4 novembre 2010

LO SPECCHIO DI BORGES”: A BUENOS AIRES LA LETTERATURA DI BORGES E IL TANGO DI PIAZZOLLA NELLO SPETTACOLO DI FINAZZER FLORY

Lo specchio di Borges” è il titolo dello spettacolo diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory che andrà in scena venerdì 5 e sabato 6 novembre, alle ore 21, presso il Teatro 25 de Mayo di Buenos Aires. Massimiliano Finazzer Flory, accompagnato dal Quintetto Neofonia Ensemble che eseguirà le musiche di Astor Piazzolla, interpreta i più importanti testi di Jorge Luis Borges diventando un veggente, quasi un cieco ispirato dai libri, un Omero che dice la verità sul leggere. Così la letteratura di Borges e il tango di Piazzolla si condensano in uno spettacolo teatrale fatto di parole, ricordi, sogni ed eros.“Lo specchio di Borges” – spettacolo che ha riscosso grande successo nelle sue rappresentazioni italiane, con le quali si è voluto rendere omaggio all’Argentina in occasione delle celebrazioni dei 200 anni dal “Primer Gobierno Patrio” – muove una ricerca letteraria e artistica sulle linee della memoria e del silenzio, ma anche dell’ascolto e dell’evocazione della parola poetica per riscoprire una inquieta geografia dell’anima che lo scrittore argentino insegue e che ritrae simbolicamente nel corso della propria articolata opera. Lo spettacolo, infatti, vuole esaltare lo struggente contrasto tra i valori della spiritualità, della meditazione e del raccoglimento che si liberano dai testi di Jorge Luis Borges e le appassionate musiche di Astor Piazzolla, eseguite con arrangiamenti sinfonici per quintetto (pianoforte, chitarra, violino, contrabbasso, fisarmonica).

3 novembre 2010

Cgil, una donna al comando: Susanna Camusso succede a Epifani

Susanna Camusso è il nuovo segretario generale della Cgil, la prima donna a capo del sindacato di Corso Italia. L'ha eletta il comitato direttivo con 125 sì (pari al 79,1 per cento dei votanti), 21 no, (pari al 13,3%) e 12 astenuti. Il parlamentino della Cgil la indica quale successore di Guglielmo Epifani, che lascia dopo due mandati.
"Ringrazio chi ha sostenuto questa ipotesi e chi l'ha contrastata. Cercherò di essere punto di direzione per tutti e per tutte": queste le prime parole della neoeletta segretario, Susanna Camusso.

CGIL: ANGELETTI, AUGURI SINCERI A SUSANNA CAMUSSO

Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, rivolge "auguri sinceri" alla neo segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso che "assume questo incarico in un momento particolarmente complicato anche sul versante sociale, oltre che politico". "Camusso, inoltre, è la prima donna segretario a capo di una delle tre organizzazioni confederali storiche" rileva inoltre Angeletti. Quanto alla proposta lanciata dalla neo-segretaria di rilanciare un percorso unitario nel sindacato partendo dal Mezzogiorno, il segretario della Uil ha osservato: "quello che mi interessa è la contrattazione e su quella abbiamo opinioni molto diverse. E' su questi temi che si può misurare se c'é un'evoluzione positiva dei nostri rapporti", Angeletti, in ogni caso si dice "fiducioso" pur sottolineando che, per quanto riguarda il nodo del contratto dei metalmeccanici, "attualmente é in vigore un contratto e tale resta fino alla scadenza del 2011".

SONO 23 MILA LE FILIALI ALL'ESTERO DI IMPRESE ITALIANE: PRESENTATO IL RAPPORTO "ITALIA MULTINAZIONALE 2010"

