9 aprile 2010

FRANCESCA ALDERISI TORNA SU RAI ITALIA: DOMANI LA PRIMA PUNTATA DI "GRAN SPORTELLO ITALIA"

Dopo quasi tre anni Francesca Alderisi, popolare volto di Rai International, ora Rai Italia, tra i più amati dai nostri connazionali all’estero, tornerà in video da domani, 10 aprile, alla guida della trasmissione "Gran Sportello Italia", nuova edizione del programma molto seguito dagli italiani nel mondo."Sono molto emozionata per questo mio ritorno e ringrazio il Direttore Daniele Renzoni per avermi chiamato nuovamente alla conduzione del programma che per anni ho avuto modo di presentare", commenta Alderisi alla vigilia del suo rientro televisivo.Linee guida del programma saranno i temi di servizio che verranno approfonditi e trattati in studio da esperti e consulenti. Inoltre verrà dato un ampio spazio alle storie dei connazionali residenti all’estero che racconteranno la propria storia di emigrazione, recente o datata che sia attraverso collegamenti telefonici e video interviste."Sono certa – conclude la conduttrice – che con questo nuovo ciclo di Gran Sportello Italia riprenderemo proprio da dove ci eravamo lasciati e consolideremo ancora di più il legame creatosi negli anni tra le comunità italiane nel mondo e la madrepatria".

8 aprile 2010

Crolla il reddito delle famiglie: -2,8%. Mai così male dagli anni '90

Cala il reddito disponibile delle famiglie italiane: -2,8% negli ultimi tre mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A fornire il dato è l'Istat, che sottolinea come si tratta dell'andamento peggiore dagli anni '90, da quando, cioè, sono a disposizione le serie storiche.Nel quarto trimestre del 2009 la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile) è stata pari al 14 per cento, come nel trimestre precedente.
La riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2008 è stata pari a 0,7 punti percentuali. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, infatti, il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,2 per cento in valori correnti rispetto al trimestre precedente mentre la spesa delle famiglie per consumi finali si è ridotta dello 0,1 per cento. Nell'ultimo trimestre del 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 mentre la spesa delle famiglie si è ridotta dell'1,9 per cento. Inoltre, il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,6 per cento rispetto a quello corrispondente.
E' proseguita poi la flessione del tasso di investimento delle famiglie (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono gli acquisti di abitazioni e gli investimenti strumentali delle piccole imprese classificate nel settore, e il loro reddito disponibile lordo) che nel quarto trimestre 2009 si è attestato all'8,8 per cento, 0,2 punti percentuali in meno rispetto al trimestre precedente, risentendo di una riduzione degli investimenti (meno 2,2 per cento) molto superiore a quella del reddito disponibile (meno 0,2 per cento). Nel quarto trimestre 2009 il tasso di investimento delle famiglie si è ridotto di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2008.

7 aprile 2010

Regione Calabria:I dati ufficiali delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010

