3 febbraio 2012

Monti: ''Posto fisso noioso? Un equivoco. L'obiettivo è creare lavoro per i giovani''

Il posto fisso monotono? Mario Monti intervistato da Repubblica tv frena e chiarisce la sua uscita dell'altra sera a Matrix: "Una frase come quella, presa fuori dal contesto, si può prestare ad un equivoco", in realtà, ammette il capo del governo, "se per posto fisso intendiamo un posto di lavoro che ha una sua stabilità e che ha tutele, è ovvio che è un valore positivo. La mia frase diceva che i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Non avranno normalmente un lavoro stabile presso un unico datore di lavoro, di solito in una stessa sede per tutta la vita, come accadeva in passato. Dovranno abituarsi a cambiare spesso luogo e tipo di lavoro e anche Paese. Questo non è da guardare con spavento come cosa negativa".Comunque "creare lavoro per i giovani è l'obiettivo centrale di questo governo", assicura Monti. Se l'obiettivo verrà centrato, "se ci riusciremo questo non significa affatto che i giovani che trovano lavoro, possano avere quel lavoro per tutta la loro esistenza. Se in una società esistono tutele, il cambiamento può essere positivo".
Mentre "gli italiani in genere, e anche i giovani, hanno troppa diffidenza verso la mobilità e per il cambiamento. E' uno dei problemi del Paese", sostiene Monti sottolineando che "la sfida per il cambiamento del lavoro nella vita è una cosa positiva".
Sul fatto che le banche per erogare mutui o prestiti chiedono come garanzia il posto fisso, il presidente del Consiglio replica chiedendo una maggiore flessibilità anche agli istituti di credito. "Più un sistema bancario si modernizza, più è capace di valutare il potenziale di reddito di un'azienda, una famiglia, un individuo più che guardare all'immobile a garanzia o al contratto di lavoro che dia continuità". "Per il singolo lavoratore - sostiene il capo del governo - se dimostra di aver avuto una serie di lavori e avendoli cambiati ha una prospettiva di mobilità, una capacità di reddito e di poter avere lavori, per avere prestiti allora non occorre più che il lavoro sia sempre presso quella azienda".
Quanto all'articolo 18, ovvero a quella norma dello statuto dei lavoratori che impone alle aziende con più di quattordici dipendenti di motivare i licenizmenti con una giusta causa, Monti torna a criticarne la simbologia: "Il si tocca o non si tocca l'articolo 18 sembrava la contrapposizione tra Orazi e Curiazi. Il nostro scopo è quello di passare dai simboli e i miti alla realtà pratica e pragmatica".

Inflazione: a gennaio rallenta al 3,2% ma il carrello della spesa +4,2%

Nel mese di gennaio, secondo le stime preliminari dell'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,2% nei confronti di gennaio 2011 (era +3,3% a dicembre 2011).
L'inflazione acquisita per il 2012 e' pari all'1,6%.
L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, e' stabile al 2,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% dal 2,3%, di dicembre.
Il rallentamento dell'inflazione deriva dal lieve aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+3,9%, dal +3,8% di dicembre 2011), piu' che compensato dal calo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,5% del mese precedente).
Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di tre decimi di punto rispetto al mese di dicembre.
Nel mese di gennaio, da un punto di vista settoriale, il piu' rilevante effetto di sostegno alla dinamica congiunturale dell'indice generale deriva dai Beni energetici regolamentati (+3,5%) e da quelli non regolamentati (+4,0%).
I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano dello 0,8% su base mensile e del 4,2% su base annua (+4,3% a dicembre).
Sulla base delle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell'1,8% su base mensile e aumenta del 3,4% su base annua, in decelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto a dicembre 2011 (+3,7%). Si ricorda che l'indice armonizzato IPCA, diversamente dall'indice nazionale NIC, tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).
Cio' puo' determinare in alcuni mesi dell'anno (e gennaio e' uno di questi) andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell'indice NIC.