Al primo gennaio 2009 il numero delle filiali all'estero di imprese italiane è pari a circa 23 mila unità. È quanto emerge dal rapporto "Italia multinazionale 2010", risultato di una collaborazione tra Ice e il Politecnico di Milano. Articolato in nove capitoli che forniscono un quadro sulla struttura geografica e settoriale e sulla dinamica del commercio estero e dell'internazionalizzazione dell'Italia in rapporto a quella di altri paesi, il volume - presentato questa mattina dal Presidente dell'Ice, Umberto Vattani e dal viceministro per il commercio con l'Estero, Adolfo Urso - è arricchito da grafici e tavole e contiene inoltre una serie di approfondimenti monografici sui temi di maggiore attualità. Un apposito capitolo esamina le modalità di internazionalizzazione delle imprese italiane.Dall'indagine, emerge inoltre che il numero degli addetti è stimabile in 1 milione e 350 mila unità, mentre il fatturato generato da queste succursali ha superato nel 2008 460 miliardi di euro, con un aumento del 4,2% rispetto all'anno precedente.Gli investimenti dall'estero in Italia si concentrano soprattutto nel manifatturiero, ma sono "notevoli" anche quelli nel turismo e nelle attività legate al tempo libero e allo spettacolo.Tra le mete più "gettonate" dai nostri imprenditori per aprire le filiali delle loro aziende, figurano l'Europa e il Mediterraneo, seguite dall'Africa, dai Balcani e dalla Russia. Molte imprese si sono orientate verso l'America Latina, mentre è sotto la media la presenza in Asia e in Pacifico, le aree che al momento offrono le maggiore potenzialità.

FINANZIARIA 2011/ L’ON. NARDUCCI (PD): IL GOVERNO DIMENTICA GLI ITALIANI ALL’ESTERO

"L’esame della legge finanziaria (legge di stabilità 2011) è proseguito oggi nella V Commissione Bilancio e Tesoro con la discussione generale sugli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione. Una legge finanziaria pesantemente all’insegna del Ministro Tremonti che ancora una volta ha piegato il resto del Consiglio dei Ministri alla sua linea, senza concedere nulla: giova ricordare le parole del superministro che all’inizio della crisi finanziaria sottolineava ad ogni pie sospinto l’esigenza inderogabile di tenere rigidamente in ordine i conti pubblici senza fare "macelleria sociale". Ma la reiterata logica dei tagli lineari ha prodotto proprio quella macelleria che il Ministro diceva di voler evitare". Così l’onorevole Franco Narducci, deputato del Pd eletto all’estero e vicepresidente della Commissione Esteri, che non lesina critiche alla manovra all’esame della Camera. "Si conferma dunque, anche con questa finanziaria, il refrain degli annunci altisonanti, adeguatamente amplificati a livello mediatico, soprattutto televisivo, puntualmente smentito dai fatti, senza che quegli stessi media intervengano per informare correttamente l’opinione pubblica", prosegue. "E intanto si tira a campare senza una politica industriale degna di questo nome, come sottolinea ripetutamente Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, senza politiche per affrontare i nodi strutturali dell’economia italiana e abbandonando al proprio destino i precari e i disoccupati che non hanno l’ombrello protettivo della cassa integrazione. Insomma, si brucia la legna per vendere la cenere".
Sul versante delle comunità italiane residenti all’estero la considerazione del Governo continua ad essere scarsa, per non dire nulla. Ho sottolineato questo aspetto intervenendo nel dibattito generale sugli emendamenti, - comunica il deputato – biasimando tra l’altro la mancanza di avvedutezza, rasentante l’autolesionismo, con cui sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti per estendere ai non residenti le detrazioni per i carichi di famiglia, quello per reintegrare i contributi per la stampa italiana all’estero o quello per le erogazioni liberali in favore della stampa italiana pubblicata all’estero e di pubblicazioni edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero, tanto per citarne alcuni a prima firma Narducci. Da una parte c’è una comunità che in ogni parte del mondo promuove il sistema Italia e il Made in Italy consumando e diffondendo i nostri prodotti, sostiene le nostre esportazioni e crea impresa all’estero collegandosi al sistema produttivo italiano, e dall’altra – osserva – vi è un Governo che quando va bene dà per scontato e immodificabile il ruolo positivo della nostra rete di presenze nel mondo, e altrimenti tratta gli italiani residenti all’estero come fastidiosi rompiscatole. Ma il rigorismo a senso unico imposto dal MEF finirà con il minare alla base il legame affettivo secolare che ha da sempre unito le due Italie"."Si attende ora il parere del Governo sugli emendamenti dichiarati ammissibili, sia per quelli riguardanti la legge di stabilità 2011 che per il Bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2011-2013. Nel mio intervento in Commissione Bilancio e Tesoro – continua il parlamentare – ho chiesto al Governo di non mettersi di traverso sull’emendamento riguardante la reintegrazione del finanziamento alla Dante Alighieri. Sarebbe un errore gravissimo che avallerebbe ulteriormente la mancanza di visioni per la promozione della nostra lingua e cultura, visioni che invece hanno i Paesi concorrenti con il nostro sui mercato globali: 600 mila euro alla Dante Alighieri fanno arrossire rispetto ai 220 milioni di euro che stanziati dal Governo inglese per il British Council, ai 90 milioni stanziati dal Governo spagnolo per il Cervantes o ai 10,6 milioni di euro stanziati dalla Francia per l’Alliance Française. Restituire alla Società Dante Alighieri quanto tolto con un taglio del -53% rispetto al contributo di 1.258.000,00 dell’anno precedente e il minimo che si possa fare. Che il Governo ne tenga conto".