L’Ufficio elettorale circoscrizionale della Corte d’Appello di Catanzaro ha reso noto i dati ufficiali relativi all’elezione del Presidente della Regione Calabria nella tornata elettorale del 28 e 29 marzo scorsi.
Giuseppe Scopelliti, candidato per il centrodestra, ha ottenuto 614.706 voti, pari al 57,82%: è il nuovo Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, candidato per il centrosinistra, presidente uscente, ha ottenuto 341.978 voti, pari al 32,16%;Filippo Callipo, candidato con l’appoggio di “Italia dei Valori”, “Io resto in Calabria” e “lista Bonino Pannella”, ha ottenuto 106.526 voti, pari al 10,02%.Nella nostra regione hanno votato 1.063.210 degli aventi diritto.
Per l’Ufficio elettorale circoscrizionale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduto da Fortunato Rosario Barone, solo otto delle sedici liste presentate per il rinnovo del Consiglio regionale calabrese hanno superato lo sbarramento del 4% previsto per entrare a palazzo “Campanella”.
Nello schieramento di centrodestra, che ha sostenuto il candidato Presidente Giuseppe Scopelliti, hanno superato il quorum introdotto dalla nuova legge elettorale regionale la Lista “Pdl Berlusconi con Scopelliti”, che ha ottenuto il 26,34% (271.061 voti); la Lista “Scopelliti Presidente”, che ha ottenuto il 9,91 (101.943 voti); “Udc”, che ha ottenuto il 9,46 (97.304 voti) ed “Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente”, che ha ottenuto il 5,15 (51.967 voti). Restano fuori dal Consiglio regionale: la lista “Socialisti uniti – Psi” con 3,23 % (33.256 voti); “Noi Sud”, con il 3,06% (31.497 voti) e “Fiamma tricolore - La Destra” con lo 0,43 (4.454 voti).
Nello schieramento di centrosinistra, che ha sostenuto la candidatura a Presidente di Agazio Loiero, hanno superato il quorum previsto: la lista del “Pd”, che ha ottenuto il 15,72 (161.757 voti); “Autonomia e diritti-Loiero Presidente”, che ha ottenuto il 7% (71.986); “Federazione della sinistra”, che ha ottenuto il 4,03 (41.499); restano fuori “Psi-Sinistra con Vendola”, che ha ottenuto il 3,75 (38.624); “Alleanza per la Calabria”, che ha ottenuto il 2,26 (23.276), e “Slega la Calabria”, che ha ottenuto il 2,05 (21.081).
Delle tre liste a sostegno del candidato a Presidente Filippo Callipo, solo “Idv” ha superato il quorum ed ottiene il 5,38% (55.323 voti); la lista “Io resto in Calabria” l’1,98% (20.428 voti) e la lista “Bonino- Pannella” ha ottenuto lo 0,24% (2483 voti).
Saranno ora i Tribunali delle circoscrizioni provinciali ad assegnare il quoziente per l’assegnazione dei seggi ai partiti sulla base della nuova legge elettorale regionale. o.m

DAL 15 APRILE A ROSARIO LA "SETTIMANA DEL CINEMA ITALIANO" PROMOSSA DAL NOSTRO CONSOLATO CON IL MINISTERO DELLA CULTURA DI SANTA

Il Consolato d’Italia a Rosario ed il Ministero dell'Innovazione e Cultura della Provincia di Santa Fe hanno organizzato una rassegna cinematografica gratuita dedicata all’Italia dal titolo "Altri sguardi". La rassegna, che inizierà il prossimo 15 aprile, approfondirà, in particolare, il tema della società italiana di oggi. In questo senso, il titolo "Altri sguardi" evoca una sorta di filo conduttore che lega le quattro pellicole che saranno in programmazione, scelte per presentare un’immagine dell’Italia aliena agli stereotipi consolidati e più vicina ad un segmento di gusto e sensibilità giovanile.Organizzata in collaborazione con il Cinema El Cairo – che ospiterà tutte le proiezioni – l’iniziativa ha anche l’obiettivo di promuovere lingua e cultura italiana. Ad aprire la rassegna, giovedì 15 alle 20.30, sarà "Dopo mezzanotte", film del 2004 di Davide Ferrario che racconta una storia d'amore dai tratti visionari ambientata sullo sfondo del museo del cinema della Mole Antoneliana di Torino. Nel cast Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano e Francesca Picozza.Venerdì 16 toccherà a "Non ti muovere", di Sergio Castellito. Girato anch’esso nel 2003, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Margareth Mazzantini, compagna dell’attore-regista, nel cast con Penélope Cruz e Claudia Gerini. La pellicola racconta di Timoteo Rossi e di come un tragico incidente riporta il ricordo di un appassionato amore extraconiugale nella sua vita ordinata e borghese.Venerdì 17, sempre alle 20.30, sarà proposto "Ricordati di me", film del 2003 di Gabriele Muccino con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci, Nicoletta Romanoff e Silvio Muccino impegnati a raccontare la crisi di una famiglia borghese tra fallimenti e frustrazioni nell'Italia di oggi.Chiude la rassegna, domenica 18 alle 19.50, "Le fate ignoranti", uno dei più riusciti film di Ferzan Ozpetek datato 2001 con Margherita Buy e Stefano Accorsi protagonisti di una originale storia di amicizia e amore in una Roma sorprendente. (aise)