Crisi: Tremonti, nel 2012 entreremo in forte recessione

"Nel 2012 entreremo in una forte recessione, arriveremo a meno del 3%. Questo in parte sara' causato dalla crisi economica in se' ma anche da altri fattori, come la scelta di mettere troppe tasse. Comunque, io ho votato la fiducia al governo Monti e non daro' certo la colpa a questo esecutivo della recessione". Lo ha detto l'ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi Giulio Tremonti ospite di Porta a Porta.

2 febbraio 2012

Al 31 dicembre 2011 erano 4.208.977 i connazionali della circoscrizione Estero

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto congiunto dei ministeri dell’Interno e degli Esteri, che come stabilito dalla legge Tremaglia, indica annualmente la quantità numerica dei connazionali residenti nella circoscrizione Estero. Al 31 dicembre 2011 gli italiani nel mondo erano 4.208.977. Per quanto riguarda invece il dato disaggregato rispetto alle quattro ripartizioni troviamo che i nostri connazionali sono 2.307.683 in Europa; 1.283.078 in America Meridionale; 388.904 in America Settentrionale e Centrale e 229.312 in Africa, Asia, Oceania e Antartide.
Questi dati paragonati a quelli del 2010, quando i nostri connazionali erano 4.115.235, evidenziano un aumento complessivo della comunità italiana nel mondo di 93.742 unità. La maggior parte dei nuovi censiti vivono in Europa (43.266), in America Meridionale (38.655), in Nord America (5.165) e nella ripartizione in Africa Asia e Oceania (6.656).

Istat: meno occupati nelle grandi imprese, aumentano le "uscite"

Tra il 2005 e il 2010 si riducono i flussi occupazionali nelle grandi imprese (con almeno 500 dipendenti). Il tasso di turnover annuo (definito come somma dei tassi annui di entrata e uscita) passa da 270,0 movimenti per mille dipendenti nel 2005 a 236,2 nel 2010. Lo rileva l'Istat.
"Nei sei anni esaminati- si legge- sia i tassi di entrata che quelli di uscita seguono l'andamento del ciclo economico, registrando prima un incremento e poi una contrazione. Il tasso annuo d'ingresso sale da 134,0 entrati per 1.000 dipendenti nel 2005 a 150,3 nel 2007 per poi scendere a 104,6 nel 2009, anno di forte contrazione dei livelli di attivita', e risalire lievemente (113,6) nel 2010". Analogamente il tasso annuo di uscita "aumenta da 136,0 cessazioni per 1.000 dipendenti nel 2005 a 148,8 nel 2007 per poi ridursi nettamente nel 2009 (124,8), ed evidenziare una ulteriore, lieve, diminuzione (122,6) nel 2010". Nel periodo considerato, annualmente sono interessati dal turnover (in media) circa 330 operai ogni mille e circa 227 impiegati ogni mille.
Per quanto riguarda la scomposizione dei flussi in uscita per causa, l'Istat rileva che "il principale motivo di cessazione del rapporto di lavoro e' la scadenza dei termini del contratto, la cui incidenza risulta pari a 47,3% nella media di periodo: cio' e' dovuto alla forte presenza di ingressi con contratti a tempo determinato". Tale quota risulta "piu' elevata nel terziario (52,8% in media di periodo), caratterizzato da una maggiore presenza di contratti a termine, che nelle imprese industriali (34,8%). È da notare, inoltre, l'incremento nelle imprese dell'industria delle uscite per scadenza termini: tra il periodo 2005-2007 e 2008-2010 la quota delle uscite per scadenza termini e' salita da circa il 33% al 36%".
Una quota molto ampia di uscite e' costituita "dalle cessazioni spontanee, che, ovviamente, dipendono dalle condizioni del mercato del lavoro. Tale quota si attesta su valori prossimi a un terzo di tutti gli eventi fino al 2008, per poi scendere al 25,6% nel 2009 e risalire leggermente nel 2010 (27,1%).
Simmetricamente, crescono in modo analogo le quote di uscite per cessazioni incentivate e per licenziamento: le prima si attestano su valori medi pari a circa il 9% per il periodo compreso tra il 2005 e il 2008, per poi salire al 13,3% nel 2009 e scendere al 12,1% nel 2010". Un analogo comportamento "si puo' notare per i licenziamenti, che rappresentano circa il 5% annuo nel quadriennio 2005-2008, per poi crescere al 6,7% nel 2009 e al 7,5% nel 2010. Una quota intorno al 3%, piuttosto stabile nel tempo, e' costituita dalle uscite per raggiungimento dei limiti di eta'. L'incidenza di queste ultime due cause e' maggiore nell'industria, dove le due tipologie rappresentano quote circa triple rispetto a quanto si registra nel terziario