Italia, 4.500 adozioni l'anno: ma nessun controllo sul futuro dei bambini

MILANO - Ogni anno in Italia vengono adottati circa 4.500 bambini, di cui 3.500 stranieri, ma le istituzioni non si preoccupano di monitorare il destino di questi piccoli e delle loro nuove famiglie. "Noi, invece, vogliamo capire cosa ne è di loro, anche a distanza di anni", dice Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei minorenni di Roma, che ha introdotto vincoli relativi all'età e al numero di bambini che una coppia può accogliere nei decreti d'idoneità all'adozione internazionale.
Secondo studi condotti a livello europeo, circa il 3 per cento delle adozioni falliscono (percentuale che sale al 20 per cento tra le adozioni ritenute difficili, come quelle in cui il bambino ha problemi di salute o ha vissuto gravi violenze nella sua famiglia d'origine). Un fenomeno di cui si occupa Terre di mezzo - street magazine con l'inchiesta "Fragili abbracci", pubblicata sul numero di novembre in distribuzione in questi giorni.
"Mai avrei immaginato di dover prendere questa decisione", spiega Matilde, mamma adottiva di Miran, adottata nel 2001 in India all'età di sei anni e mezzo che da 18 mesi non vive più nella sua casa dell'hinterland milanese. "Siamo stati costretti a mandarla in una comunità terapeutica perchè la famiglia rischiava di cadere a pezzi. Ora non so se tornerà a stare con noi". In casi come questo, la "doppia promessa" dell'adozione (per i genitori il sogno di crescere un figlio, per i bambini quello di avere una famiglia) può trasformarsi in un incubo: secondo un'indagine svolta dall'Istituto degli Innocenti di Firenze, nel 2001 in Italia c'erano 351 ragazzini, 176 dei quali di origine straniera, età media 13 anni, "restituiti" dopo cinque o sei anni di adozione e consegnati a comunità d'accoglienza.
Tre, secondo gli esperti, i "fattori di rischio" che possono condurre al fallimento adottivo: i traumi subiti dal bambino ("a volte così profondi da renderlo incapace di costruire relazioni positive", afferma Marco Cristolini, psicoterapeuta dell'Istituto degli Innocenti), la capacità dei nuovi genitori di accogliere il piccolo e le sue ferite e, da ultimo, la solitudine della famiglia, spesso abbandonata proprio dalle istituzioni. "L'Asl ci ha garantito solo 10 sedute all'anno con lo psicologo- dice Matilde-: ma noi ne avevamo bisogno di molte di più e abbiamo dovuto pagarcele da soli: circa 90 euro a seduta".
Per colmare le inadempienze istituzionali, le coppie si organizzano in gruppi di auto aiuto o partecipano a incontri di confronto, come quello promosso a Milano dall'associazione Ai.bi. E, in attesa di una nuova legge che tuteli i loro diritti, gli adottati che vogliono conoscere i genitori originari si scambiano consigli su facebook. (Info: http://www.terre.it/)

Il Pdl alla prova della direzione, Berlusconi chiama finiani a unità e rilancia sui 5 punti