Riforme, i finiani: "Semipresidenzialismo alla francese, un modello"

"L’ipotesi di una riforma della forma di governo che riprenda il modello francese della V Repubblica affascina da tempo la classe politica italiana. Le ragioni di questa attrazione sono molteplici ma il confronto tra il modello francese di semipresidenzialismo con la situazione italiana è tuttavia un terreno ancora problematico, non solo per ragioni di natura storica e ordinamentale, ma anche per una diversa natura, indole, della nostra classe politica e della nostra società". E' quanto si legge nel documento di 'Farefuturo' introduttivo al convegno "La Quinta Repubblica: un modello per l’Italia", in programma giovedì 8 aprile a Roma; aperto dalla relazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, vedrà la partecipazioni di studiosi italiani e francesi.
Abbiamo inteso cominciare dal modello francese- spiega Adolfo Urso, segretario generale di Farefuturo- perché ci sembra il più attinente la realtà italiana, anch'essa bipolare e composita come quella francese. Gli altri modelli che spesso sono portati ad esempio, il presidenzialismo americano e quello austriaco, ci sembrano meno confacenti al nostro sistema sociale e politico. Il semipresidenzialismo francese, anche per quanto riguarda il peso del presidente della Repubblica e i suoi contrappesi di governo e parlamentari, rispecchia un sistema coalizionale e bipolare per molti versi simile a quello della realtà sociale e politica italiana".
"E' comunque- prosegue D'Urso- un modello di studio che non intendiamo certo imporre ma solo e giustamente proporre per discutere dentro il Pdl, con i nostri alleati e con le forze di opposizione, nella speranza che finalmente si apra la stagione delle riforme e che nei prossimi tre anni si faccia quello che gli italiani attendono da trent'anni: 'ammodernamento dello Stato e delle istituzioni con un nuovo e consapevole 'patto costituente'".
In particolare, il documento mette a fuoco tre aspetti. Il primo riguarda il carattere dell'esperienza francese che vede, spiega la Fondazione, "un forte controllo dell’opinione pubblica sulla politica. L’elezione diretta del capo dello Stato deve coincidere infatti con la personalità più eminente presente nel sistema politico e non con figure secondarie del panorama politico". Il secondo è relativo al "ruolo del presidente della Repubblica", che "è direttamente responsabile solo davanti al popolo ma non davanti alle Camere godendo pertanto di un potere di rappresentanza più forte". Tuttavia, questo "non distrugge tutti i simboli e le figure legate al parlamentarismo della Repubblica che sono invece conservati, come nel caso dell’istituto della fiducia". Il terzo e ultimo punto riguarda il rapporto tra 'presidenzialismo e federalismo'. Per 'Farefuturo' "il modello semipresidenziale francese si presenta in grado di assicurare un equilibrio tra poteri locali, rappresentati nel Senato, e l’unità del Paese e la rappresentanza della Repubblica all’esterno. L’esperienza italiana è diversa: tende al federalismo e stenta ad avere una seconda camera di rappresentanza territoriale. Il nodo nel caso italiano non sarebbe dato dal circuito istituzionale, ma dal suo riflesso sul sistema normativo. La revisione dovrebbe infatti toccare il riordino delle competenze e delle fonti, mentre per la formazione del Senato federale la base potrebbe essere data dalla cosiddetta bozza Violante".

Sì al legittimo impedimento, Napolitano ha firmato la legge

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge su 'Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza',approvata in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso. A renderlo noto è un comunicato del Quirinale.
La legge sul legittimo impedimento permette al presidente del Consiglio e ai ministri di ottenere lo stop dei processi per 18 mesi.
A quanto si apprende in ambienti della Presidenza della Repubblica, punto di riferimento del capo dello Stato nel promulgare la legge, dopo approfondito esame, è rimasto il riconoscimento - già contenuto nella sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2004 - dell'"apprezzabile interesse" ad assicurare "il sereno svolgimento di rilevanti funzioni" istituzionali, interesse che "può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali di diritto".
In questo quadro, la legge approvata dal Parlamento il 10 marzo scorso - sempre secondo gli ambienti del Quirinale - è apparsa rivolta a 'tipizzare' l'impedimento legittimo disciplinato dall'articolo 420-ter del Codice di Procedura Penale, che la legge espressamente richiama, "in un contesto di leale collaborazione istituzionale tra autorità politica e autorità giudiziaria".

