7 febbraio 2012

L.elettorale: oggi il Pdl incontra Lega e Pd, rispunta modello tedesco

Riflettori puntati sulla riforma della legge elettorale, matassa che spetta ai partiti e non al governo sbrogliare come ha chiarito piu' volte il premier Mario Monti. Da oggi il Pdl prova a sondare gli umori delle altre forze politiche su come cambiare l'attuale legge elettorale che piace a pochi per l'assenza di preferenze a disposizione del singolo elettore.
Si inizia con gli incontri con Lega (ieri sera hanno cenato insieme Silvio Berlusconi e Umberto Bossi) e Pd. Il primo si terra' in mattinata, il secondo nel pomeriggio. Il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, Donato Bruno presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio e Gaetano Qualiariello, vice capogruppo del Pdl al Senato, hanno intenzione piu' di ascoltare che di proporre.
A guidare la delegazione del Pd sara' Luciano Violante, responsabile per le riforme istituzionali del suo partito, che ha voluto subito chiarire come sia necessario allargare il dialogo con tutti ''perche' le riforme si fanno col maggior numero di forze politiche possibili''. Con lui ci saranno i rappresentanti dei gruppi parlamentari del Pd, probabilmente Gianclaudio Bressa per la Camera e il vice capogruppo al Senato Luigi Zanda. Violante partecipera' mercoledi' anche al convegno promosso dalla Fondazione Italia Protagonista (gli ex An del Pdl) proprio sulla riforma elettorale.
Domani il Pdl ha in calendario gli incontri con Terzo Polo e Sel. Giovedi' tocchera' a La Destra, Grande Sud, Rifondazione comunista e Idv. L'iniziativa del Pdl nasce su impulso di Silvio Berlusconi che in una intervista al quotidiano ''Libero'' ha auspicato una legge elettorale che salvaguardi il bipolarismo ed eviti un eccesso di frammentazione elevando la percentuale di voti necessari per entrare alla Camera (attualmente e' il 4%).
Sollecitazioni ripetute a riformare le norme elettorali vigenti sono venute negli ultimi mesi dal presidente Giorgio Napolitano che individua in questa necessaria correzione legislativa un possibile elemento della piu' volte auspicata riforma della politica. Da qui anche l'auspicio di Renato Schifani, presidente del Senato, e di Gianfranco Fini, presidente della Camera, a fare presto e bene. In caso di accordo tra i partiti, spettera' decidere a loro se l'iter della riforma dovra' avere una corsia preferenziale a Palazzo Madama o a Montecitorio.
Il Pdl preferirebbe che alla riforma elettorale fossero collegate altre riforme istituzionali (riduzione del numero dei parlamentari, fine del cosiddetto bicameralismo perfetto, poteri dell'esecutivo). Il Pd parte dalla sua proposta di riforma elettorale (doppio turno di collegio, 70% di seggi assegnati con sistema maggioritario e il 30% con il proporzionale) ma non ha preclusioni su altre ipotesi.
Violante, in una intervista a ''La Stampa'', ha tenuto a sottolineare che ''il Pdl ha rinunciato al premio di maggioranza e noi abbiamo rinunciato al doppio turno di collegio, ci si orienta verso un sistema simile al tedesco''.
Quest'ultima ipotesi piace molto al Terzo polo che a iniziare dall'Udc ha sempre caldeggiato il superamento del bipolarismo e una quota di parlamentari eletti con metodo proporzionale.
Tradizionalmente scettico sul modello tedesco e' il Pdl che non vorrebbe rinunciare del tutto a un meccanismo elettorale che favorisca il bipolarismo.
Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, mette un paletto al confronto: ''Non siamo disposti a escludere il Terzo polo da un eventuale accordo. Serve una intesa larga.
Alla trattativa devono partecipare tutti, compresi Idv e Lega''. E' d'accordo Italo Bocchino, vicepresidente di Fli: ''Le fughe in avanti servono solo a inasprire il clima''.
In prospettiva c'e' un altro problema all'orizzonte.
Mentre Pier Luigi Bersani, in una intervista al ''Corriere della Sera'', fa coincidere la fine del governissimo guidato da Monti con la scadenza naturale della legislatura, non la pensa cosi' Pier Ferdinando Casini. Il leader dell' Udc fa balenare lo scenario di una grande coalizione. Ha spiegato ieri sera, intervenendo nella trasmissione ''Otto e mezzo'' su La7: ''Chi pensa che Monti possa risolvere i problemi in un anno e mezzo vive sulla luna. Questa tipologia di governo di armistizio deve durare 4-5 anni''.
Casini e' ottimista sulla possibilita' di riformare la legge elettorale: ''Bene Berlusconi, finalmente ha cambiato giudizio sul Pd. Bisogna collaborare. Finalmente pensa di non avere a che fare con i comunisti, con il nemico, e che e' importante lavorare insieme. Io sono d'accordo con Berlusconi: ci vuole una soglia di sbarramento molto alta. Va bene anche perche' sono convinto che mi presentero' alle elezioni con un partito che avra' la maggioranza relativa''.

