estero America meridionale). Chiude la 'top five' dei 'poveri' Bruno Alicata (Pdl) con 86.212. Tra i redditi da segnalare anche quello del senatore Piero Longo (legale del premier) con 540.542 euro, mentre Marcello Dell'Utri (Pdl) si ferma a 460.753. Il presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli ha dichiarato un imponibile di 367.636 euro.
13 marzo 2010
Par condicio, il Tar boccia lo stop alle trasmissioni politiche. E' scontro
ROMA - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Sky e Telecom per la sospensiva del regolamento dell'Autorità garante delle comunicazioni che vieta talk show politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, divieto valido per la Rai ed esteso alle emittenti private. La norma ha portato alla sospensione di programmi come Annozero, Ballarò e Porta a Porta.Aquí escribes la parte del post a mostrar.BERSANI: "ORA RIPARTANO I PROGRAMMI" - "Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l’assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico. Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni". Lo dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in merito alla decisione del Tar sul regolamento Agcom. Per Bersani "il rischio è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione. Serve riportare il buon senso e riaprire subito gli approfondimenti informativi che sono stati sospesi nei giorni scorsi".
BOCCHINO: "SOLITO INTERVENTISMO DEI GIUDICI" - "Al di là del giudizio di merito sulla vicenda del regolamento per la par condicio, è evidente che questa campagna elettorale è caratterizzata da un insolito interventismo della magistratura. Ciò rischia purtroppo di inasprire rapporti già difficili tra il potere politico e l'ordinamento giudiziario, che invece andrebbero armonizzati nell'interesse del Paese". Così Italo Bocchino, presidente vicario gruppo Pdl alla Camera.
BELTRANDI (RADICALI): "SOSPENSIVA, MA NON CAMBIANO LE REGOLE" - "Il Tar Lazio, a quanto si apprende, avrebbe sospeso un solo comma, il 2, dell’articolo 6, della delibera dell’AGCOM che applica la parcondicio alle televisioni private in occasione delle regionali del 27 – 28 marzo 2010". Lo sottolinea Marco Beltrandi, radicale, relatore della par condicio nella commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. "Qualora tale notizia si riveli fondata- aggiunge- occorre chiarire che: 1) si tratta di sospensiva, il Tar non è entrato nel merito, lo farà solo il 6 maggio; 2) la sospensione del comma 2 dell’art. 6 non riguarda le nuove norme approvate per i talkshow, che sono soltanto al comma 5 dell’art. 6 della delibera dell’Agcom; 3)la delibera della Vigilanza sulla Rai tv è stata invece pienamente confermata dal Tar Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata; 4) anche qualora il Tar Lazio avesse sospeso il comma 5, dell’art. 6, la motivazione del tar sarebbe smentita nel merito dal fatto che trasmissioni come Matrix e Terra hanno continuato ad essere messe in onda,a nche prima di ogni sospensiva, dimostrando che non è il regolamento ad aver imposto un qualunque stop". A prescindere da tutto questo, aggiunge Beltrandi, "qualora le televisioni private, e la Rai stessa, ritenessero di voler rivedere l’assurda decisione di bloccare i talk show per non voler rispettare le blande, rispetto ad altri Paesi, norme sulla par condicio nell’ultimo mese della campagna elettorale, io quale estensore del regolamento e noi come soggetto politico radicale non potremmo che compiacercene, essendo esattamente quanto chiediamo con insistenza da settimane, mentre denunciamo l’incredibile ulteriore sabotaggio operato dalla Rai tv della campagna elettorale con le tribune non ancora calendarizzate, dopo 10 giorni dal giorno in cui sarebbero dovute cominciare".
GIULIETTI (ARTICOLO 21): "LA RAI PRENDA ATTO DELLA SENTENZA DEL TAR" - "Finalmente una buona notizia, non avevamo dubbi. Il Tar del Lazio ha deciso di levare il bavaglio alle trasmissioni soppresse accogliendo il ricorso presentato da Sky e Telecom Italia Media". Lo afferma il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti. "L'Agcom si era vista costretta, almeno questa era la loro tesi, ad estendere l'assurdo regolamento al privato per non creare disparità con il settore pubblico. La decisione del Tar non può che comportare una immediata decadenza del regolamento anche per il servizio pubblico. Siamo sicuri che le Autorità di garanzia e il Cda Rai vorranno immediatamente recepire questa decisione e in particolare la Rai vorrà comunicare l'immediata riapertura di tutte le trasmissioni arbitrariamente soppresse. Soppressione- conclude Giulietti- che ha creato forte indignazione e che ha fatto sì che l'esposto presentato da Articolo21 abbia raccolto oltre 20mila firme in poche ore".Aquí escribes el resto del post.