"Contesto" che, a quanto si apprende da fonti del Quirinale, si attende ora il presidente della Repubblica dopo aver promulgato la legge.
Immediata la reazione di Antonio Di Pietro. "Cosa fatta capo ha - ha commentato il leader dell'Italia dei Valori - Per quanto ci riguarda non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e, soprattutto, a chi giovi questo provvedimento che riteniamo incostituzionale e immorale".
"Per questo - spiega - chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto con il lodo Alfano, se sono d'accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo debba essere il nostro, si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato''.
Anche il Pd ribadisce la contrarietà alla legge. "Pieno rispetto per la decisione del presidente Napolitano'' dice Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Partito democratico, ma ''restano inalterati, per il Partito democratico, tutti i motivi politici che ci hanno fatto dire no, in Parlamento e nel Paese, alla legge sul legittimo impedimento". "Si tratta di un provvedimento, l'ennesimo, che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell'interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi", conclude Orlando.
Di tutt'altro avviso la maggioranza. "Il presidente Napolitano si conferma un garante ineccepibile - afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl - Chi sperava di usare l'arma giudiziaria come strumento improprio per ostacolare l'attività di un governo democraticamente scelto dagli italiani è rimasto ancora una volta deluso".
"Quanto a Di Pietro - conclude Capezzone - è ormai un disperato politico: continua a solleticare gli istinti più aggressivi di una piccola minoranza di antiberlusconiani ossessionati, inchiodando la sinistra a posizioni indifendibili e strutturalmente minoritarie e marginali. Contenti loro".

4 aprile 2010

Disoccupazione all'8,5%, senza lavoro più di un giovane su quattro

Disoccupazione all'8,5%. In calo gli occupati rispetto a gennaio e rispetto a febbraio 2009. Aumentano, inoltre, le persone in cerca di occupazione, apartire dai ragazzi: il tasso di disoccupazione giovanile, infatti, sale al 28,2% (+0,8% rispetto al mese precedente, +4% in un anno). Sono i dati forniti dall'Istat sul mercato del lavoro in Italia, anche se lo stesso istituto definisce le "stime provvisorie, perché basate su una parte, pur se consistente (poco più di 20 mila famiglie, pari a circa 48 mila individui, per il mese di febbraio), del campione coinvolto nella rilevazione".quí escribes la parte del post a mostrar.

Venendo ai dati, il numero di occupati a febbraio 2010 è pari a 22 milioni 806 mila unità (dati destagionalizzati), in calo dello 0,1 per cento rispetto a gennaio e inferiore dell’1,7% (-395 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,8% (inferiore, rispetto a gennaio, di 0,1 punti percentuali, e rispetto a febbraio dell’anno precedente, di 1,3 punti percentuali). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 127 mila unità, in crescita dello 0,2% (+4 mila unità) rispetto al mese precedente e del 16,2% (+297 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,5% (con una variazione congiunturale nulla ma in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2009).
Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 28,2%, con una crescita di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni, è pari a 14 milioni 933 mila unità, con un aumento dello 0,1% (+13 mila unità) rispetto a gennaio 2010 e dell’1,7% (+251 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,8% (invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto a febbraio 2009).
L’occupazione maschile a febbraio 2010 è pari a 13 milioni 623 mila, più bassa dello 0,1% rispetto al mese precedente (-19 mila unità) e del 2,1% (-294 mila unità) rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. L’occupazione femminile è pari a 9 milioni 182 mila unità, stabile rispetto a gennaio ma in calo dell’1,1% (-101 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,6%, registrando una riduzione di 0,1 punti percentuali nell’ultimo mese e di 1,8 punti percentuali negli ultimi dodici mesi. Il tasso di occupazione femminile a febbraio è pari a 45,9%, invariato rispetto a gennaio e in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
La disoccupazione maschile raggiunge, a febbraio, un livello pari a 1 milione 139 mila unità, in aumento del 1,5% (+16 mila unità) rispetto al mese precedente e del 24,7% (+225 mila unità) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il numero di donne disoccupate è pari a 988 mila unità, con una riduzione dell’1,3% rispetto gennaio (-13 mila unità), a fronte di un aumento del 7,8% rispetto a febbraio 2009 (+72 mila unità). Il tasso di disoccupazione maschile è uguale al 7,7%, in crescita sia rispetto gennaio (+0,1 punti percentuali) sia rispetto a febbraio 2009 (+1,6 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 9,7%, in diminuzione rispetto gennaio (-0,1 punti percentuali) ma in aumento rispetto al mese di febbraio 2009 (+0,7 punti percentuali).
Gli uomini inattivi sono pari, a febbraio, a 5 milioni 233 mila unità, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente (-0,1%, pari a -6 mila unità) ma in aumento su base annua del 2,5% (+127 mila unità). Le donne inattive sono 9 milioni 700 mila, con un aumento congiunturale dello 0,2% (+18 mila unità) e tendenziale dell’1,3% (+124 mila unità).