Governo: Bersani, durera' se ottiene coerenza da forze che lo sostengono


Il governo durera'? ''Durera'.
Durera'purche' il governo sappia prendere la sua iniziativa perche' ci sia coerenza nelle forze che lo sostengono''.
Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, intervistato dal Tg2, prendendo spunto dalla vicenda di oggi alla Camera con il voto del Pdl favorevole alla responsabilita' civile dei magistrati. In sostanza Bersani rimprovera al Pdl di avere annunciato al governo voto contrario e poi avere fatto l'opposto.
In proposito Bersani ha ribadito che il provvedimento dovra' essere corretto al Senato: ''Mi aspetto -ha detto- che al Senato le cose cambino''.

Liberalizzazioni, l'ok di Bankitalia: "Strada obbligata per uscire dalla stagnazione"

Il processo di liberalizzazioni ''è una strada obbligata per far uscire l'economia italiana dalla condizione stagnante degli ultimi 15 anni''. Lo afferma il vice direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, in audizione in commissione Finanze al Senato, per il quale il complesso delle misure di liberalizzazione che il governo ha presentato ''segna un importante avanzamento nel percorso che deve portare alla piena concorrenza in tutti i mercati''. Tuttavia le misure che interessano notai e farmacie ''appaiono parziali''.
Per Rossi, infatti, il più delle volte le norme contenute nel decreto legge sono ''incisive e attente alle esigenze di una buona regolazione''. Ma in alcuni casi (ad esempio nei trasporti), osserva il vice direttore generale di Via Nazionale, il decreto rinvia a norme attuative ''da cui dipenderà crucialmente l'efficacia dei provvedimenti''. Mentre in altri casi (professioni) ''non vengono confermati importanti avanzamenti proposti lo scorso agosto; in altri ancora (notai, farmacie) esse ''appaiono parziali'''.
Nei servizi in cui il numero di operatori è contingentato all'ingresso, cioè notai e farmacie, secondo Rossi sono state introdotte misure volte alla concorrenza ''soltanto all'interno del settore, attraverso ampliamenti della pianta organica e l'eliminazione di alcune restrizioni allo svolgimento delle attivita'''. In entrambi i casi ''si sono preservati gli attuali stretti limiti all'accesso da parte di altri soggetti''. ''Un approccio più orientato a rendere contendibili quei mercati, in particolare riconsiderando le riserve di attività e le esigenze di servizio universale, pur con tutte le necessarie garanzie e tutele per gli utenti, darebbe a questi ultimi benefici molto maggiori'', sottolinea Rossi.
Per le altre professioni, il venir meno dell'obbligo per il professionista di pattuire il compenso per iscritto, spiega il vice direttore, ''rappresenta invece un passo indietro rispetto a quanto previsto dalla manovra di agosto''. La pattuizione per iscritto del compenso, riducendo le asimmetrie informative tra clienti e professionisti, ''favorirebbe lo sviluppo di dinamiche concorrenziali e accrescerebbe le tutele per i clienti''. In particolare nella professione forense, ''essa potrebbe avere anche importanti riflessi sul funzionamento della giustizia civile''.
Nei trasporti (ferrovie, autostrade, porti, aeroporti e taxi) Rossi ricorda che ''vengono estese e rafforzate le competenze dell'Autorità di regolazione settoriale, la cui istituzione era già prevista nella manovra di dicembre''. Le funzioni a essa attribuite vengono estese e ''vanno tutte nella direzione di assicurare una corretta regolamentazione. L'efficacia del nuovo quadro regolatorio, spiega il vicedirettore, ''dipenderà però dalle azioni concrete della costituenda Autorità, che saranno a loro volta influenzate dalle quantità e qualità delle risorse che le verranno assegnate, dal grado di indipendenza che le verrà assicurato''.
Passando al settore dei servizi pubblici locali, Rossi sottolinea che con il decreto ''si rafforza il processo di liberalizzazione che era stato riavviato con la manovra di agosto: è importante e apprezzabile l'introduzione di meccanismi premiali volti a incentivare gli affidamenti mediante gara, che aiuteranno a superare le resistenze che gli enti locali talvolta oppongono alla gestione in concorrenza dei servizi''. Vengono inoltre introdotte misure finalizzate a rendere più efficiente la gestione dei servizi.
Per quanto riguarda il settore della distribuzione dei carburanti, i benefici che arriveranno per i consumatori dalle misure ''saranno proporzionali al peso, contenuto, dei costi di distribuzione sul prezzo finale dei carburanti''. Mentre nel settore delle assicurazioni, dal decreto legge liberalizzazioni ''potrà derivarne una diminuzione dei premi se i comportamenti concorrenziali sul mercato saranno attentamente controllati''.
pacchetto liberalizzazioni introduce una misura di ''grande rilievo:'' nel comparato energetico. La separazione di Snam da Eni, contenuta nel decreto legge liberalizzazioni, ''dovrebbe garantire un piu' equo accesso alle infrastrutture e stimolare gli investimenti per il loro sviluppo''