12 marzo 2010
VOTO ALL’ESTERO/ DALL’ON. ANGELI (PDL) UNA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE PER ELIMINARE IL VOTO PER CORRISPONDENZA
Il 9 marzo scorso, Giuseppe Angeli, deputato del Pdl eletto in Sud America, ha presentato una nuova proposta di legge per riformare la Legge sul voto all’estero. questo nuovo testo segue quello, appena assegnato alla Commissione Affari Costituzionali, in cui di prevede la residenza ininterrotta all’estero per 10 anni per i candidati nella circoscrizione estero . Questa nuova proposta di legge - "Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero" – vuole "apportare le necessarie modifiche alla legge elettorale per scongiurare brogli e manipolazioni delle schede inviate per corrispondenza, abolendo il voto per posta". Il testo,che deve ancora essere assegnato alle Commissioni competenti, si compone di 23 articoli e interviene su tutta la legge 459: "per prima cosa – spiega Angeli – eliminando il voto per corrispondenza (art 1) e adattando tanti articoli a questa modifica. Infatti, in armonia con la riforma costituzionale avvenuta nel 2000, si prevede che il voto avvenga presso le sedi diplomatiche e consolari". Gli articoli 2-10 – continua Angeli – ridisegnano e modificano l’articolo 12 della legge 459, istituendo i seggi elettorali nelle sedi diplomatiche o consolari all’estero, o in altre sedi indicate da queste ultime, definendo le modalità di invio delle schede elettorali presso l’Ufficio centrale della circoscrizione Estero con la previsione che i responsabili degli uffici consolari inviino, senza ritardo, all'ufficio centrale per la circoscrizione Estero le schede votate in un plico sigillato, unitamente alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l'opzione del voto in Italia, con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica, sicché – precisa Angeli – l’indicazione numerica degli elettori che hanno votato, giunta in Italia con le schede votate per lo spoglio e lo scrutinio, consentirà di individuare manipolazioni eventuali". La proposta di legge, inoltre, prevede che siano le rappresentanze diplomatiche o consolari ad inviare le schede e non i singoli elettori e contiene una norma che inasprisce le sanzioni da comminare a chi esprime un doppio voto, all’estero ed in Italia. "Ovviamente, per coerenza normativa, questa proposta di legge va ad abrogare i riferimenti al voto per corrispondenza, circa le intese tra le rappresentanze diplomatiche italiane con i Governi dove risiedono i cittadini italiani emigrati, e disciplina i tempi entro i quali il Ministro dell’Interno di concerto con il Ministro degli affari esteri debbano emanare le disposizioni applicative di questa proposta di legge". "I recenti scandali – commenta il deputato Pdl – hanno reso necessario un efficace intervento, visto che si erano già verificati nelle precedenti tornate elettorali. Ciò – conclude – senza alterare i dettami della Costituzione sulla circoscrizione estero e difendendo il diritto al voto "personale, eguale libero e segreto" come dice la nostra Costituzione per gli italiani all'estero che non devono essere defraudati con manipolazioni e brogli del loro sacrosanto diritto civico".
DA RIO TERCERO A CARMAGNOLA: PROSEGUONO LE INIZIATIVE ORGANIZZATE TRA I DUE COMUNI GEMELLATI DI ITALIA E ARGENTINA
Proseguono le attività legate al gemellaggio fra Carmagnola, in
provincia di Torino, e Rio Tercero in Argentina, gemellaggio avviato nel 2008 per promuovere la conoscenza reciproca delle due comunità.Due le nuove iniziative: un interscambio di tipo professionale, che consiste in un periodo di soggiorno di due giovani professionisti rioterceresi a Carmagnola, e un viaggio di una compagnia teatrale locale insieme ad alcuni cittadini a Rio Tercero, in occasione del bicentenario della Rivoluzione di Maggio del 25 maggio 1810, per mettere in scena alcune rappresentazioni teatrali in piemontese.
Per il viaggio sono aperte le preiscrizioni: chi fosse interessato ad andare in Argentina può mettersi in comunicazione con l’Ufficio manifestazioni del Comune. Sono intanto in corso gli scambi con i due giovani professionisti, un insegnante di musica e una bibliotecaria, che soggiornano a Carmagnola con l’obiettivo di perfezionare la propria conoscenza della lingua italiana, incontrare personaggi della vita culturale cittadina, provare a svolgere servizi attinenti la loro professionalità e sperimentare i sistemi e le abitudini del nostro Paese. Il primo riotercerese è arrivato alla stazione di piazza XXX Aprile nella freddissima mattina dell’8 febbraio scorso, passando dalla caldissima estate argentina al gelo del Piemonte. Ma è stato accolto calorosamente dal sindaco e da vari assessori, insieme a personale del Comune, cittadini, scuole e rappresentanti della biblioteca. Si chiama Victor Hugo Podetti, ha poco più di trent’anni, è insegnante di musica al conservatorio e al liceo di Rio Tercero. I suoi antenati da parte di madre erano dei Chiavazza, nati a Monasterolo di Savigliano e partiti per l’Argentina nel 1904; don Pierino Chiavazza sacerdote di Manta è cugino della madre, mentre altri parenti abitano a Saluzzo. Victor ha conosciuto alcune realtà della città, ha vissuto con gioia la neve (non nevica quasi mai a Rio Tercero) e, essendo arrivato a Carmagnola con la sua inseparabile chitarra, si è unito a un gruppo di bravi musici carmagnolesi.A fine mese di febbraio è arrivata invece Mariana Ponzio, bibliotecaria, i cui antenati erano partiti da Verzuolo.Da Rio Tercero tutta la Comunità segue con affetto e trepidazione l’avventura dei due concittadini a Carmagnola, con notizie riportate ogni settimana dai giornali locali.