2 aprile 2010

Male i conti pubblici, deficit/Pil al 5,2%: il dato peggiore dal 1996

ROMA - Sprofondo rosso per la casse dello Stato. Nel 2009 si è registrato un indebitamento netto pari al 5,2 per cento del Pil contro il 2,7 del 2008. Si tratta del dato peggiore dal 1996. Lo rende noto l'Istat, che analizzando il conto economico delle amministrazioni pubbliche relativo al quarto trimestre del 2009 registra come il rapporto deficit/Pil sia stato pari al 4,5 per cento (2,4 per cento nel corrispondente trimestre del 2008).
Sempre nel 2009, le entrate totali hanno segnato un calo del 2% (-1,2% nel quarto trimestre) mentre nel 2008 c'era stato un +0,9%. +3% invece per le uscite (+2,5% nel quarto trimestre) mentre nel 2008 l'incremento era stato del 3,5%.

Pd, per Veltroni è fermo per Bersani no: "Siamo in piedi, ora acceleriamo"

ROMA - Alle elezioni regionali, secondo Walter Veltroni al Pd "e' andata male". Il partito e' "fermo al risultato delle europee" nonostante gli scandali che hanno travolto Silvio Berlusconi, che "i sondaggi davano in forte declino", dice l'ex segretario in una intervista a Repubblica, nella quale chiede a chi guida i democratici di "riconoscere la sconfitta", premessa per ripartire. Una ricostruzione che Pier Luigi Bersani smonta punto su punto. In una lettera inviata ai coordinatori dei circoli, il leader democratico replica indirettamente a Veltroni e dice: "Siamo in piedi, ora dobbiamo accelerare".
"DELUSI PER LAZIO E PIEMONTE, MA SETTE REGIONI VINTE NON ERA UN RISULTATO SCONTATO" - Le recenti elezioni regionali, scrive il segretario del Pd, "sono state per tutti noi un passaggio importante, che ci mostra tutta la complessità e la profondità dei problemi che abbiamo di fronte". Ciononostante il Partito democratico "è in piedi". Bersani non si nasconde i problemi emersi dal voto delle regionali. "Sentiamo forte in queste ore- dice nella lettera ai coordinatori di circolo- la delusione per avere perso la guida di alcune regioni, e il Lazio e il Piemonte per una manciata di voti. La delusione è solo in parte attenuata dal fatto che abbiamo conquistato comunque la presidenza di sette tra le tredici regioni in palio: un risultato certamente non scontato alla luce dei rapporti di forza che si sono determinati nelle elezioni più recenti, tenendo conto che le elezioni regionali del 2005 si erano svolte dentro un altro universo politico". Va rimarcato tuttavia "che per la prima volta dopo molto tempo, nel voto di domenica e lunedì scorsi si è verificato un arretramento consistente dei consensi del Popolo delle libertà, solo in parte compensato dalla crescita della Lega; le distanze tra il campo del centrodestra e il campo del centrosinistra sono oggi sensibilmente inferiori rispetto a un anno fa, e quindi pur dentro a elementi di delusione si apre uno spazio per il nostro impegno e per il nostro lavoro".
"COSTRUIRE UNA ALTERNATIVA DA OFFRIRE AGLI ITALIANI" - Nel voto del 28 e 29 marzo, Bersani individua "chiaramente alcuni problemi di fondo nel rapporto tra i cittadini italiani e la politica: c'è una disaffezione crescente, che si manifesta come distacco e radicalizzazione, verso una politica che gli elettori percepiscono come lontana dai loro problemi. Una crisi sociale ed economica pesante fa sentire ogni giorno le sue conseguenze sulla vita dei cittadini, senza che dal governo arrivino risposte adeguate alla gravità dei problemi. Il principale responsabile di questa situazione è il presidente del Consiglio. Ma è una situazione che interroga anche noi", dice il leader democratico. Il Pd avra' "la possibilità di cambiare il corso delle cose", aggiunge, se sara' capace "di offrire un'alternativa positiva e credibile, di dare un'altra possibilità agli italiani".