Pensiamo a governare, la gente vuole fatti, risposte concrete. Domani, alla direzione nazionale del Pdl, Silvio Berlusconi rilancerà sui 5 punti programmatici che hanno incassato la fiducia in Parlamento. E dovrebbe annunciare i prossimi provvedimenti che approderanno al Cdm, a cominciare dal decreto Tremonti per lo sviluppo. Il Cavaliere, raccontano, non intende provocare i finiani e dare loro pretesti per strappare alla Convention di Perugia. Ma vuole dare segnali di apertura, invitando al confronto programmatico, lasciando da parte polemiche legate al gossip e alle fibrillazioni interne. Il premier, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, non vuol dare alcun alibi a Fli e metterli davanti al fatto compiuto, perché ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Non vogliamo certo rimanere noi con il cerino in mano e addossarci da soli la colpa di un eventuale rottura, sarebbe stato il ragionamento emerso durante il vertice di stamane a palazzo Grazioli tra il premier e lo stato maggiore del partito.
Intanto si ingrossa la pattuglia dei parlamentari finiani . Dopo i deputati Daniele Toto e Roberto Rosso, Italo Bocchino annuncia ''a breve'' nuove adesioni. Il Cavaliere ha chiesto ai suoi di mostrare indifferenza verso coloro che lasciano il partito, ma punta ad arginare la fuga verso Fli. In questi giorni il premier sta incontrando uno a uno i potenziali 'transfughi' per tentare di evitare altre defezioni. Prima di una decisione definitiva, molti 'insofferenti' vogliono ascoltare l'intervento del presidente del Consiglio alla Direzione nazionale. Ecco perché nel discorso di Berlusconi, raccontano, ci sarà anche e innanzitutto un appello all'unità, vista la delicatezza del momento e la necessità di 'contare le truppe' per prepararsi a ogni evenienza, voto compreso.
Ieri Berlusconi ha ricevuto a palazzo Grazioli Daniele Toto (ma non è riuscito a dissuaderlo, tant'è che oggi ha ufficializzato il suo addio) e il deputato toscano Alessio Bonciani, che ancora non ha deciso se andar via. ''Ieri - dice l'ex coordinatore fiorentino del Pdl - ho visto il presidente del Consiglio. Non si tratta di un ripensamento. Le mie perplessità rimangono, ma c'è anche molto fiducia nel fatto che Berlusconi possa risolverle a breve. Ci rivedremo presto''. Il presidente del Consiglio, riferiscono, è determinato a ricucire lo 'strappo' in Toscana, dove da tempo un gruppo di parlamentari è in rotta di collisione con Denis Verdini. Secondo fonti parlamentari della maggioranza, nel corso dei colloqui, Berlusconi avrebbe chiesto ai delusi di restare: se vi mettete con i Briguglio, i Granata e i Bocchino, dove pensate di andare? Non andrete da nessuna parte, politicamente siete morti, avrebbe detto il Cavaliere.
Tra i parlamentari indicati come vicini a Fli, c'è sempre Giancarlo Mazzuca, che però continua ad assicurare di voler restare nel Pdl. Nelle ultime ora si torna a parlare con insistenza del 'trasferimento' nelle file di Futuro e libertà del senatore sardo Piergiorgio Massidda. Domani l'ex coordinatore regionale di Fi in Sardegna sarà alla Direzione nazionale del partito di cui è componente, ascolterà le parole di Berlusconi (aprirà i lavori) e poi prenderà una decisione definitiva. ''Ho ancora grande speranza in Berlusconi - dice Massidda - mi attendo da lui un colpo d'ala. Gli italiani ci hanno dato fiducia e si aspettano da noi una svolta. Se il Pdl non è capace di uscire dalla palude in cui si trova mi chiedo come possa pensare di costruire e rappresentare una speranza di cambiamento all'esterno''.
Il Cavaliere ha visto ieri sera anche il senatore liberale Enrico Musso, 'insofferente' alla situazione in cui versa il partito. ''Ho rappresentato a Berlusconi -spiega Musso - il mio disagio e di molti elettori per la mancata attuazione di molti parti del programma, segnatamente in materia di liberalizzazioni ed economia, l'eccessiva attenzione ai problemi della gisutizia e i riflessi negativi di alcune sue condotti personali. E gli ho suggerito una ripartenza basata su un totale cambio di strategia con maggiore disponibilità ad ascoltare i suggerimento delle opposizioni e delle forze economiche del Paese. Nei prossimi giorni - annuncia Musso dovrei formalizzare il passaggio al gruppo misto, salvo miracolosi cambi di rotta''.

Bersani: "Premier come Sansone, Paese nel caos. Serve un nuovo governo"