Lavoro, Fornero: 'Riforma anche da soli' Marcegaglia: 'L'articolo 18 è sul tavolo'

''Auspichiamo un incontro fruttuoso''. Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero aprendo l'incontro tra governo, sindacati e imprese sulla riforma del mercato del lavoro a Palazzo Chigi.
Presenti, per l'esecutivo, anche il viceministro Michel Martone e il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. Assente invece il premier Mario Monti. Per Confindustria ha partecipato il presidente Emma Marcegaglia e il direttore generale Giampaolo Galli. Al gran completo invece la pattuglia sindacale con i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella.
Il governo vuole dialogare con le parti sociali ma "farà di tutto per prendere il treno della riforma", ha chiarito subito la Fornero aggiungendo: "Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il governo cercherà comunque di farlo". "L'incontro di oggi non è rituale - ci tiene a precisare il ministro - perché l'Europa, il mercato, noi e voi sappiamo che questa è un'occasione per fare una cosa buona per il mercato, e che, se non la cogliamo, perdiamo". In ogni caso, ''saremo giudicati dagli italiani che hanno subito esclusioni e non hanno avuto prospettive appiattendosi su precarietà e basse aspirazioni''.
Fornero, che propone un nuovo appuntamento "tra 10 giorni" sottolineando come ci sia "un vincolo di tempo e di risorse" ma come sia meglio "chiudere in 2 settimane che in tre", illustra gli obiettivi principali della riforma: ''distinguere tra una flessibilità buona, in uscita e in entrata, e una cattiva''; distribuire uniformemente le ''tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita della persona''.
E propone "gruppi di lavoro flessibili" per ragionare sui capitoli della riforma del mercato del lavoro. Un confronto che proseguirà anche con incontri "congiunti o separati"con le parti sociali "già dalla prossima settimana". "Dato che abbiamo tempi stretti, il governo è disponibile a parlarvi congiuntamente o separatamente, già dalla prossima settimana. Poi possiamo fare altri incontri di questo tipo", ha aggiunto Fornero lasciando comunque a sindacati e imprese la libertà "di organizzarvi come credete".
Sulla riforma del mercato del lavoro sono puntati i riflettori dei mercati finanziari e delle istituzioni europee. A sottolinearlo la Marcegaglia:"Mercati e investitori aspettano di vedere come faremo questa riforma, che dimostrerà la capacità di cambiamento del Paese". "Condividiamo completamente l'obiettivo di una maggiore occupazione e di un aumento dei salari", ha poi sottolineato la leader di Confindustria aggiungendo che ''l'articolo 18 crea dicotomia drammatica, pesantissima all'interno del mercato del lavoro. Questo tema è posto, è sul tavolo'' della riforma. Marcegaglia riporta quindi il ragionamento del ministro sulla flessibilità in entrata che può essere ''buona e cattiva. Su questo siamo d'accordo, se ci sono delle false partite iva si tratta di ragionare su questi, se ci sono delle forme contrattuali non a tempo determinao che dovrebbero essere indeterminati si può aguire con un aumento dei contributi''. Il presidente di Viale dell'Astronomia assicura che ''c'è l'accordo tra tutte parti'' sulla necessiità di mantare la flessibilità in entrata combattendo gli ''abusi''. Per quanto riguarda la flessiblità in uscita ''non affrontiamo il tema in termini ideologici, però pensiamo che il tema del reintegro deve valere in modo chiaro per tutti i casi di licenziamenti discriminatori o nei casi in cui legge dice che il licenziamento è nullo''.
"Dobbiamo apprezzare, pur usando condizionali obbligatori, l'intento del governo di voler lavorare per fare un accordo", ha commentato la leader Cgil, Susanna Camusso.
L'intervento del governo per una "buona" flessibilità sarà "il segno della buona volontà del governo, della sua coerenza sulla riforma del mercato del lavoro", ha detto dal canto suo il leader Cisl, Raffaele Bonanni, che "apprezza l'intenzione dell'esecutivo di voler contrastare la flessibilità cattiva e il "suo uso fraudolento". "Noi tratteremo fino alla fine non daremo l'esca a nessun estremista che aizzi allo scontro ma il governo faccia lo stesso", ha aggiunto.
Per il confronto sulla riforma del mercato del lavoro ''non esiste un problema di tempo''. A metterlo in chiaro il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. ''Noi siamo pronti a chiudere anche domani mattina. Siamo allenati, siamo anche in tanti e siamo in grado di dimostrare che siamo un sindacato in grado di fare intese, che riesce a spiegare e raccontare'', ha detto Angeletti. "Per licenziare ci vuole un giustificato motivo e l'onere della prova deve essere a carico dell'impresa. Altrimenti è un sopruso o una discriminazione", ha poi sottolineato Angeletti tornando sulla modifica dell'articolo 18. Una modifica che salverebbe solo "i licenziamenti discriminatori". Ma gli atteggiamenti discriminatori, fa notare, "sono numericamente di meno rispetto alla prepotenza, al sopruso , al potere che l'impresa ha spesso verso i lavoratori subordinati. Per questo per licenziare ci deve essere un motivo ragionevole", conclude.

1 febbraio 2012

Lavoro: restano le 'distanze' tra Confindustria e sindacati. Niente documento comune