"RADICARE UN PARTITO A FORTE VOCAZIONE POPOLARE" - Il segretario del Pd ribadisce i contenuti della mozione congressuale e sottolinea la necessita' di radicare un partito a forte vocazione popolare. "Adesso dobbiamo accelerare- dice- Da qui dobbiamo ripartire mettendoci al lavoro per rafforzare il nostro progetto e per dare radicamento a un Partito democratico concepito come una grande forza popolare, presente con continuità ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente".
Diversamente, avverte il segretario, "i rischi non solo di disaffezione dell'elettorato ma anche di radicalizzazione e di frammentazione impotente, non potrebbero che diventare più gravi. Dobbiamo servire il Paese raffigurandoci come un partito fondato sul lavoro, il partito della Costituzione, il partito di una nuova unità della nazione. Il Partito democratico- conclude il leader del Pd- è il partito di una nuova centralità e dignità del lavoro dipendente, autonomo, imprenditoriale e della valorizzazione del suo ruolo nella costruzione del futuro del Paese".
CHIAMPARINO: "STO CON PIER LUIGI". FRA 10 GIORNI INCONTRO A ROMA - Sergio Chiamparino, in un'intervista al Corriere della Sera, si dice pronto a lavorare per il Pd. E premette a chiare lettere di "stare con Pier Luigi". Toni e disponibilità che il segretario del Pd, a quanto si apprende, ha apprezzato. Questa mattina, Bersani ha chiamato il primo cittadino di Torino e i due si sono dati appuntamento per un incontro a Roma tra 10 giorni. Da Largo del Nazareno fanno sapere che e' ancora presto per parlare di incarichi e responsabilita' operative. Ma i toni tra Bersani e Chiamparino sono stati piu' che cordiali, e le idee del sindaco di Torino per radicare il partito al Nord sono largamente condivise dal segretario democratico.

1 aprile 2010

LA FUSIE CONDIVIDE LE PREOCCUPAZIONE DELL’USPI PER LA SOSPENSIONE DELLE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE PER L’EDITORIA

La Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero esprime la propria "viva preoccupazione" per l’entrata in vigore decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 30 marzo 2010 che sospende le agevolazioni postali per l’editoria ."Il provvedimento con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto la sospensione fino al 31 dicembre 2010 delle agevolazioni postali per l’editoria", ha sottolineato il Presidente Domenico De Sossi "rappresenta per la stampa italiana all’estero per l’estero un ulteriore aggravio di una situazione di per sé molto pesante. Infatti, con un altro recente provvedimento ha visto ridursi del 50% i contributi ordinari relativi all’anno 2009. Anche se questo secondo provvedimento" ha spiegato De Sossi "tocca l’editoria italiana per l’estero solo per la parte spedita in Italia, è pur vero che essa si aggiunge ai pesanti danni provocati dai tagli introdotti dal cosiddetto "milleproroghe". La Fusie , pertanto, condivide le preoccupazioni e si associa all’auspicio dell’Unione Stampa Periodica Italiana -USPI che in tempi brevissimi venga abrogato questo decreto e si torni alle agevolazioni postali".