LAVORO: ANGELETTI, LEGGE LICENZIAMENTO PER MOTIVI ECONOMICI E PRECEDENZA CAUSE CON GIUDICE LAVORO, ANCHE CGIL NE DISCUTEREBBE

''Sono disposto a dire si' ad una legge che dica esplicitamente - fatte salve le ragioni discriminatorie - quando il licenziamento e' consentito per motivi economici''. Lo afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, in un'intervista alla Stampa, in cui si dice convinto che questa proposta sara' ancora piu' accettabile dal governo ''se verra' accompagnata da una norma che crea una corsia preferenziale per le cause di licenziamento di fronte al giudice del lavoro''. In questa formulazione, secondo Angeletti, anche ''la Cgil sara' disposta a discutere''. In caso contrario, il segretario della Uil sottolinea che non ci sara' una divisione dei sindacati sul tema della riforma del lavoro, ''su terreni come questi non si puo' - aggiunge riferendosi al sindacato guidato da Susanna Camusso - Su temi come questi non possiamo andare allo strappo con loro''. In cambio di un'apertura sull'art. 18, Angeletti valuta positivamente una proroga della riforma degli ammortizzatori sociali. ''Chiamiamola moratoria, per un periodo che speriamo sia il piu' breve possibile - sottolinea - Un anno, al massimo un anno e mezzo'', mentre sulla possibilita' di introdurre una norma che nega la cassa integrazione a chi rifiutasse un nuovo lavoro: ''non saremmo noi a dire no'', precisa.

5 febbraio 2012

Gas: record consumo in Italia,e'allerta

Il consumo di Gas ha raggiunto in Italia i 385 milioni di metri cubi e domani, con l'apertura delle industrie, tocchera' il record assoluto di 440 milioni di metri cubi consumati, livello mai raggiunto in passato. Lo rende noto il ministero dello Sviluppo che parla di ''allerta per il picco eccezionale'' e annuncia che si stanno ''valutando ulteriori misure'' che non riguarderanno pero' le utenze domestiche.

Lavoro: 47% giovani occupati 'a tempo'

I giovani (15-24 anni), risultati dipendenti a tempo determinato sono pari al 46,7% del totale dei dipendenti occupati in quella stessa fascia d'eta'. E' quanto emerge da elaborazioni su dati Istat relativi alla media annua del 2010. Prendendo in considerazione i dipendenti over 35, solo l'8% di questi e' figurato come a tempo determinato.

Maltempo: al nord mai cosi' freddo da 50 anni, nuova ondata entro 10/2

''La neve e' finita a Roma ma prosegue sulle regioni Adriatiche nelle prossime 72 ore. In particolare saranno Romagna, Marche, Abruzzo le regioni piu' colpite, con nevicate quasi ininterrotte fin sulla costa. Se per domenica si trattera' di accumuli di 10cm circa, tra lunedi' e martedi' ci attendiamo una intensificazione delle nevicate, con altri 30-50cm di neve fresca. La neve cadra' ancora anche su Emilia, Romagna con qualche fiocco fin sul Veneto. Il maltempo continuera' a imperversare al sud, dove la neve cadra' in pianura sulla Campania interna e il Gargano, altrove a quote collinari''. Sono le previsioni meteo del meteorologo di 3bmeteo.com, Sergio Brivio.
Molto probabilmente, aggiunge, ''la neve tornera' ancora anche al nord. Tra Lunedi' notte e Martedi' nevicate si porteranno dalla Romagna verso Emilia e basse pianure di Veneto, Lombardia, Piemonte. Accumuli di altri 20cm tra Bologna e Forli'. Ma sara' da Giovedi' che un nuovo nucleo gelido potrebbe invadere il nord, portando una nevicata copiosa su tutte le Regioni''. Sul fronte delle temperature non ha mai fatto cosi' freddo in febbraio da 50 anni: ''Anche nelle prossime ore si segneranno valori di temperatura a tratti record al nord. In particolare gia' nella notte scorsa a Milano (stazione di Malpensa) e' stato superato il precedente record per febbraio, con -16 gradi, cosi pure a Piacenza, con -15 gradi. E nei prossimi giorni potranno cadere altri record, come Torino e Bologna''.
Infine, ''con buona probabilita', il freddo siberiano ci terra' compagnia per gran parte del mese di Febbraio''.
Secondo Brivio, infatti, ''l'anticiclone russo continuera' a sospingere nuclei gelidi dall'est Europa verso l'Italia, dove le temperature continueranno a rimanere di 5-8 gradi sotto le medie del periodo''.