''Un incontro utile''. Confindustria e sindacati definiscono cosi' la riunione di stamane sulla riforma del mercato del lavoro in vista del vertice di domani a Palazzo Chigi con il Governo. Al di la' delle dichiarazioni di facciata, pero' la leader degli industriali, Emma Marcegaglia e i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, non sono riusciti a ridurre le distanze sui temi ''caldi'' come la cassa integrazione e l'articolo 18. La dimostrazione e' la decisione di non stilare un documento comune con delle proposte condivise con cui presentarsi domani al ministro del lavoro, Elsa Fornero, confermando cosi' la volonta' di portare al tavolo separatamente, richieste sugli interessi di lavoratori e imprese. ''L'incontro e' andato bene - ha dichiarato Marcegaglia -, abbiamo avuto un lungo confronto utile, che non e' terminato, su tutti i temi a 360 gradi dalla flessibilita' in entrata, quella in uscita, fino agli ammortizzatori sociali. Un incontro che dovra' continuare''. Sulla decisione di non mettere niente ''nero su bianco'' la leader degli industriali spiega che ''abbiamo deciso di non fare un documento perche' non vogliamo fare la guerra dei documenti: siamo invece interessati a un buon risultato del confronto''. Ottimista Bonanni per il quale ''si sta lavorando bene, e ci sono possibilita' di convergenza. Stiamo pero' studiando perche' bisogna ancora coltivare il terreno ma c'e' l'esigenza di andare in una sola direzione e trovare soluzioni''. Per il leader della Cisl, pero', ''bisognera' ancora limare qualcosa. Dobbiamo garantire le tutele dei lavoratori migliorando il sistema di ammortizzatori sociali che avevamo sapendo che non siamo assolutamente disposti ad entrare in una logica di avventura per guardare a nuovi sistemi per i quali non ci sono soldi''. Per Camusso oggi Confindustria e sindacati hanno ''avviato uno scambio di opinioni molto importante dal quale emerge la necessita' che un Paese, con una cosi' alta disoccupazione, deve riorganizzare il sistema produttivo in termini di ammortizzatori sociali; in termini di uno strumento universale che copra tutti e della necessita' di una cig come strumento che aiuti sia i problemi di mercato sia i processi di riorganizzazione''. ''Ci siamo scambiati opinioni su come affrontare l'emergenza occupazionale che prevedibilmente aumentera' nei prossimi mesi - ha spiegato Angeletti -, e' stata una discussione propedeutica, non conclusiva, che non ha partorito nessun documento unitario perche' non intendiamo prefigurare una conclusione di una trattativa che si fa con il governo''