ROMA - "Berlusconi è nato nel discredito della politica e morirà nel discredito della politica. Sarà come Sansone con i filistei. Porta il Paese nel caos e lo condanna ad essere senza governabilità". Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, convoca una conferenza stampa sulla situazione politica, dominata dal caso Ruby e dalle motivazioni addotte dal presidente del Consiglio. "Per Berlusconi gli omosessuali sono da disprezzare e in questo modo getta discredito sul Paese. Le vicende private del premier stanno facendo diventare il Paese lo zimbello del mondo", accusa.
IL PAESE HA STACCATO LA SPINA, IL GOVERNO TECNICO NON È UN COLPO DI STATO" - Il segretario del Pd ripropone quindi l'ipotesi di un governo tecnico: "Il Paese ha già staccato la spina, se ci sarà una ipotesi diversa dal governo in carica non sarà un ribaltone o un colpo di Stato. Loro hanno fatto tutto, loro hanno condannato il Paese alla deriva, economica e sociale. Non è vero che senza Berlusconi il paese non si governa". E in questo scenario, l'appello alla maggioranza è chiaro: "Siamo arrivati ad intaccare la civiltà europea. Mi rivolgo a Fli ma anche agli ex di Forza Italia e a chi ha sostenuto Berlusconi fin qui: riflettano, dicano qualcosa perchè siamo a un punto che non sono consentiti conformismi da sepolcri imbiancati".
"MOZIONE DI SFIDUCIA? NON SERVONO ATTI DI BANDIERA" - Il Pd presenterà dunque una mozione di sfiducia al premier? "Sentiremo Maroni- risponde Bersani- dopo di che daremo luogo a iniziative conseguenti. A questo punto servono atti efficaci, per far evolvere la situazione, non atti di bandiera".
"NUOVO GOVERNO, NON SOLO PER LA LEGGE ELETTORALE. NON SOSTERREMO ESECUTIVO A GUIDA LEGHISTA" - Quanto al sostegno a un eventuale nuovo esecutivo di transizione a guida leghista, il segretario Pd precisa: "Non ci stiamo a tutti i prezzi. Chiediamo la discontinuità ma non faremo la stampella ad altri governi di centrodestra". Bersani propone "un governo per realizzare la legge elettorale ma anche per portare al termine altri provvedimenti di cui il Paese ha bisogno. Nei tempi in cui si può costruire una legge elettorale si devono discutere anche altri contenti, come ad esempio uno stralcio di riforma fiscale e un operazione sull'occupazione dei giovani", chiude Bersani. (AGENZIA DIRE, http://www.dire.it/)

2 novembre 2010

LA COORDINATRICE SPINELLI: IL MAIE RIPORTA IN ITALIA LE VOCI DEI FIGLI DELL'EMIGRAZIONE

È dal palco del Congresso del Maie di Porto Alegre che Bruna Spinelli, coordinatrice Maie in Brasile, ha scelto di annunciare il progetto editoriale italiano "Radicci" di Carlos Iotti. "Come ha sempre sostenuto il nostro Presidente”, ha spiegato Bruna Spinelli, “il Maie è prima di tutto un movimento culturale, sociale, oltre che politico. È per questo che per il 2010 ha promosso la partecipazione del nostro amico Carlos Iotti alla Fiera del Libro - Più Libri più Liberi - che si terrà a Roma nel mese di Dicembre".Carlos Iotti è un fumettista di origini italiane molto noto in Brasile, che usa l'italiano e il veneto per far parlare il suo personaggio "Radicci", un immigrato italiano. "Nelle strisce comiche di Iotti”, ha detto il presidente del Maie, l'on. Ricardo Merlo, “è racchiusa un po' la storia degli emigrati nel Sud America, ma non solo. Una storia raccontata in una lingua che spesso ricorda il dialetto della regione di provenienza, le abitudini familiari e le tradizioni mai abbandonate, condite da un pizzico di ironia”. “Questa per il Maie è solo la prima di una serie di iniziative culturali che si intendono promuovere per far conoscere in Italia la cultura degli italiani che vivono fuori dai confini nazionali, quegli italiani”, ha concluso Merlo, “che rappresentano un pezzo importante, ma ancora poco conosciuto, del patrimonio culturale nazionale".

CONTI PUBBLICI: MEF, FABBISOGNO PRIMI 10 MESI SCESO A 72 MLD

Il fabbisogno del settore statale ad ottobre e' sceso a circa 7,5 miliardi di euro, in flessione di circa 3,5 miliardi rispetto agli 11,05 miliardi di ottobre 2009. Il dato porta il totale del fabbisogno dei primi dieci mesi del 2010 a circa 72 miliardi, inferiore di circa 11,5 miliardi rispetto all'analogo periodo del 2009.Il fabbisogno del settore statale del mese di ottobre 2010, spiega il Ministero dell'Economia e delle Finanze ''riflette una contenuta dinamica della spesa dell'Amministrazione statale e lo slittamento al mese di novembre di alcuni pagamenti. Dal lato degli incassi il saldo del mese sconta, in linea con le stime, il minor gettito dell'imposta sostitutiva su interessi e altri redditi da capitale, in larga parte compensato dal buon andamento complessivo degli altri incassi fiscali''.