Lega Nord-Pdl: Bossi, se Berlusconi si ritira risolto il problema

''Non so cosa faranno, ma se Berlusconi si ritira e' risolto il problema''. Cosi' Umberto Bossi, leader della Lega Nord, alla domanda se ci sara' un riavvicinamento tra il Carroccio e il Pdl di Alfano. Bossi e' a Sarego, in provincia di Vicenza, dove si tiene il Parlamento del Nord. ''Se non c'e' piu' Berlusconi - spiega -, anche noi dovremo renderci conto della necessita' di trovare un'altra strada. Meglio, cosi' diventeremo il partito di maggioranza assoluta del Nord. Il primo obiettivo e' sempre stato questo. Tra il dire ed il fare, fino ad esso e' sempre stato impossibile''.
Ad una successiva domanda, sempre sull'alleanza tra la Lega Nord ed il Pdl di Alfano, ha comunque aggiunto: ''Non lo so, penso che sia lontano''. E alla curiosita' dei giornalisti se sente spesso Berlusconi, Bossi ha specificato: ''Ogni tanto''.

Berlusconi al Financial Times: "Non correrò più come premier, c'è Alfano"

Silvio Berlusconi ha dichiarato che e' pronto a 'farsi da parte', ad abbandonare la politica in prima linea, rivelando di non avere intenzione di candidarsi ancora come primo ministro". E' quanto si legge in un articolo pubblicato sul sito del Financial Times, frutto di un'intervista all'ex premier e leader Pdl.
Nell'articolo, firmato da due cronisti del giornale finanziario inglese, si legge che "comunque Berlusconi, un magnate miliardario dei media, ha mostrato di non avere alcuna intenzione di abbandonare del tutto la politica, spiegando di volere restare influente ma dietro le scene come il 'padre fondatore' del partito. Ha anche detto che potrebbe ricandidarsi al Parlamento, sostenendo di avere sondaggi che gli danno un gradimento maggiore di quelli di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel".
Il Financial Times riporta una frase di Berlusconi: "Mi sono fatto da parte, anche nel mio partito" e poi spiega: "Berlusconi ha sottolineato come le sue tre vittorie elettorali dal 1994 lo abbiano gia' fatto il piu' longevo primo ministro italiano del dopoguerra. Spero che questo governo, che per la prima volta ha il sostegno di tutto il Parlamento, avra' la possibilita' di proporre grandi riforme strutturali, partendo dall'architettura istituzionale, senza la quale non possiamo pensare di avere un Paese moderno, democratico e veramente libero".
"SONO ANCORA UN PERICOLO PUBBLICO" - Il bunga bunga? Semplice "scalpore fomentato dai media". Le sue dimissioni? Fatte per "responsabilita'" e con "eleganza". Dopo tante polemiche con i media stranieri, Silvio Berlusconi concede un'intervista al Financial Times, l'autorevole quotidiano finanziario di Londra. In una lunga intervista, dove i virgolettati attribuiti all'ex premier sono pochi, Berlusconi si mostra "pimpante" e si dice "ancora giovane" a 75 anni, arrivando a mostrare ai cronisti del foglio inglese "un livido che dice di essersi fatto giocando a hockey su ghiaccio con Vladimir Putin". Non nasconde il suo "odio" verso i magistrati "di sinistra", ma si dice "sereno" riguardo ai processi in cui e' ancora coinvolto. Poi, assicura: "Ho ancora un forte sostegno popolare, quasi il doppio dei mie colleghi Merkel e Sarkozy. I sondaggi mi danno un gradimento del 36%. Se cammino per strada fermo il traffico. Sono un pericolo pubblico e non posso nemmeno uscire a fare shopping".

Bersani: "Il governo durerà fino al 2013. Noi leali, ma no a prese in giro"