provincia di Torino, e Rio Tercero in Argentina, gemellaggio avviato nel 2008 per promuovere la conoscenza reciproca delle due comunità.Due le nuove iniziative: un interscambio di tipo professionale, che consiste in un periodo di soggiorno di due giovani professionisti rioterceresi a Carmagnola, e un viaggio di una compagnia teatrale locale insieme ad alcuni cittadini a Rio Tercero, in occasione del bicentenario della Rivoluzione di Maggio del 25 maggio 1810, per mettere in scena alcune rappresentazioni teatrali in piemontese.Per il viaggio sono aperte le preiscrizioni: chi fosse interessato ad andare in Argentina può mettersi in comunicazione con l’Ufficio manifestazioni del Comune. Sono intanto in corso gli scambi con i due giovani professionisti, un insegnante di musica e una bibliotecaria, che soggiornano a Carmagnola con l’obiettivo di perfezionare la propria conoscenza della lingua italiana, incontrare personaggi della vita culturale cittadina, provare a svolgere servizi attinenti la loro professionalità e sperimentare i sistemi e le abitudini del nostro Paese. Il primo riotercerese è arrivato alla stazione di piazza XXX Aprile nella freddissima mattina dell’8 febbraio scorso, passando dalla caldissima estate argentina al gelo del Piemonte. Ma è stato accolto calorosamente dal sindaco e da vari assessori, insieme a personale del Comune, cittadini, scuole e rappresentanti della biblioteca. Si chiama Victor Hugo Podetti, ha poco più di trent’anni, è insegnante di musica al conservatorio e al liceo di Rio Tercero. I suoi antenati da parte di madre erano dei Chiavazza, nati a Monasterolo di Savigliano e partiti per l’Argentina nel 1904; don Pierino Chiavazza sacerdote di Manta è cugino della madre, mentre altri parenti abitano a Saluzzo. Victor ha conosciuto alcune realtà della città, ha vissuto con gioia la neve (non nevica quasi mai a Rio Tercero) e, essendo arrivato a Carmagnola con la sua inseparabile chitarra, si è unito a un gruppo di bravi musici carmagnolesi.A fine mese di febbraio è arrivata invece Mariana Ponzio, bibliotecaria, i cui antenati erano partiti da Verzuolo.Da Rio Tercero tutta la Comunità segue con affetto e trepidazione l’avventura dei due concittadini a Carmagnola, con notizie riportate ogni settimana dai giornali locali.
TERREMOTO IN CILE/ LA CROCE ROSSA ITALIANA AVVIA LA RACCOLTA FONDI PER LA POPOLAZIONE: LE INDICAZIONI PER CONTRIBUIRE
D
opo l’iniziativa in favore della popolazione di Haiti, la Croce Rossa Italiana ha avviato la raccolta fondi anche per la popolazione cilena colpita dal sisma del 27 febbraio scorso. Si può contribuire con la donazione di 1 euro inviando un SMS da numero "Wind" e "3" al numero 45555. La Croce Rossa Italiana ha attivato anche altri strumenti per raccogliere fondi: si può effettuare una donazione online, con causale "Pro emergenza Cile", al sito internet http://www.cri.it/ o procedere tramite bonifico bancario, sempre con causale "Pro emergenza Cile", al codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020. I contributi finanziari raccolti dalla Croce Rossa Italiana saranno impiegati a sostegno delle attività di assistenza alle popolazioni terremotate, in stretta collaborazione con la Croce Rossa Cilena e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
opo l’iniziativa in favore della popolazione di Haiti, la Croce Rossa Italiana ha avviato la raccolta fondi anche per la popolazione cilena colpita dal sisma del 27 febbraio scorso. Si può contribuire con la donazione di 1 euro inviando un SMS da numero "Wind" e "3" al numero 45555. La Croce Rossa Italiana ha attivato anche altri strumenti per raccogliere fondi: si può effettuare una donazione online, con causale "Pro emergenza Cile", al sito internet http://www.cri.it/ o procedere tramite bonifico bancario, sempre con causale "Pro emergenza Cile", al codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020. I contributi finanziari raccolti dalla Croce Rossa Italiana saranno impiegati a sostegno delle attività di assistenza alle popolazioni terremotate, in stretta collaborazione con la Croce Rossa Cilena e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
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