POSITIVO E INCORAGGIANTE IL PRIMO INCONTRO DEGLI ELETTI ALL'ESTERO CON IL GOVERNO

"Giudichiamo positivo e incoraggiante per le nostre comunità nel mondo l’incontro avvenuto ieri sera con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà".
È questo il primo commento contenuto in una nota stampa dei parlamentari e responsabili di partito di PD, PdL e MAIE-UdC che vi hanno partecipato: Amato Berardi e Basilio Giordano (PdL), Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta e Nino Randazzo (PD), con Eugenio Marino (PD), e Ricardo Merlo (MAIE-UdC).
"Questo incontro", prosegue la nota, "conferma un cambio d’atteggiamento che questo Governo vuole dedicare agli italiani nel mondo e ai loro rappresentanti politici e istituzionali e auspichiamo inauguri un metodo di ascolto e confronto costante sulle principali questioni che toccano le nostre comunità".
"Al sottosegretario Catricalà", affermano all'unisono PD, PdL e MAIE-UdC, "abbiamo chiesto di intervenire con urgenza su alcune priorità economiche che riguardano gli italiani nel mondo e che abbiamo individuato nel recupero di risorse per l’assistenza agli indigenti, la salvaguardia dei corsi di lingua e cultura italiana nel mondo, la sopravvivenza di Rai Internazionale".
"Inoltre", si legge ancora nella nota, "abbiamo chiesto che si proceda d’urgenza anche alla messa in sicurezza del voto all’estero mediante aggiustamenti tecnici immediati e che siano indette le elezioni dei Comites da svolgere entro l’estate".
Nel corso dell'incontro, "si è anche sottolineata l’importanza di intervenire sulle questioni che riguardano la cittadinanza anche per consentirne il recupero a chi l’abbia persa".
Come riporta la nota congiunta, "il sottosegretario Catricalà si è dimostrato particolarmente sensibile a tutte le questioni affrontate e ha assicurato la sua disponibilità al confronto anche in futuro e l’impegno a riferire dettagliatamente di questo incontro al Presidente Monti, al fine di assicurare una pronta risposta alle questioni poste".
Catricalà "si è inoltre dimostrato molto ottimista sulla possibilità di recuperare risorse per la diffusione della lingua e cultura e per il salvataggio di Rai Internazionale, oltre che nella possibilità di ripristinare il Tavolo MAE-MIN e convocare a breve le elezioni dei Comites".
"Noi siamo soddisfatti e", concludono i partecipanti alla riunione, "attendiamo fiduciosi che le positive dichiarazioni del sottosegretario si traducano presto in atti concreti del Governo e del Ministero degli Esteri e vigileremo affinché quelle di ieri sera non rimangano solo dichiarazioni di intenti".