''Il governo Monti durera' fino al 2013, per noi almeno''. Pierluigi Bersani assicura lealtà al governo Monti ma non nasconde le critiche per alcuni provvedimenti che, afferma, sono stati approvati ''con il meccanismo di vecchia maggioranza, anche contro le indicazioni del governo stesso: questo e' un problema. Noi siamo leali, sosteniamo il governo, ma non ci lasciamo prendere in giro''. Bersani segnala in particolare "alcuni fatti: un colpo di mano sulle nomine Rai, una norma anti-magistrati e degli emendamenti al Senato sulle liberalizzazioni". Il leader del Pd lancia poi un monito sulla riforma del lavoro: "Noi come Pd le nostre proposte le abbiamo consegnate al Parlamento e a quel tavolo vigileremo su quel che accade e nessuno interferisca, tutti quanti debbono sottolineare che non abbiamo bisogno di tensioni, divisioni, di fasi di rottura in un anno difficilissimo".
A stretto giro arriva la replica del capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto. ''Bersani parla come se avesse vinto le elezioni e se questo governo fosse di sua proprieta'. Capiremo nei prossimi giorni il senso reale di questa inusitata offensiva. Allo stato attuale delle cose ci sembra evidente che si tratta di un fuoco di sbarramento nei confronti della impostazione e della realizzazione di parti del programma di governo'''.
A difendere l'intervento del leader democratico interviene infine Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Le parole di Pier Luigi Bersani sul sostegno al governo Monti non possono essere in alcun modo essere giudicate arroganti. La situazione del Paese e' delicata e quelle forze che hanno deciso di sostenere il governo Monti, insieme con equilibrio e attenzione, mettendo da parte la propaganda e i meri interessi di parte, devono agire con responsabilita'''. L'intervento di Bersani, sottolinea ancora Finocchiaro, era "un appello alla responsabilita' dei comportamenti. Non e' dovere solo di qualcuno, pur nelle legittima difesa delle proprie posizioni, la sostenibilita' di questo quadro poltico".

3 febbraio 2012

LAVORO: ANGELETTI, RIFORMA NON CREERA' POSTI

''Dire che cambiando le norme della riforma del mercato del lavoro si creera' occupazione e' una grande bugia, una mistificazione. Sicuramente le norme sul mercato del lavoro non creeranno posti di lavoro''. Ad affermarlo a 'Sky Tg24 Mattina', e' il segretario generale della uil, Luigi Angeletti. ''Noi faremo una riforma del mercato del lavoro e i posti di lavoro in Italia diminuiranno subito dopo perche' i posti di lavoro dipendono dalla politica economica che si fa o da quanti investimenti fanno le imprese; tutto il resto e' folklore'', sottolinea il leader della Uil. L'accordo, aggiunge Angeletti, ''non comportera' la diminuzione dei posti di lavoro, ma neanche li produrra'. La diminuzione avverra' contestualmente perche' siamo in recessione. Se fossimo in espansione i posti di lavoro aumenterebbero''.

Comunitaria: ok a responsabilita' civile magistrati

Duecentosessantaquattro sì, 211 no e un astenuto. Sono i numeri con i quali il governo va sotto su un emendamento alla legge comunitaria della Lega Nord che introduce la responsabilità civile per i magistrati. Nulla di grave, almeno se letta nell'ottica della 'mission' del Governo chiamato a mettere in ordine i conti pubblici. Ma l'incidente a Montecitorio mette in luce una preoccupante spaccatura nella maggioranza che sostiene l'esecutivo Monti e una ritrovata convergenza tra Pdl e Carroccio. Un dato che spinge il premier a 'convocare' i rappresentanti dei partiti che sostengono il governo per una cena informale a Palazzo Chigi, nella quale Monti ha voluto esprimere la sua preoccupazione per quanto avvenuto. Insomma, il premier sembra voler fare il tagliando alla sua maggioranza: desidera compattezza in vista dei prossimi voti sui provvedimenti per le liberalizzazioni e le semplificazioni e, in prospettiva, per quello più complicato sulla riforma del mercato del lavoro. Presso la sede del governo giungono Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano. Quest'ultimo, in realtà, era già a colloquio con il capo del governo insieme a Maurizio Sacconi, ai presidenti del Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: un incontro sull'agenda europea e, alla presenza dell'attuale ministro Elsa Fornero, sulla riforma del lavoro. L'ex ministro Sacconi avrebbe condiviso la linea del governo, invitando a proseguire con la stessa celerità con cui ha proceduto sulle liberalizzazioni.
Alla scena a palazzo Chigi si unisce anche il ministro Moavero. L'esito del voto sulla responsabilità civile dei magistrati ha allarmato l'esecutivo. Monti, viene riferito, avrebbe sottolineato che, dopo i sacrifici chiesti al Paese e l'impegno già profuso in Europa, si deve continuare a non abbassare la guardia e proseguire lungo il cammino tracciato con i provvedimenti già presentati dal governo. Avrebbe perciò chiesto rassicurazioni in vista dei voti sulle liberalizzazioni e sulle semplificazioni. Un discorso, viene riferito, rivolto principalmente al Pdl. Il Popolo della Libertà, infatti, è accusato dal Pd di aver riallacciato una sospettosa intesa con la Lega: il voto di oggi ne sarebbe la prova. Alfano, dal suo canto, avrebbe garantito che "la fiducia nell'esecutivo non è in discussione" ma anche che "il Pdl non può mettere in discussione alcune linee fondamentali come quelle sulla giustizia". Insomma, l'appoggio all'emendamento leghista non avrebbe una connotazione politica ma di merito. Nessuna sorpresa per il futuro da parte del Pdl ma a patto che il governo informi i partiti passo dopo passo